La Figlia di Iairo e la Donna dal Flusso di Sangue
21/07/2024
Luca 8:40-56
Dopo aver visto Gesù andare nella Decapoli, nella regione dei Gadareni, ed essere stato cacciato perché avevano preferito i porci a Lui, oggi vediamo cosa è successo quando Gesù è tornato in Galilea.
Ciò che vedremo oggi è una storia molto famosa della vita di Gesù, e noi vedremo alcuni dettagli che ci aiuteranno a capire cosa era successo e cosa possiamo imparare da questo.
Luca 8:40-56
1) L’importanza di Iairo
In questo brano c’è una persona che spicca, cioè il capo della sinagoga Iairo.
Dobbiamo chiederci perché è importante che questa persona si fosse rivolta a Gesù.
Erano infatti passati solo pochi giorni da quando, a seguito delle dicerie a Suo riguardo e dell’opposizione dei capi, Gesù aveva annunciato che avrebbe dato loro il segno di Giona (cioè la Sua morte e resurrezione) e se ne era andato dai Gadareni.
Proprio gli scribi e i farisei, con tutti i capi religiosi, erano quelli che cercavano di mettere il popolo contro Gesù dicendo che i Suoi miracoli venivano da Satana e proprio loro avevano provocato Gesù, nonostante tutti i Suoi miracoli, chiedendogli un segno che fosse davvero il Messia.
Ora vediamo uno dei capi, una persona che forse qualche giorno prima aveva partecipato alle dicerie, che, nel momento di massima disperazione, davanti a tutto il popolo che loro stessi stavano fomentando contro Gesù, si rivolge a Gesù per essere da Lui aiutato.
Alla luce di queste considerazioni, capiamo come mai fosse tanto importante questo avvenimento e perché mai Gesù abbia tardato ad andare a guarire la fanciulla o non abbia fatto come in precedenza dando semplicemente un comando e guarendo la fanciulla a distanza.
Infatti, Gesù aveva annunciato la Sua morte e resurrezione e, quando Iairo si era rivolto a Lui, la guarigione sarebbe potuta essere un segno attribuibile a Satana in qualche modo, ma la resurrezione della fanciulla no.
Solo Dio ha il potere sulla vita e sulla morte e quindi solo il vero Messia sarebbe potuto risuscitare e avrebbe potuto risuscitare gli altri, come ad esempio la fanciulla.
Quando Gesù arriva, troviamo la folla riunita e la richiesta di Iairo acquista molta importanza, perché la stessa folla che aveva sentito i capi dire che Gesù faceva miracoli per mano di Satana, ora vede uno dei capi rivolgersi a Lui pregandolo.
Qui vorrei soffermarmi sulla prima lezione importante che possiamo imparare.
Iairo si era rivolto a Gesù per chiedergli aiuto nel momento di massimo bisogno, per disperazione.
A volte vediamo persone ricordarsi di Gesù solo quando hanno davvero bisogno di Lui, e a volte potrebbe capitare anche a noi di mettere Gesù da parte per un po’, per poi ricordarci di Lui solo quando Ne abbiamo bisogno.
La reazione umana sarebbe quella di respingere la richiesta di aiuto, perché è quello che saremmo tentati di fare verso una persona che si ricorda di noi solo quando ha bisogno di noi.
Gesù, invece, come Sommo Maestro, ci insegna due cose.
La prima cosa che ci insegna è che Lui è sempre pronto ad ascoltare, non ci respinge mai.
È vero che forse ti stai ricordando di Gesù solo nel momento di bisogno, ma Gesù ti sta aspettando da molto tempo ed è umile ed amorevole.
Lui non ti respingerà mai, in nessun caso.
Probabilmente sei nel bisogno proprio perché Lo hai messo da parte, ma questo non deve essere motivo di vergogna o di orgoglio nel cercare di risolvere la situazione da soli per non rivolgerci a Lui, anzi deve essere motivo per riconoscere la nostra mancanza e tornare a Lui, confessando il nostro bisogno.
La seconda lezione che impariamo è quella di un Maestro con i Suoi discepoli, che siamo noi.
Gesù non ci respingerebbe mai nel momento del bisogno, anche quando ci siamo ricordati di Lui solo perché siamo nel bisogno; noi, come discepoli del Maestro, dobbiamo fare altrettanto.
Anche se qualcuno si ricordasse di noi solo perché ha bisogno, non dobbiamo respingerlo. Gesù non lo farebbe e sicuramente non l’ha fatto quando siamo stati noi a farlo verso di Lui. Per questo noi siamo chiamati ad imitarlo e imparare da Lui.
Se siamo chiamati ad amare i nostri nemici, dobbiamo ricordarci di amare i nostri fratelli e le nostre sorelle nel Signore anche quando “non se lo meritano”.
Questo implica che dobbiamo accoglierli ed aiutarli nel momento del bisogno, che siano estranei, nemici o fratelli in Cristo, che lo meritino o meno, che si siano ricordati di noi solo perché avevano bisogno, noi dobbiamo aiutarli.
Magari quel bisogno è stato provocato proprio perché queste persone ci cercassero e noi dobbiamo dare gloria a Dio mostrando loro l’amore di Cristo.
2) La donna col flusso di sangue
Ora dobbiamo chiederci come mai c’è questa parentesi di questa donna che ha toccato Gesù mentre Lui stava andando da Iairo.
La risposta sta nelle parole di Gesù verso Iairo al v. 50.
Gesù voleva che la fede di Iairo fosse rafforzata e che alla notizia della morte della figlia non si lasciasse scoraggiare dai messaggeri.
Ciò che apprendiamo da questa donna è che lei era disperata e, dopo aver provato tutti i metodi umani, alla fine si rivolge a Dio perché era l’Unico a poterla aiutare, esattamente come Iairo.
Lei aveva questo problema di questo flusso di sangue da 12 anni, esattamente dagli stessi anni di vita della figlia, e sono convinto che questo dettaglio non sfuggì a Iairo, visto che stava pensando a sua figlia morente.
Un altro dettaglio è che questa donna, a causa del suo flusso di sangue, era ritenuta impura e probabilmente era stata isolata da molte persone. Quindi temeva il giudizio della folla e il rimprovero del Signore per essersi rivolta a Lui in quelle condizioni.
Questo ci spiega il motivo della segretezza della sua azione e nel cercare di passare inosservata dopo la sua guarigione.
Tuttavia, Gesù voleva che lei confessasse l’accaduto e rendesse gloria a Dio, perché questo servisse sia a lei come incoraggiamento che a Iairo.
Quando dunque i messaggeri dissero a Iairo che sua figlia era morta, lui aveva appena visto il Signore guarire una donna disperata che nessuno era stato in grado di guarire e, alle parole rassicuranti di Gesù, Iairo ebbe fede.
Questo ci insegna un’altra lezione importante.
A volte il Signore permette le prove nella nostra vita affinché Gli diamo gloria quando veniamo liberati da Lui, sapendo che né noi, né un altro essere umano avrebbe potuto liberarci.
Questo ci insegna a dipendere da Lui, a cercarlo e ad avere fede che Lui risponda e che liberi completamente.
Oltre a questo, però, la nostra esperienza può servire anche a qualcun altro che sta vivendo la stessa prova.
Così come Iairo fu incoraggiato da questa donna, anche una persona accanto a te potrebbe aver bisogno che tu dia gloria a Dio raccontandogli in che modo sei stato/a liberato/a.
La tua testimonianza potrebbe fare la differenza tra la fede e l’incredulità di un’altra persona.
Ciò che dobbiamo imparare a fare è dare gloria a Dio raccontando la testimonianza di come siamo stati salvati, o di come siamo stati liberati dalla prova, perché può darsi che lo Spirito Santo voglia usare questa tua testimonianza per parlare al cuore della persona a te cara o al tuo prossimo.
Non sottovalutare il potere della tua testimonianza.
3) La resurrezione della fanciulla
Quando arriviamo finalmente a casa di Iairo, vediamo avvenire una serie di cose.
Innanzitutto, Gesù continua a conservare il segreto di chi è veramente per assicurarsi di portare avanti il piano di redenzione attraverso la croce. Per questo non permette a nessuno, tranne ai Suoi discepoli più stretti e ai genitori della fanciulla, di assistere a ciò che sarebbe accaduto.
Quando entrano in casa vediamo un contrasto molto forte nel comportamento dei presenti, che mette in evidenza anche l’ipocrisia di queste persone.
Molti di loro, infatti, erano lì perché era la figlia del capo della sinagoga, non perché ci tenessero veramente. Forse desideravano essere notati da Iairo per acquistare prestigio nella sinagoga e, di conseguenza, nella società.
Quando Gesù, invece, disse che la fanciulla stava dormendo, il loro pianto disperato si trasformò in risate di derisione.
Probabilmente molti di loro avevano capito o sapevano chi fosse quell’uomo appena entrato, visto che i servi erano andati incontro a Gesù poco prima.
Per questo la loro derisione è ancora più grave. Sarebbe potuta essere una parabola, ma loro non chiedono spiegazioni, lo deridono e basta.
La prossima volta che ti prendono in giro per la tua fede, ricordati di questi ipocriti che hanno deriso il Creatore.
Gesù, però, vista la fede di Iairo, si avvicina alla fanciulla e la resuscita.
Dio può fare grandi cose in risposta alla tua fede, ma tocca a te usarla e rivolgerti a Lui.
Conclusione
Vorrei fare solo alcune considerazioni finali. A volte, mentre siamo nella prova, il Signore ci manda delle persone che testimoniano di Lui. Non dobbiamo metterle a tacere o dargli poco credito, perché loro sono passati da un problema dello stesso tipo e il Signore li ha liberati. Ciò che posso dire per esperienza è che il Signore ci incoraggia mentre siamo nella prova e spesso il mezzo migliore è proprio quello di usare altri fratelli e sorelle in Cristo. Magari abbiamo visto o sentito la testimonianza di un’altra persona nella chiesa che è riuscita a superare la prova aggrappandosi a Dio, e questo ci spinge ad avere fiducia che il Signore liberi noi dalla prova nello stesso modo in cui ha liberato l’altra persona. La fede, poi, spinge Dio a rispondere positivamente alla tua preghiera e liberarti dalla prova.
Abbi fiducia nel Signore che sa liberare, perché lo ha fatto in passato e non c’è nessun motivo per pensare che non voglia farlo ancora con te.

