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Lo Scopo della Chiesa

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  • Ultima modifica dell'articolo:19 Dicembre 2023
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Lo Scopo della Chiesa

08/10/2023

Matteo 28:18-20



Questa è una nuova chiesa, una chiesa appena nata, quindi oggi voglio parlare di ciò che Dio si aspetta da noi, cioè da questa chiesa. Tutto ciò che fa Dio ha uno scopo, quindi, qual è lo scopo di questa chiesa, la Chiesa Battista La Luce?

Poi Gesù si avvicinò e parlò loro dicendo: «Ogni potestà mi è stata data in cielo e sulla terra. Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho comandato. Or ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell’età presente. Amen».

Matteo 28:18-20

1) Andare

In questo passo Gesù innanzitutto rassicura i discepoli non solo della Sua vittoria, ma anche della Sua autorità. È in Cristo che noi abbiamo la vittoria su tutto, non con le nostre forze.

Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori in virtù di colui che ci ha amati.

Romani 8:37

Il motivo per cui Cristo fa questa dichiarazione non è solo quello di affermare la Sua autorità, ma soprattutto quello di rassicurare i Suoi discepoli che potevano contare sulla Sua autorità. In poche parole, ciò che facciamo come chiesa, lo facciamo con l’autorità di Cristo! Quindi, quali sono le istruzioni che Gesù ci ha dato e che possiamo fare con la Sua autorità?

La prima istruzione è “Andate”! Andate è un verbo di movimento, quindi indica una semplice cosa: “Non rimanete fermi”. Lo scopo di una chiesa, quindi, non è quello di aver incontri in quattro mura e dimenticarsi del mondo per il resto del tempo. Qui ci riuniamo con uno scopo ben preciso che vedremo più avanti, ma la nostra chiesa, non è nata perché noi siamo rimasti in casa nostra. Ci sono persone che hanno fatto migliaia di chilometri, perché? Perché ci sono perduti che hanno bisogno di salvezza e loro sono venuti per cercarli.

Il Signore stesso disse questo:

Perché il Figlio dell’uomo è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto

Luca 19:10.

Gesù ha lasciato il cielo per cercare me e te. Ciò che Lui ci chiede, ciò che Gesù ti chiede oggi è: Così come Lui ha lasciato la Sua gloria per salvare te, Lui vuole che tu cerchi i perduti per condurli a Cristo. Questa chiesa è nata perché delle persone hanno ubbidito al comando di andare e l’unico modo in cui può crescere è se noi continuiamo ad ubbidire a questo comando. Questo è il motivo per cui noi non vogliamo rimanere seduti ad una sedia, godendo di ciò che Dio ha fatto fin qui, ma vogliamo sia come singoli (e sono convinto che questo sia già il vostro desiderio) sia come chiesa fare qualcosa per i perduti che sono fuori da questa porta. La prima cosa che dobbiamo fare come chiesa, con l’autorità di Gesù, è andare a cercare i perduti.

2) Fate discepoli

In Marco leggiamo questo:

«Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo a ogni creatura;

Marco 16:15.

La seconda istruzione riguarda lo scopo del nostro andare ed il metodo. Dobbiamo andare per fare discepoli di Gesù. Questo significa che il nostro scopo è quello di far sì che le persone si riconcilino con il Salvatore, e il metodo con cui dobbiamo raggiungere questo scopo è predicando l’evangelo. L’unico modo attraverso il quale qualcuno possa essere salvato è e rimane che si ravvedano e credano all’evangelo, ma per farlo hanno bisogno di saperlo. Paolo scrive queste parole:

«Chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato». Come dunque invocheranno colui nel quale non hanno creduto? E come crederanno in colui del quale non hanno udito parlare? E come udiranno, se non c’è chi predichi? E come predicheranno, se non sono mandati? Come sta scritto: «Quanto sono belli i piedi di coloro che annunziano la pace, che annunziano buone novelle!».

Romani 10:13-15.

Paolo è molto chiaro nel dire che il metodo che Dio ha scelto è la predicazione, non gli spettacoli, i concerti di musica cristiana, o anche cose buone come aiutare i bisognosi. Nessun metodo, che non sia accompagnato dalla predicazione dell’evangelo, ha l’autorità di Cristo di vincere contro l’opposizione di Satana e del mondo, perché la predicazione è il metodo che Dio usa. Inoltre anche il contenuto della predicazione è importante. Non dobbiamo predicare di comportarsi bene, di cambiare fazione politica, di leggere la Bibbia o di cercare le benedizioni di Dio, ma dobbiamo predicare l’evangelo! Cos’è l’evangelo?

Ora, fratelli, vi dichiaro l’evangelo che vi ho annunziato, e che voi avete ricevuto e nel quale state saldi, e mediante il quale siete salvati, se ritenete fermamente quella parola che vi ho annunziato, a meno che non abbiate creduto invano. Infatti vi ho prima di tutto trasmesso ciò che ho anch’io ricevuto, e cioè che Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu sepolto e risuscitò il terzo giorno secondo le Scritture,

1 Corinzi 15:1-4.

Questo è il messaggio che salva. Gesù è morto per pagare i miei e i tuoi peccati (non il peccato originale o per una forza astratta chiamata peccato) come annunciato dalle Scritture. Poi è morto, sì, ma è risorto il terzo giorno, come preannunciato dalle Scritture. La scorsa volta abbiamo visto che attraverso la resurrezione di Gesù noi possiamo avere la nuova nascita e la vita eterna, ma la Scrittura parla anche di giustificazione (essere resi giusti davanti a Dio), santificazione (essere resi santi per Dio) e redenzione (essere liberati dal potere del peccato e dalla condanna per esso). Noi possiamo avere la salvezza perché Gesù ha fatto tutto questo. Cosa ci chiede Dio? In Marco 1:15 Gesù dice: “Ravvedetevi e credete all’evangelo”. Questa era la predicazione di Gesù e questa deve essere la nostra predicazione. Se qualcuno di voi ha bisogno di spiegazioni in merito, o non è certo di avere la vita eterna, oppure non ha mai sentito queste cose, può leggere l’articolo “Una Buona Notizia”. Tornando a noi, come chiesa il nostro scopo è quindi, quello non solo di andare, ma di andare con il giusto scopo (fare discepoli), il giusto metodo (la predicazione) ed il giusto messaggio (l’evangelo). In qualche altra occasione parleremo anche del concetto di “mandare” espresso da Paolo nell’Epistola ai Romani.

3) Battezzandoli

Tornando al nostro passo, leggiamo che l’istruzione successiva è quella di battezzare i discepoli. È importante quest’ultima precisazione, perché Cristo non ha mai detto di battezzare bambini. Una persona, per essere battezzata, deve essere un credente ed avere una chiara confessione di fede, come Filippo disse all’eunuco etiope:

Allora Filippo prese la parola e, cominciando da questa Scrittura, gli annunziò Gesù. E, mentre proseguivano il loro cammino, giunsero ad un luogo con dell’acqua. E l’eunuco disse: «Ecco dell’acqua, cosa mi impedisce di essere battezzato?». E Filippo disse: «Se tu credi con tutto il cuore, lo puoi». Ed egli rispose, dicendo: «Io credo che Gesù Cristo è il Figlio di Dio». Allora comandò al carro di fermarsi; ed ambedue, Filippo e l’eunuco, discesero nell’acqua, ed egli lo battezzò.

Atti 8:35-38.

Il motivo per cui nella storia siamo stati conosciuti come Anabattisti e poi Battisti è proprio perché battezziamo coloro che credono, anche se hanno ricevuto già un battesimo prima di credere o un battesimo sbagliato dopo aver creduto. Lo scopo del battesimo non è quello di salvare, perché Paolo rende molto chiaro che a lui non interessava battezzare nessuno:

Cristo è forse diviso? Paolo è stato forse crocifisso per voi? O siete voi stati battezzati nel nome di Paolo? Ringrazio Dio che non ho battezzato alcuno di voi, ad eccezione di Crispo e Gaio, perché nessuno dica che siete stati battezzati nel mio nome. Ho battezzato anche la famiglia di Stefana; per il resto non so se ho battezzato qualcun altro. Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare, ma ad evangelizzare, non però con sapienza di parola, affinché la croce di Cristo non sia resa vana.

1 Corinzi 1:13-17.

Il battesimo è un atto di ubbidienza in cui il battezzando dichiara al mondo di essere morto con Cristo al mondo e al peccato, e risorto con Cristo come nuova creatura.

Ignorate voi, che noi tutti che siamo stati battezzati in Gesù Cristo, siamo stati battezzati nella sua morte? Noi dunque siamo stati sepolti con lui per mezzo del battesimo nella morte, affinché, come Cristo è risuscitato dai morti per la gloria del Padre, così anche noi similmente camminiamo in novità di vita. Poiché, se siamo stati uniti a Cristo per una morte simile alla sua, saremo anche partecipi della sua risurrezione, sapendo questo: che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui, perché il corpo del peccato possa essere annullato e affinché noi non serviamo più al peccato. Infatti colui che è morto è libero dal peccato. Ora se siamo morti con Cristo, noi crediamo pure che vivremo con lui, sapendo che Cristo, essendo risuscitato dai morti, non muore più; la morte non ha più alcun potere su di lui. Perché, in quanto egli è morto, è morto al peccato una volta per sempre; ma in quanto egli vive, vive a Dio. Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi a Dio, in Gesù Cristo, nostro Signore.

Romani 6:3-11

Battezzarsi, quindi, equivale a confessare Cristo al mondo, a dichiarare di essere un vero cristiano. Un’ultima precisazione sul battesimo è che “battezzare” significa letteralmente “immergere”. Il battesimo, per essere corretto, deve avvenire, quindi, per immersione, dopo una chiara confessione di fede; deve essere amministrato nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo; deve essere amministrato come atto di ubbidienza non per la salvezza o per ricevere un qualche genere di dono spirituale. Qualsiasi battesimo non amministrato secondo questi criteri non è valido davanti a Dio perché non è sotto l’autorità del Signore dichiarata in Matteo 28:18.

Per quanto mi riguarda è importante anche chi amministra il battesimo (ad esempio un prete o un predicatore di false dottrine non è sotto l’autorità del Signore ed è quindi spoglio dell’autorità per amministrare un battesimo). Questo discorso lo affronteremo dopo con chi volesse approfondirlo, ma ribadisco, ciò non cambia lo stato della salvezza di una persona. Chi ha ricevuto un battesimo in maniera scorretta non è meno salvato di chiunque altro figlio di Dio. Ha solo bisogno di rettificare un atto fatto con buone intenzioni ma nel modo scorretto, e ciò deve essere una scelta individuale. Prima di passare al punto successivo, voglio ricordarvi che il Signore ci ha lasciato due ordinamenti, quello del battesimo e quello della Cena del Signore. Entrambi sono comandamenti che una chiesa deve rispettare ed entrambi puntano all’opera del Signore Gesù per l’individuo che vi partecipa. Chi si battezza dichiara al mondo ciò che Gesù ha fatto per lui, ma anche chi partecipa ai simboli dichiara al mondo ciò che Gesù ha fatto per lui.

Poiché io ho ricevuto dal Signore ciò che vi ho anche trasmesso: che il Signore Gesù, nella notte in cui fu tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Prendete, mangiate; questo è il mio corpo che è spezzato per voi; fate questo in memoria di me». Parimenti, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo ogni volta che ne bevete in memoria di me». Poiché ogni volta che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore, finché egli venga. Perciò chiunque mangia di questo pane o beve del calice del Signore indegnamente, sarà colpevole del corpo e del sangue del Signore. Ora ognuno esamini se stesso, e così mangi del pane e beva del calice,

1 Corinzi 11:23-28

Domenica 29 ottobre avremo la prima commemorazione della cena del Signore come Chiesa Battista La Luce e parleremo in dettaglio di ciò che questo significa per ognuno di noi. Vi chiedo quindi di prepararvi per quel giorno, perché per noi sarà un giorno speciale.

4) Insegnando loro

L’ultima istruzione che troviamo in Matteo 28:18-20 è quella di insegnare tutte le cose che il Signore ci ha insegnato.

Voglio farvi notare due cose. La prima è che il Signore dice di insegnare, non di comandare. C’è un errore che nei secoli molte denominazioni cristiane hanno commesso, cioè quello di scrivere una lista di cose da fare o non fare per essere un vero cristiano. Molte volte i capi di queste denominazioni minacciano i fedeli dicendo che se non si attengono a quelle regole vengono scacciati dall’assemblea, o peggio finiscono all’inferno. Questo è nato per controllare la moralità di gruppi eterogenei, cioè di gruppi misti di persone credenti e non credenti, e forzare l’ubbidienza sotto la minaccia di isolamento, perdita di salvezza, o cose simili. Voglio dire che per me non c’è differenza tra chi dice “se non fai questo perdi la tua salvezza” e “se non fai questo vuol dire che non sei davvero salvato”. Entrambi richiedono ubbidienza a regole per la salvezza ed entrambi sono da ritenersi salvezza per opere. Ovviamente una persona salvata muta nel comportamento, ma questo a volte richiede un processo di crescita e non è esente da cadute anche gravi (il re Davide fu colpevole di adulterio ed omicidio). Il nostro posto, quindi, non è quello di dare delle leggi da seguire, ma quello di trasmettere la nostra conoscenza ad altri, in modo che maturino e siano loro stessi in grado di discernere il bene ed il male, scegliendo volontariamente il bene. Voglio mettervi in contrasto due Scritture che vi mostreranno cosa intendo:

  1. Colossesi 2:20-23 «Se dunque siete morti con Cristo agli elementi del mondo, perché vi sottoponete a dei precetti come se viveste nel mondo, quali: «Non toccare, non assaggiare, non maneggiare», tutte cose che periscono con l’uso, secondo i comandamenti e le dottrine degli uomini? Queste cose hanno sì qualche apparenza di sapienza nella religiosità volontariamente scelta, nella falsa umiltà e nel trattamento duro del corpo, ma non hanno alcun valore contro le intemperanze carnali». – I precetti imposti, come fai questo e non fare quello, sono mondani e carnali. Non vengono dallo Spirito Santo e non servono a nulla. L’unica utilità che hanno è quella di soddisfare la carne e a me non sembra una cosa positiva.

  2. 2 Timoteo 3:16-17 «Tutta la Scrittura è divinamente ispirata e utile a insegnare, a convincere, a correggere e a istruire nella giustizia, affinché l’uomo di Dio sia completo, pienamente fornito per ogni buona opera». – Paolo dice a Timoteo che ciò che rende maturi e capaci di servire pienamente Dio è la conoscenza della Bibbia. È la Bibbia che ha il compito, la potenza dello Spirito Santo e l’autorità di Gesù di insegnare, convincere, correggere ed educare alla giustizia, non un capo religioso, non importa quanto benintenzionato.

Qual è dunque il mio compito come pastore di questa chiesa ed qual è il vostro compito?

Vi è un unico corpo e un unico Spirito, come pure siete stati chiamati nell’unica speranza della vostra vocazione. Vi è un unico Signore, un’unica fede, un unico battesimo, un Dio unico e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, fra tutti e in voi tutti. Ma a ciascuno di noi è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. Per la qual cosa la Scrittura dice: «Essendo salito in alto, egli ha condotto prigioniera la prigionia e ha dato dei doni agli uomini». Or questo: «È salito» che cosa vuol dire se non che prima era pure disceso nelle parti più basse della terra? Colui che è disceso è lo stesso che è anche salito al di sopra di tutti i cieli, per riempire tutte le cose. Ed egli stesso ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti e altri come pastori e dottori, per il perfezionamento dei santi, per l’opera del ministero e per l’edificazione del corpo di Cristo, finché giungiamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, a un uomo perfetto, alla misura della statura della pienezza di Cristo, affinché non siamo più bambini, sballottati e trasportati da ogni vento di dottrina, per la frode degli uomini, per la loro astuzia, mediante gli inganni dell’errore, ma dicendo la verità con amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo. Dal quale tutto il corpo ben connesso e unito insieme, mediante il contributo fornito da ogni giuntura e secondo il vigore di ogni singola parte, produce la crescita del corpo per l’edificazione di se stesso nell’amore.

Efesini 4:4-16

Qui capiamo il perché Gesù istruì i Suoi discepoli, e quindi anche noi, ad insegnare ad osservare tutte le cose che ha comandato. Abbiamo già detto qual è il valore dell’insegnamento rispetto al comandare, ma perché tutto? Non ci sono cose che dovrebbe conoscere solo un pastore, un professore o un professionista della Bibbia? In Nuovo Testamento parla di noi come discepoli e fratelli. Non ci sono caste. Siamo tutti uguali. Ciò che cambia è il ruolo nella funzione del corpo. Un corpo è fatto di molte membra ed ognuna ha una funzione specifica, ma tutte le membra hanno bisogno le une delle altre per funzionare e tutte fanno parte dello stesso corpo. L’essere pastore o diacono (un altro ufficio della chiesa) non rende una persona superiore alle altre. Un ufficio non è altro che un compito, una responsabilità, un ruolo da compiere. Come dice Paolo in questo passo che abbiamo appena letto, Cristo ha deciso di dare diversi uffici alla chiesa per la crescita ed il perfezionamento dei santi. L’ufficio apostolico si è esaurito con i dodici e Paolo, ed aveva delle caratteristiche irripetibili. L’ufficio dei profeti è cessato con la dichiarazione da parte del Signore in Apocalisse 22:18-19: «Io dichiaro ad ognuno che ode le parole della profezia di questo libro che, se qualcuno aggiunge a queste cose, Dio manderà su di lui le piaghe descritte in questo libro. E se alcuno toglie dalle parole del libro di questa profezia, Dio gli toglierà la sua parte dal libro della vita dalla santa città e dalle cose descritte in questo libro».

Restano dunque i pastori, gli insegnanti e gli evangelisti (coloro che predicano l’evangelo). Lo scopo del loro ufficio è quello di far crescere il corpo, quindi raggiungere i perduti, e farlo maturare portando ogni membro allo stato di «un uomo perfetto, alla misura della statura della pienezza di Cristo, affinché non siamo più bambini […], ma, seguendo la verità nell’amore, cresciamo in ogni cosa in colui che è il capo, cioè Cristo».

Vorrei che poneste l’attenzione su un versetto, Efesini 4:7: «Ma a ciascuno di noi è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo». Paolo dice che ogni credente ha un dono da parte di Dio. Quale sia questo dono e quale sia il suo posto nel corpo è qualcosa che il credente impara nel tempo ed impara ad usare nel tempo. Il ruolo di pastori e insegnanti è quello di far sì che ogni membro maturi fino alla pienezza di Cristo, impari ad usare il suo dono o i suoi doni per la crescita e la maturazione della chiesa, e prenda il suo posto nella chiesa, nel ruolo che lo Spirito Santo ha assegnato a ciascuno. Il tema dei doni spirituali merita di essere trattato indipendentemente, ma ciò che conta è che la Chiesa Battista La Luce ha come obiettivo la crescita di ogni membro, affinché sia pienamente formato e sia messo in grado di servire Dio nel posto e con la funzione che Dio gli ha assegnato. Non esistono limiti che vengono imposti ai membri che non siano i limiti che Dio stesso impone a ciascuno. Tutto fatto in funzione della crescita collettiva ed individuale ad immagine di Cristo. Ci sono tante cose che il Signore usa per la formazione dei singoli cristiani e una di queste cose, una delle più importanti, seconda solo alla Scrittura, è la chiesa. Tenendo questo a mente, leggiamo Romani 8:28-29: «Or noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene per coloro che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo proponimento. Poiché quelli che egli ha preconosciuti, li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del suo Figlio, affinché egli sia il primogenito fra molti fratelli».

L’obiettivo di Dio è che noi siamo simili a Gesù, primogenito fra molti fratelli. Per farlo ci ha dato la Bibbia e la chiesa, ed usa anche le prove e le benedizioni, ma ricorda che i tuoi fratelli e sorelle nella chiesa servono anche a questo, ed alcuni hanno dei doni specifici dati da Dio per aiutarti in questa crescita.

Conclusione

Ora voglio concludere dicendo che c’è molto di più in una chiesa che un luogo dove incontrare altre persone che credono la stessa cosa. La chiesa non è un luogo, ma è la famiglia di Dio, la tua famiglia, con cui condividi non solo la tua fede, ma anche degli obiettivi comuni. L’obiettivo primario è quello di adempiere il Grande Mandato e raggiungere i perduti con l’evangelo, ma non si ferma lì. Una chiesa deve anche osservare gli ordinamenti del battesimo e della Cena del Signore, che vi ricordo avremo domenica 29. Infine la chiesa è un corpo in crescita e in movimento. Ogni membro della chiesa deve avere il suo posto nella chiesa e per farlo deve essere formato dalla chiesa stessa. Lo scopo di ogni dono è quello che la chiesa sia in grado di raggiungere i perduti e di portare a maturazione ogni membro in modo che tutta la chiesa sia matura.

Questo è ciò che vogliamo fare come Chiesa Battista La Luce. Forse oggi alcuni di voi hanno preso la decisione di far parte di questa chiesa, forse alcuni hanno bisogno di essere battezzati, forse qualcuno sta ancora valutando entrambe le cose. Noi siamo qui per rispondere ad ogni domanda e pronti ad accogliere chiunque voglia diventare un membro di questa chiesa, ma anche disposti ad aspettare i vostri tempi. Personalmente sono contrario a forzare le decisioni delle persone, perché devono essere spontanee, venire da un cuore toccato dallo Spirito Santo e dalla Parola di Dio. Quindi, il mio invito è:

  1. Se non sai se sei salvato o ti hanno spiegato una via di salvezza diversa da quella che hai udito oggi, ti chiedo di contattarmi e parlarne con me.

  2. Se vuoi vedere se il tuo battesimo è conforme al battesimo richiesto da Gesù, contattami e ne parliamo insieme.

  3. Se stai valutando se diventare un membro della Chiesa Battista La Luce, vieni a comunicarcelo e saremo ben felici di spiegarti tutto ciò che crediamo e potrai fare una scelta consapevole di diventare un membro effettivo di questa chiesa.

Il Signore vi benedica grandemente.

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