La Missione dei Dodici

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  • Ultima modifica dell'articolo:28 Luglio 2026
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La Missione dei Dodici

28/07/2024

Marco 6:7-13

Questa settimana vedremo un altro momento chiave nella vita e nel ministero di Gesù.

Siamo rimasti a Gesù che torna dalla Decapoli e resuscita la figlia di Iairo.

Oggi vedremo la prima volta che Gesù manda i Suoi discepoli da soli per compiere la loro prima vera missione

Marco 6:7-13

1)   Una premessa storica

Prima di vedere quale lezione possiamo imparare da questo, dobbiamo vedere il contesto storico in cui ci troviamo.

Questa volta non è importante per capire la lezione, ma ci aiuterà a ricostruire il cammino di Gesù con i Suoi discepoli.

Innanzitutto, prima della missione dei dodici, Gesù vuole insegnare una dura lezione ai Suoi discepoli.

Per fare questo, Gesù torna a Nazaret, dove all’inizio del Suo ministero terreno, lo avevano rigettato e perfino cercato di uccidere (forse anche per questo Natanaele disse “può forse venire qualcosa di buono da Nazaret?”).

Voleva loro mostrare che, per quanto loro crescessero e si impegnassero, nonostante tutte le dimostrazioni che potevano dare, nonostante la loro testimonianza di vita, le persone della loro patria, coloro che li conoscevano da sempre, non avrebbero avuto alcuna stima di loro.

I nazareni riconoscevano che Gesù facesse miracoli e che avesse una conoscenza inspiegabilmente profonda delle Scritture, ma ciò nonostante ai loro occhi era ancora il falegname, il fratello maggiore di altri quattro fratelli e diverse sorelle.

Marco 6:1-6

Questo deve insegnarci a non scoraggiarci quando non troviamo una risposta positiva dalle persone che ci conoscono e con le quali abbiamo confidenza e questa era la lezione che gli apostoli dovevano imparare.

Ora i dodici sarebbero andati in giro da soli ed avrebbero trovato persone che li conoscevano e che si sarebbero comportati come i nazareni con Gesù, ma loro non dovevano scoraggiarsi.

Tu potresti andare e predicare l’evangelo, e avere delle risposte scarse da persone che invece ti aspetteresti che rispondano positivamente proprio perché ti conoscono, ma tu non devi scoraggiarti.

Perfino Gesù, Dio incarnato, con una testimonianza impeccabile perché non aveva mai peccato e con miracoli e sapienza, non fu in grado di vincere l’incredulità dei Suoi concittadini.

Il nostro obiettivo non deve essere fare numero, provocare conversioni, cambiare il mondo, ma predicare fedelmente l’evangelo ad ogni creatura e lasciare che sia Dio a fare il resto nel cuore delle persone.

Il nostro compito è solo quello di seminare.

Tornando ai dodici, c’era un altro avvenimento che si verificò nello stesso periodo, cioè la morte di Giovanni Battista.

Erode aveva decapitato Giovanni per via di sua moglie, che in realtà era moglie di suo fratello. Dato che aveva sentito parlare di Gesù e dei miracoli che faceva, ebbe paura e pensò che fosse Giovanni Battista resuscitato.

Dato che lui aveva sentito parlare solo dei miracoli di Gesù e non dei dodici, probabilmente aveva decapitato Giovanni prima di sentir parlare di Gesù e quando Gesù aveva scelto i dodici e gli aveva dato potere di compiere miracoli, è possibile che Gesù abbia mandato i dodici poco dopo la morte di Giovanni. Nel frattempo era arrivata la voce dei miracoli di Gesù a Erode, che si mise in cuore di vederlo, ma non perché credesse che fosse il Messia. Voleva solo vedergli fare dei miracoli.

È in questo periodo così particolare che Gesù manda i Suoi discepoli da soli a predicare per tutto Israele.

2)   Un piccolo appunto

Prima di proseguire nel vedere cosa possiamo imparare, vorrei farvi notare un brano che molti cattolici ignorano e sono scioccati nel leggerlo per la prima volta, cioè il versetto 3, in cui si identifica il mestiere di Gesù, Sua madre ed i Suoi fratelli.

Secondo la dottrina cattolica, Maria non ha mai avuto rapporti con suo marito Giuseppe, restando vergine perpetua.

Questo insegnamento non tiene conto di una serie di cose.

Innanzitutto Maria e Giuseppe erano sposati, quindi, non c’era niente di male nell’avere rapporti coniugali. Secondo la dottrina cattolica, avere rapporti coniugali è peccato per chi lo chiede ed è sempre peccato quando non sia finalizzato alla procreazione. Quindi, pensare a Maria, che secondo loro è nata senza peccato e non ha mai peccato, che ha avuto rapporti coniugali è blasfemia.

La Bibbia, inoltre, dice che Giuseppe non ebbe rapporti con lei durante la gravidanza di Gesù, non che non li ebbe affatto (Matteo 1:25). Da quest’ultimo versetto apprendiamo che Gesù era il primogenito, non l’unico figlio di Maria.

Arrivando al nostro brano, qui abbiamo addirittura un elenco dei fratelli di Gesù.

I preti giustificano la cosa dicendo che l’espressione “fratelli” significasse cugini, ma non c’è niente nel testo che suggerisca un’interpretazione diversa da “fratelli figli della stessa madre”.

3)   Preparare, istruire ed equipaggiare

Ora vediamo quale lezione possiamo ricavare da questo episodio.

La prima cosa non ci viene detta ma la ricaviamo dal contesto. Sono trascorsi ormai mesi da quando il Signore ha chiamato i Suoi discepoli e ne aveva scelti dodici che fossero Suoi apostoli.

Apostolo significa “Mandato”, ed equivale alla nostra parola “Missionario”.

La differenza tra loro e gli attuali missionari sta nel fatto che loro avevano ricevuto dei doni unici ed una missione particolare.

Tuttavia, se Gesù li aveva chiamati “Mandati”, questo significava che prima o poi li avrebbe mandati.

Quindi, ciò che fece Gesù fu prepararli alla loro missione.

Ciò che dobbiamo imparare è che Dio può chiamarci a fare qualcosa di grande o meno grande, e noi siamo sicuri della Sua chiamata, ma questo non ci rende pronti ad andare.

Gli apostoli erano stati preparati da Gesù per mesi prima di essere mandati alla loro prima missione e non si tratta di mesi in una scuola, ma di mesi a diretto contatto con Dio.

Ora, Dio ha un compito per ognuno di noi, una chiamata, e noi dobbiamo rispondere alla chiamata e fare ciò che Dio ci ha chiamati a fare, ma ciò richiede preparazione.

In questo caso, loro avevano il Sommo Pastore che li formava in quella che era di fatto la prima chiesa mai fondata.

Dio prepara delle persone perché formino altre persone, in particolare i pastori e gli insegnanti.

Ciò che ognuno di noi è chiamato a fare è cercare la formazione ed andare dalla persona preposta, probabilmente il pastore della chiesa, per iniziare a formarci e prepararci al nostro compito (io l’ho fatto).

Dopo la preparazione, il Sommo Pastore dà loro delle istruzioni da seguire.

Il pastore, come sotto-pastore di Gesù, ha il compito di vegliare sulla chiesa e non è cosa assurda aspettarsi che dia delle istruzioni ai servitori della chiesa.

Ciò che vediamo da Gesù non sono dei comandi su come vestirsi, chi frequentare, cosa mangiare e altre istruzioni per gestire le minuzie della vita dei Suoi discepoli, ma delle istruzioni guida su cosa fare per adempiere al compito assegnato.

Attualizzando per noi, sono semplici istruzioni su come svolgere la propria mansione, ad esempio come musicista nella chiesa.

Facendo l’esempio del musicista, potrebbe essere quanti canti suonare, che tipo di canti, quanto la musica debba affiancarsi al canto e cose generiche come “mantenere in ordine gli strumenti”, ma non cose riguardanti la vita privata dei musicisti.

C’è spazio per la crescita personale privata, ma le istruzioni che Gesù dà non riguardano questo; solo ciò che compete la loro missione.

Ricordiamoci che Gesù ha provveduto per loro anche una formazione prima di dare loro istruzioni.

La terza cosa che dobbiamo imparare dal brano è che Gesù provvede per loro gli strumenti per adempiere il mandato, la missione a loro affidata, dandogli la capacità di compiere miracoli.

La Bibbia ci dice che Dio, non solo ha una chiamata specifica per ognuno di noi, ma ci dà anche almeno un dono spirituale, una capacità particolare che viene miracolosamente da Dio e che ci dà la capacità di compiere la missione che ci è stata affidata.

Ad esempio, se Dio dovesse chiamarti ad insegnare, ti darebbe anche la capacità di farlo con un dono spirituale specifico.

In pratica, la nostra parte è solo quella di ricercare la formazione ed apprendere le istruzioni, perché quanto alla capacità, sarà Dio stesso a fornircela.

Questo da una parte è prova che possiamo fare ciò che ci viene chiesto, perché Dio ci rende capaci a farlo, dall’altra ci incoraggia a perseguire la chiamata preparandoci al momento in cui ci verrà assegnato il compito da Dio, perché se Dio ti ha chiamato a fare qualcosa, puoi confidare nel fatto che ti ha dato anche qualcosa per poter compiere ciò che ti ha chiamato a fare.

Conclusione

Tirando le somme, ciò che dobbiamo imparare oggi è che ognuno di noi è stato chiamato a fare qualcosa da Gesù. Le chiamate sono di diverso genere, non solo ad essere pastore o diacono di una chiesa. Quando Dio ci chiama, ci dà anche uno o più doni spirituali per compiere l’opera che ci è stata affidata. La nostra parte non è quella di preoccuparci di trovare un posto nella chiesa, perché è Gesù ad assegnarcelo (dobbiamo solo scoprire qual è); né è nostro compito sviluppare le capacità di fare ciò che ci è richiesto. Abbiamo già entrambe le cose. Ciò che dobbiamo fare è preoccuparci di formarci per il momento in cui Gesù ci assegnerà il compito che ci ha chiamati a svolgere, magari con l’aiuto del pastore, e capire quali istruzioni dobbiamo seguire per svolgere il suddetto compito.

Ora tocca a te. Conosci qual è la tua chiamata? Se così non è, ti invito ad iniziare a pregare per capirlo. Conoscere il tuo dono o doni spirituali potrebbe aiutarti a capire la tua chiamata, o viceversa, perché le due cose sono legate. Qualora tu fossi già a conoscenza della tua chiamata o dei doni spirituali che Dio ti ha fatto, preoccupati di trovare qualcuno che possa formarti perché tu possa svolgere il tuo compito. Quindi il mio secondo invito è, procaccia la tua formazione, preparati al tuo compito. Infine, una volta pronti, bisogna iniziare a svolgere il compito assegnato. A tale scopo è importante capire quali regole e consigli bisogna seguire, quali sono le istruzioni, le direttive, il modo giusto di compiere il tuo dovere. Solo dopo aver capito ed imparato tutto questo possiamo davvero svolgere il nostro compito nel corpo così come il Signore ci ha assegnato.

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