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La Certezza della Salvezza

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  • Ultima modifica dell'articolo:19 Dicembre 2023
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La Certezza della Salvezza

05/11/2023

1 Giovanni 2:25



Oggi vorrei parlare di una promessa. Noi uomini facciamo tante promesse e di solito riteniamo una promessa qualcosa su cui contare, un impegno che una persona ha preso e che è in dovere di mantenere. Noi, però, non sempre manteniamo le nostre promesse. Alcuni non le mantengono perché mentono, altri, semplicemente, perché non sono in grado di mantenere la promessa fatta. Tuttavia, quando è Dio a fare una promessa, noi tendiamo a pensare che sia la stessa cosa, che magari Dio non manterrà la promessa. Magari non lo ammetteremmo verbalmente, ma, data la nostra esperienza con gli uomini, a volte non ci fidiamo delle promesse altrui, neanche quando è Dio a farle.

E questa è la promessa che egli ci ha fatto: la vita eterna.

1 Giovanni 2:25

1) Dio ha promesso

Per capire l’importanza di questo passo, dobbiamo capire chi è Dio, qual è il Suo carattere.

nella speranza della vita eterna, promessa prima di tutte le età da Dio, che non può mentire,

Tito 1:2

Dio non può mentire, quindi quando dice qualcosa è assoluta verità. Di conseguenza, Dio non farebbe una promessa che non ha intenzione di mantenere. Dobbiamo chiederci, quindi, se è anche in grado di mantenerla.

Tutti gli abitanti della terra davanti a lui sono considerati come un nulla; egli agisce come vuole con l’esercito del cielo e con gli abitanti della terra. Nessuno può fermare la sua mano o dirgli “Che cosa fai?”.

Daniele 4:35;

«Ah, Signore, Eterno! Ecco, tu hai fatto il cielo e la terra con la tua grande potenza e con il tuo braccio disteso. Non c’è nulla troppo difficile per te.

Geremia 32:17

Questi versetti ci insegnano che nulla può ostacolare la volontà del Signore e niente è difficile per Lui. Quando Lui promette qualcosa, niente e nessuno può impedirgli di mantenere la Sua promessa.

Dio non è un uomo, perché possa mentire, né un figlio d’uomo, perché possa pentirsi. Quando ha detto una cosa, non la farà? O quando ha dichiarato una cosa, non la compirà?

Numeri 23:19

Noi non abbiamo a che fare con un uomo, quindi non dobbiamo pensare che Lui possa venir meno alle Sue promesse, sia perché non può mentire, sia perché è davvero onnipotente, cioè può fare tutto ciò che vuole senza che qualcuno possa ostacolarlo. Inoltre, Lui ci custodisce e portarci via da Lui significherebbe strapparci dalla Sua mano, ma Gesù dichiarò questo:

Le mie pecore ascoltano la mia voce, io le conosco ed esse mi seguono; e io do loro la vita eterna e non periranno mai, e nessuno le rapirà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti; e nessuno le può rapire dalla mano del Padre mio. Io e il Padre siamo uno».

Giovanni 10:27-30

Gesù Disse che le Sue pecore, cioè i credenti, non periranno mai, cioè hanno vita eterna, perché nessuno può strapparli dalla Sua mano, o da quella del Padre, perché nessuno è più forte di loro. Inoltre leggiamo anche questo:

il quale ci ha anche sigillati e ci ha dato la caparra dello Spirito nei nostri cuori.

2 Corinzi 1:22

In lui anche voi, dopo aver udita la parola della verità, l’evangelo della vostra salvezza, e aver creduto, siete stati sigillati con lo Spirito Santo della promessa; il quale è la garanzia della nostra eredità, in vista della piena redenzione dell’acquistata proprietà a lode della sua gloria.

Efesini 1:13-14

Una caparra è un anticipo su una proprietà che rende di fatto una certa cosa di proprietà dell’acquirente fino al giorno del riscatto intero, della redenzione del bene. In pratica, la caparra fa sì che nessuno possa prendere quel bene e, per quanto riguarda noi, nel momento in cui crediamo riceviamo lo Spirito Santo che è la caparra che impedisce a chiunque di prenderci. In pratica, noi Gli apparteniamo e nessuno può toglierci da Lui perché lo Spirito Santo ci custodisce. Inoltre lo Spirito Santo è il sigillo di Dio e nessuno può aprire un sigillo al di fuori di qualcuno con la stessa autorità o con un’autorità superiore. Quindi, essendo sigillati con lo Spirito Santo, nessuno tranne Dio potrebbe togliere il sigillo e Lui ha promesso di non farlo, quindi nessuno potrà mai strapparci dalla Sua mano. In pratica, le tre persone della Trinità, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, sono impegnate a custodirci e a rendere sicura la promessa della vita eterna e nessuno può nulla contro di Loro.

2) Dio è amore

Un altro aspetto del carattere di Dio che dobbiamo conoscere lo troviamo in 1 Giovanni 4:7-10: Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, poiché l’amore è da Dio e chiunque ama è nato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.  In questo si è manifestato l’amore di Dio verso di noi, che Dio ha mandato il suo Figlio unigenito nel mondo, affinché noi vivessimo per mezzo di lui. In questo è l’amore: non che noi abbiamo amato Dio, ma che lui ha amato noi e ha mandato il suo Figlio per essere l’espiazione per i nostri peccati. La Bibbia non dice che Dio è capace di amare, ma che Dio È amore. In poche parole Dio è la definizione stessa dell’amore ed è capace di un amore inimmaginabile. L’espressione ultima dell’amore di Dio è che Lui ha dato Suo Figlio per salvarci!

Poiché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.

Giovanni 3:16

Questo versetto dice chiaramente che il dono di Dio è la vita stessa di Gesù per la salvezza di chi crede; non di chi fa o di chi merita, ma di chi crede. Altrove leggiamo questo: Giustificati dunque per fede, abbiamo pace presso Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore,  per mezzo del quale abbiamo anche avuto, mediante la fede, l’accesso a questa grazia nella quale stiamo saldi e ci vantiamo nella speranza della gloria di Dio. E non soltanto questo, ma ci vantiamo anche nelle afflizioni, sapendo che l’afflizione produce perseveranza, la perseveranza esperienza e l’esperienza speranza. Or la speranza non confonde, perché l’amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato. Perché, mentre eravamo ancora senza forza, Cristo a suo tempo è morto per gli empi. Difficilmente infatti qualcuno muore per un giusto; forse qualcuno ardirebbe morire per un uomo dabbene. Ma Dio manifesta il suo amore verso di noi in questo che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. Molto più dunque, essendo ora giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. Infatti, se mentre eravamo nemici siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del suo Figlio, molto più ora, che siamo stati riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. E non solo, ma anche ci vantiamo in Dio per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo, tramite il quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione. Romani 5:1-11. Cristo è morto per gli empi, cioè persone che meritano l’inferno (come me e te), per noi mentre eravamo ancora peccatori (non dopo che ci siamo ravveduti); ci ha riconciliati a Sé attraverso la morte di Gesù Cristo Suo Figlio mentre eravamo Suoi nemici per salvarci dalla Sua ira e darci la vita di Gesù, la vita eterna! Tu moriresti per il tuo nemico? Moriresti per un malvagio? Moriresti per qualcuno che non fa altro che offenderti? Dio lo ha fatto quando è morto sulla croce per me e per te! Ora, se crediamo, abbiamo pace con Dio e siamo riconciliati a Lui. Questo significa che se non crediamo, invece, non abbiamo ancora pace, ma c’è un’ira che incombe su di noi.

Dio infatti non ha mandato il proprio Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma affinché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato, ma chi non crede è già condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. Ora il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo e gli uomini hanno amato le tenebre più che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Infatti chiunque fa cose malvagie odia la luce e non viene alla luce, affinché le sue opere non siano riprovate; ma chi pratica la verità viene alla luce, affinché le sue opere siano manifestate, perché sono fatte in Dio». […] Chi crede nel Figlio ha vita eterna, ma chi non ubbidisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio dimora su di lui».

Giovanni 3:17-21,36

Dal contesto, sia del capitolo, che del libro, è chiaro che “ubbidire al Figlio” significa credere in Lui. Sia Gesù che Giovanni Battista, quindi, dichiarano che chi crede è salvo, ma chi non crede è già condannato. Perché? Il fatto è che noi meritiamo la condanna di Dio e siamo sotto la Sua ira; siamo in guerra contro di Dio, Suoi nemici, ma Dio ha fatto il primo passo e ha cercato la pace e la riconciliazione con noi a prezzo del sangue di Suo Figlio. Tutto ciò che ci chiede per ottenere questa riconciliazione è la nostra fede, ma senza di essa, in realtà, noi siamo già sotto la Sua giusta condanna e senza riconciliazione subiremo la Sua giusta ira. Gesù, inoltre, è chiaro nell’affermare che chi rifiuta di credere è giustamente condannato perché fa una scelta, cioè rifiutare di venire alla Luce, che è Gesù, per amore delle tenebre, per amore del peccato, perché vuole essere malvagio!

3) Un unico sacrificio

Un altro aspetto del carattere di Dio è che Lui, quando fa le cose, le fa bene, in maniera che non abbia bisogno di ripeterle. Ancora una volta, l’opera per eccellenza non poteva che essere tanto perfetta da essere irripetibile, non per mancanza di volontà da parte Sua, ma per la perfetta efficacia di quest’opera, cioè dell’opera di Gesù Cristo.

Cristo infatti non è entrato in un santuario fatto da mani d’uomo, figura delle cose vere, ma nel cielo stesso per comparire ora davanti alla presenza di Dio per noi, e non per offrire se stesso più volte, come il sommo sacerdote che entra ogni anno nel santuario con sangue non suo, altrimenti egli avrebbe dovuto soffrire più volte dalla fondazione del mondo; ma ora, una sola volta, alla fine delle età, Cristo è stato manifestato per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso. E come è stabilito che gli uomini muoiano una sola volta, e dopo ciò viene il giudizio, così anche Cristo, dopo essere stato offerto una sola volta per prendere su di sé i peccati di molti, apparirà una seconda volta senza peccato a coloro che lo aspettano per la salvezza.

Ebrei 9:24-28

Dio non ha bisogno di ripetere il sacrificio di Cristo sulla croce! Alcuni pretendono di ripetere il sacrificio di Cristo ogni giorno, anche più volte al giorno, attraverso le messe (cattolici, ortodossi e diversi protestanti). La messa non è altro che un sacrificio, la ripetizione del sacrificio di Cristo. La Bibbia, invece, dice chiaramente che il sacrificio è irripetibile, ma cosa significa? Prova a pensare, se dopo aver creduto tu peccassi e avessi bisogno di un altro sacrificio per il peccato, dato che Cristo è morto una sola volta, non avresti nessuna possibilità di essere perdonato del tuo peccato. Dato che tutti pecchiamo, questo significherebbe che tutti perderemmo la salvezza acquisita nel momento della conversione, quindi tutti andremmo all’inferno, nessuno scamperebbe, e il sacrificio di Cristo sarebbe reso inefficace, quindi vano. Non avrebbe avuto alcun senso. Ecco perché subito dopo leggiamo questo: La legge infatti, avendo solo l’ombra dei beni futuri e non la realtà stessa delle cose, non può mai rendere perfetti quelli che si accostano a Dio con gli stessi sacrifici che vengono offerti continuamente, anno dopo anno. Altrimenti si sarebbe cessato di offrirli, perché gli adoratori, una volta purificati, non avrebbero avuto più alcuna coscienza dei peccati. In quei sacrifici invece si rinnova ogni anno il ricordo dei peccati, poiché è impossibile che il sangue di tori e di capri tolga i peccati. Perciò, entrando nel mondo, egli dice: «Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, ma mi hai preparato un corpo; tu non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora io ho detto: “Ecco, io vengo; nel rotolo del libro è scritto di me; io vengo per fare, o Dio, la tua volontà”». Dopo aver detto: «Tu non hai voluto e non hai gradito né sacrificio né offerta né olocausti né sacrifici per il peccato, che sono offerti secondo la legge», egli aggiunge: «Ecco, io vengo per fare, o Dio, la tua volontà». Egli toglie il primo, per stabilire il secondo. Per mezzo di questa volontà, noi siamo santificati mediante l’offerta del corpo di Gesù Cristo, fatta una volta per sempre. E, mentre ogni sacerdote è in piedi ogni giorno ministrando e offrendo spesse volte i medesimi sacrifici, che non possono mai togliere i peccati, egli invece, dopo aver offerto per sempre un unico sacrificio per i peccati, si è posto a sedere alla destra di Dio, aspettando ormai soltanto che i suoi nemici siano posti come sgabello dei suoi piedi. Con un’unica offerta, infatti, egli ha reso perfetti per sempre coloro che sono santificati. E ce ne rende testimonianza anche lo Spirito Santo; infatti dopo aver detto: «Questo è il patto, che farò con loro dopo quei giorni, dice il Signore, io metterò le mie leggi nei loro cuori e le scriverò nelle loro menti», aggiunge: «E non mi ricorderò più dei loro peccati e delle loro iniquità». Ora, dove c’è il perdono di queste cose, non c’è più offerta per il peccato. Ebrei 10:1-18. Ciò che fanno i sacerdoti, quindi, per cercare di togliere i peccati, di qualunque religione siano, non serve a niente; ma ciò che ha fatto il Sommo Sacerdote, Gesù Cristo, ha una tale efficacia che, non solo è sufficiente un solo sacrificio per sempre, ma ha l’effetto di purificare la coscienza, santificare chi crede e renderlo perfetto per sempre al punto che, come dice il versetto 18, “dove c’è il perdono di queste cose, non c’è più offerta per il peccato”. Ecco perché diciamo che il sacrificio di Cristo paga per i peccati passati, presenti e futuri in modo che la salvezza è sicura, e una volta salvati siamo salvati per sempre! La vita che Dio ci dà, quella che ci ha promesso, è la vita eterna, non la vita temporanea, la vita condizionata, o la vita in prova.

4) Nessun giudizio

Un altro aspetto del carattere di Dio è il Suo senso di giustizia. Dio è tanto giusto da non poter lasciare impunito il colpevole.

E l’Eterno passò davanti a lui e gridò: «L’Eterno, l’Eterno Dio, misericordioso e pietoso, lento all’ira, ricco in benignità e fedeltà, che usa misericordia a migliaia, che perdona l’iniquità, la trasgressione e il peccato ma non lascia il colpevole impunito, e che visita l’iniquità dei padri sui figli e sui figli dei figli fino alla terza e alla quarta generazione».

Esodo 34:6-7

Chi assolve il colpevole e chi condanna il giusto sono entrambi un abominio per l’Eterno.

Proverbi 17:15

Rimane quindi la questione su come sia possibile che Dio perdoni noi peccatori.

Poiché egli ha fatto essere peccato per noi colui che non ha conosciuto peccato, affinché noi potessimo diventare giustizia di Dio in lui.

2 Corinzi 5:21

Questo passo dice che Dio ha fatto essere peccato per noi Gesù, ha trasferito su di Lui tutto il nostro peccato, affinché fosse Lui a subire la mia e la tua condanna, e noi fossimo dichiarati giusti! Leggiamo inoltre: Ma ora, indipendentemente dalla legge, è stata manifestata la giustizia di Dio, alla quale rendono testimonianza la legge e i profeti, cioè la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo verso tutti e sopra tutti coloro che credono, perché non c’è distinzione; poiché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono gratuitamente giustificati per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù. Lui ha Dio preordinato per far l’espiazione mediante la fede nel suo sangue, per dimostrare così la sua giustizia per il perdono dei peccati, che sono stati precedentemente commessi durante il tempo della pazienza di Dio, per manifestare la sua giustizia nel tempo presente, affinché egli sia giusto e giustificatore di colui che ha la fede di Gesù. Dov’è dunque il vanto? È escluso. Per quale legge? Quella delle opere? No, ma per la legge della fede. Noi dunque riteniamo che l’uomo è giustificato mediante la fede senza le opere della legge. Romani 3:21-28. Dio, per restare giusto e giustificare il peccatore ha fatto subire la nostra condanna a Gesù e ci dà gratuitamente il perdono dei peccati perché Gesù ha già pagato per essi! Ecco perché leggiamo, poco più avanti queste parole:

Ora dunque non vi è alcuna condanna per coloro che sono in Cristo Gesù, i quali non camminano secondo la carne ma secondo lo Spirito,

Romani 8:1

Nessuna condanna, significa che non ci sarà nessun giudizio per chi crede! Se tu credi, non vedrai il giudizio di Dio perché il tuo giudizio lo ha già subito Gesù al posto tuo!

Che diremo dunque circa queste cose? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Certamente colui che non ha risparmiato il suo proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà anche tutte le cose con lui? Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica. Chi è colui che li condannerà? Cristo è colui che è morto, e inoltre è anche risuscitato; egli è alla destra di Dio, ed anche intercede per noi. Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Sarà l’afflizione, o la distretta, o la persecuzione, o la fame, o la nudità, o il pericolo, o la spada? Come sta scritto: «Per amor tuo siamo tutto il giorno messi a morte; siamo stati reputati come pecore da macello». Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori in virtù di colui che ci ha amati. Infatti io sono persuaso che né morte né vita né angeli né principati né potenze né cose presenti né cose future, né altezze né profondità, né alcun’altra creatura potrà separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore.

Romani 8:31-39

Leggiamo in maniera personale questo passo: «Se Dio è per te, Fausto [metti il tuo nome], chi sarà contro di te? Colui che non ha risparmiato il proprio Figlio per te, non ti darà con Lui tutte le cose? Chi ti condannerà? Gesù è morto per te, è risorto, è alla destra di Dio ed intercede per te. Chi ti separerà dall’amore di Dio, Fausto [metti il tuo nome]? Niente ti separerà dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore». Gesù dichiarò: In verità, in verità vi dico: Chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna, e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. Giovanni 5:24. Chi crede ha già la vita eterna e non va in giudizio, perché? Perché lo ha detto Dio! Ora, a che serve fare del bene?

Ora, se uno costruisce sopra questo fondamento con oro, argento, pietre preziose, legno, fieno, stoppia, l’opera di ciascuno sarà manifestata, perché il giorno la paleserà; poiché sarà manifestata mediante il fuoco, e il fuoco proverà quale sia l’opera di ciascuno. Se l’opera che uno ha edificato sul fondamento resiste, egli ne riceverà una ricompensa, ma se la sua opera è arsa, egli ne subirà la perdita, nondimeno sarà salvato, ma come attraverso il fuoco.

1 Corinzi 3:12-15

Dio vuole assegnarci dei premi e un giorno compariremo davanti a Gesù, non per il giudizio per i nostri peccati, ma perché ci vengano assegnati dei premi per la nostra fedeltà a Lui. Più siamo fedeli, più premi riceviamo, meno siamo fedeli, meno premi riceviamo. Per assurdo leggiamo che potremmo anche non avere alcun premio, ma ci assicura di una cosa: al versetto 15 dice «nondimeno sarà salvato, ma come attraverso il fuoco». In poche parole, l’unica cosa garantita è proprio la salvezza, perché è un dono, mentre i premi dobbiamo guadagnarceli. In tanti anni che leggo la Bibbia non ho mai visto un passo che dica che la salvezza è a rischio e possiamo perderla. La logica umana, le tradizioni, le religioni possono dire ciò che vogliono; chi giudica è Dio ed è Lui che definisce come funzionano le cose, e secondo le Sue dichiarazioni la salvezza è un dono dato a chi crede e non può essere persa. Ciò che dicono gli uomini a riguardo non mi interessa e non dovrebbe interessare a nessuno di voi, perché a chi crederesti, a un uomo o a Dio?

5) La fede è la chiave

Un ultimo aspetto del carattere di Dio che voglio vedere oggi con voi è il fatto che Dio risponde alla fede.

Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose che non si vedono; […] Ora senza fede è impossibile piacergli, perché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che egli è il rimuneratore di quelli che lo cercano.

Ebrei 11:1,6

Ciò che dichiara questo passo è che la fede è credere a ciò che Dio è e alle Sue promesse, e che senza fede è impossibile piacergli. Quindi, ciò che Dio vuole non è solo che noi crediamo che Lui esiste, ma anche che crediamo a ciò che Lui ci dichiara del Suo carattere, come le cose che abbiamo visto, e che Lui mantiene sempre le Sue promesse. In pratica Dio vuole che noi crediamo che Lui dice sempre la verità, che nessuno può impedirgli di fare ciò che vuole, che è Lui che ci custodisce con la Sua infinita potenza, che Lui ci ama tanto che piuttosto che gettarci all’inferno è morto sulla croce per noi, che ha già portato il giudizio per i nostri peccati e che quindi siamo già salvi perché Lui ha promesso di darci la vita eterna in cambio della nostra fede e Lui mantiene sempre le Sue promesse! Ecco perché Gesù dichiara questo: Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chiunque crede in me, anche se dovesse morire, vivrà. E chiunque vive e crede in me, non morrà mai in eterno. Credi tu questo?». Giovanni 11:25-26. Chi crede ha già la vita eterna e la morte che subirà è solo la morte fisica, perché la sua anima e il suo spirito sono vivi e non possono più morire. Il contrasto lo leggiamo in Apocalisse 20:11-15: Poi vidi un gran trono bianco e colui che vi sedeva sopra, dalla cui presenza fuggirono il cielo e la terra, e non fu più trovato posto per loro. E vidi i morti, grandi e piccoli, che stavano ritti davanti a Dio, e i libri furono aperti; e fu aperto un altro libro, che è il libro della vita; e i morti furono giudicati in base alle cose scritte nei libri, secondo le loro opere. E il mare restituì i morti che erano in esso, la morte e l’Ades restituirono i morti che erano in loro, ed essi furono giudicati, ciascuno secondo le sue opere. Poi la morte e l’Ades furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la morte seconda. E se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco. Solo i morti compariranno in giudizio, mentre chi crede è vivente. I morti saranno giudicati e saranno condannati alla morte seconda perché hanno ancora i loro peccati, perché non hanno creduto in Gesù per essere salvati. Questa è la vera morte, la morte eterna, l’eterna separazione da Dio, mentre per chi crede c’è la vita eterna, vivere con Dio per sempre, nella gioia e nel riposo che Lui ha promesso a tutti noi, anche a te se credi, ma se non credi, l’unica garanzia è la morte seconda.

Voi infatti siete stati salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono di Dio, non per opere, perché nessuno si glori.

Efesini 2:8-9

Questo passo ci dice che la nostra salvezza è un dono che riceviamo per fede, non per opere, per grazia, non per merito. La grazia è quando Dio non solo non ci tratta come meriteremmo, ma ci dà qualcosa che non meritiamo. In poche parole, noi meritiamo l’inferno, ma Dio ci dà il paradiso! In dono gratuito! Solo per fede! Dio risponde alla fede ed è per questo che Gesù fece quella dichiarazione. Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chiunque crede in me, anche se fosse morto, vivrà. E chiunque vive e crede in me, non morirà mai in eterno. Credi tu questo?» (Giovanni 11:25-26).

Conclusione

Ora ti rivolgo la stessa domanda di Gesù: Credi tu, proprio tu, questo? Ai tempi del profeta Eliseo c’era un generale Siro di nome Naaman che aveva la lebbra. Lui aveva tentato molte strade ed invocato molti dei per cercare di essere guarito, ma non ci fu modo di ricevere questa guarigione. Lui aveva una schiava ebrea che gli disse di rivolgersi a Eliseo, il profeta di Dio, perché l’unico che potesse guarirlo era proprio Dio. Così partì con una schiera di servi e con molti doni per questo profeta nel tentativo di comprarsi la guarigione. Una volta raggiunto Eliseo, gli offrì le sue ricchezze in cambio della guarigione, ma Eliseo rifiutò le ricchezze e gli disse di lavarsi sette volte nel fiume Giordano. Naaman inizialmente si arrabbiò, ma un servo lo fece riflettere e gli disse: «Padre mio, se il profeta ti avesse ordinato una grande cosa, non l’avresti fatta? Tanto più ora che ti ha detto: “Lavati e sarai mondato”» (2 Re 5:13).All’udire queste parole, il generale ubbidì all’istruzione del profeta e fu guarito. Dopo la sua guarigione riconobbe che Dio è l’unico vero Dio e si convertì. La lezione che egli imparò è la stessa che dobbiamo imparare anche noi. Dio non ha bisogno che noi facciamo o diamo qualcosa a Lui. Ciò che Lui fa è gratuito. Lui, però, risponde alla fede e chiese a Naaman un atto di fede. Oggi Naaman è in paradiso, non perché lo meritasse, ma perché ha creduto. Dio risponde alla fede e questo è ciò che ci ha chiesto di fare:

e dicendo: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino. Ravvedetevi e credete all’evangelo».

Marco 1:15

Ravvedersi significa pentirsi, riconoscere di essere peccatori perduti, meritevoli della condanna, incapaci di salvarsi, pentirsi dei propri peccati, confessarli a Lui. Oltre al ravvedimento ciò che vuole Dio è che crediamo che Gesù sia morto per i miei e per i tuoi peccati e che sia risorto per darci la vita eterna. Lui vuole che crediamo nella Sua opera, che riponiamo la nostra fiducia in quell’opera, non nelle nostre opere, per essere salvati. Infine, qual è l’atto di fede che dovremmo fare? A Naaman venne chiesto di lavarsi nel Giordano, cosa dobbiamo fare noi?

Ed ora che aspetti? Alzati e sii battezzato e lavato dai tuoi peccati, invocando il nome del Signore”.

Atti 22:16

poiché se confessi con la tua bocca il Signore Gesù, e credi nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato. Col cuore infatti si crede per ottenere giustizia e con la bocca si fa confessione per ottenere salvezza, perché la Scrittura dice: «Chiunque crede in lui non sarà svergognato». Poiché non c’è distinzione fra il Giudeo e il Greco, perché uno stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano. Infatti: «Chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato».

Romani 10:9-13

Ciò che vuole è che Lo invochiamo e Gli chiediamo di salvarci, cioè Lui vuole che noi preghiamo e Gli parliamo in preghiera. È in preghiera che potrai confessare i tuoi peccati; è in preghiera che potrai riconoscerti incapace e immeritevole di salvezza; ed è in preghiera che potrai chiedergli di salvarti. Ricorda ciò che abbiamo appena letto: «Chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato» (Romani 10:13). Ora mi rivolgo a te come quel servo si rivolse a Naaman: «Amico mio, amica mia, se il Signore ti avesse ordinato una grande cosa, non l’avresti fatta? Tanto più ora che ti ha detto: “Ravvediti e credi” e “Chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato”».

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