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Una Buona Notizia

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  • Ultima modifica dell'articolo:23 Settembre 2023
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In un’epoca di grande confusione, nessuno è più in grado di offrire certezze. C’è chi ha incertezze sul lavoro, chi nella propria famiglia e c’è perfino chi dispera per il proprio futuro. Quando ci sembra di trovare una stabilità, spesso è solo per un tempo, poi svanisce. Chi ha qualcosa si ritiene “fortunato” e spera che le cose non cambino. A volte l’unica cosa certa sembra la morte. Perfino Dio viene messo in discussione e sembra vago, lontano, assente. Ma è vero che Dio si disinteressa di noi?

Gesù una volta disse: “Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna“*. Come può qualcuno che sacrifica il proprio figlio per qualcun altro arrivare a disinteressarsi di colui per il quale ha pagato un prezzo così alto? A maggior ragione se si tratta di Dio!

Non dobbiamo pensare che Dio fosse obbligato a farlo, solo perché ci ha creati, né che ci fosse qualcosa di meritevole in noi. Infatti tutti siamo peccatori, perché tutti abbiamo trasgredito la legge di Dio. È scritto: “Non c’è alcun giusto, neppure uno“*; “Il peccato è violazione della legge“*. Qual è dunque la pena per chi trasgredisce la legge del Sovrano dell’universo? Se le pene dei sovrani di questo mondo sono severe, le Sue lo sono certamente di più. Infatti “Il salario del peccato è la morte“* e “La morte si è estesa a tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato“*. La verità è che noi non meritiamo niente di buono da Dio, perché siamo suoi nemici, come la Bibbia afferma, e come tali andiamo incontro ad un giudizio pesante che non si ferma alla morte fisica di questo mondo, ma va oltre con una morte ben peggiore, cioè lo stagno di fuoco, che Gesù descrive così: “Nella Geenna, nel fuoco inestinguibile, dove il loro verme non muore e il fuoco non si spegne”*; “Nelle tenebre di fuori/Nella fornace del fuoco. Lì sarà il pianto e lo stridor di denti”*.

Ma Dio non è come noi uomini, perché non esistono solo cattive notizie per noi. Come abbiamo detto all’inizio “Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna“. Qual è dunque l’evangelo (che significa appunto “buona notizia”)? L’apostolo Paolo lo riassume in queste parole: “Ora, fratelli, vi dichiaro l’evangelo che vi ho annunziato, e che voi avete ricevuto e nel quale state saldi, e mediante il quale siete salvati, se ritenete fermamente quella parola che vi ho annunziato, a meno che non abbiate creduto invano. Infatti vi ho prima di tutto trasmesso ciò che ho anch’io ricevuto, e cioè che Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu sepolto e risuscitò il terzo giorno secondo le Scritture”*. Questo passo descrive un’opera meravigliosa che solo Dio poteva compiere. Infatti “Mentre eravamo ancora senza forza, Cristo a suo tempo è morto per gli empi. Difficilmente infatti qualcuno muore per un giusto; forse qualcuno ardirebbe morire per un uomo dabbene. Ma Dio manifesta il suo amore verso di noi in questo che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. Molto più dunque, essendo ora giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui“*. C’è una ragione per tutto questo ed è la necessità per Dio di giustificare il peccatore, ma allo stesso tempo rimanere giusto. Quindi Dio “Ha fatto essere peccato per noi colui che non ha conosciuto peccato, affinché noi fossimo fatti giustizia di Dio in lui“*. Gesù, dunque, ha subito l’ira di Dio su di Sé affinché noi fossimo resi giusti. Questo si chiama sacrificio propiziatorio e Lui venne proprio per questo. Infatti Giovanni il Battista, colui che fu mandato per precedere Gesù, preparandone la venuta e presentandolo al mondo, lo presentò proprio con queste parole: “Ecco l‘Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!“*.

Il fatto sorprendente è che Gesù non è rimasto nella tomba. Egli ha sconfitto la morte, perché non era possibile che fosse da essa trattenuto. Egli è il Principe della vita, la vita stessa. Quando risorse diede a noi la giustificazione, una rigenerazione interiore e la promessa della vita eterna. “A noi che crediamo in colui che ha risuscitato dai morti Gesù, nostro Signore, il quale è stato dato a causa delle nostre offese ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione”*. “Benedetto sia il Dio e Padre del Signor nostro Gesù Cristo, il quale nella sua grande misericordia ci ha rigenerati a una viva speranza per mezzo della risurrezione di Gesù Cristo dai morti”*.“Ora Dio, come ha risuscitato il Signore, così risusciterà anche noi per mezzo la sua potenza“*.

Ogni cosa fu predetta dai profeti e prefigurata con dei sacrifici che non potevano togliere i peccati. Ma Lui, il Vivente vittorioso, “Non è entrato in un santuario fatto da mani d’uomo, figura del vero, ma nel cielo stesso per comparire ora davanti alla presenza di Dio per noi, e non per offrire se stesso più volte, come il sommo sacerdote che entra ogni anno nel santuario con sangue non suo, altrimenti egli avrebbe dovuto soffrire più volte dalla fondazione del mondo; ma ora, una sola volta, alla fine dei secoli, Cristo è stato manifestato per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso“*. Lui ha fatto tutto e per questo poté esclamare: “È compiuto!”*.

Ma per beneficiare di tutto questo, qual è il costo? “Il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore“*; “Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono gratuitamente giustificati per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù. Lui ha Dio preordinato per essere il propiziatorio mediante la fede nel suo sangue, per dimostrare così la sua giustizia per il perdono dei peccati, che sono stati precedentemente commessi durante il tempo della pazienza di Dio, per manifestare la sua giustizia nel tempo presente, affinché egli sia giusto e giustificatore di colui che ha fede in Gesù“*. Quindi è gratuito, è un dono. Tutto ciò che ci è richiesto e credere: “Voi infatti siete salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono di Dio, non per opere, perché nessuno si glori“.*

Se stai pensando che è troppo facile la risposta è: Se ti avesse chiesto una cosa difficile, non l’avresti fatta? Cosa possiamo dare al Creatore? Cosa possiamo fare per l’Onnipotente? E che amore sarebbe se dovessimo pagarlo?

Caro amico, non aspettare. Dio ti chiede oggi un semplice atto di fede. Se rifiuti, ricordati che “Ora a colui che opera, la ricompensa non è considerata come grazia, ma come debito; invece colui che non opera, ma crede in colui che giustifica l’empio, la sua fede gli è imputata come giustizia“*. Inoltre non esiste un altro modo. Gesù disse: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me“*. Infine Giovanni Battista affermò: “Chi crede nel Figlio ha vita eterna, ma chi non ubbidisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio dimora su di lui“*.

“Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori“*. “Come scamperemo noi, se trascuriamo una così grande salvezza?“*. Rinuncia al tuo orgoglio ed alla tua giustizia personale, e metti la tua fede in Colui che ha pagato il prezzo più alto per garantirti gratuitamente la vita eterna!

La grazia di Dio sia con te.

* Citazioni tratte dalla Bibbia Nuova Diodati (Edizione LA BUONA NOVELLA).

(In ordine di comparsa: Gv 3:16; Ro 3:10; 1 Gv 3:4; Ro 6:23; Ro 5:12; Mr 9:43-44; Mt 8:12; 13:42; 1 Co 15:1-4; Ro 5:6-9; 2 Co 5:21; Gv 1:29; Ro 4:24-25; 1 P 1:3; 1 Co 6:14; Eb 9:24-26; Gv 19:30; Ro 6:23; Ro 3:23-26; Ef 2:8-9; Ro 4:4-5; Gv 14:6; Gv 3:36; Eb 4:7 Eb 2:3)

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