Il Segreto della Vera Felicità
19/11/2023
Salmo 1
Oggi voglio parlare della felicità. Nel mondo si trovano libri, documentari, film e corsi tenuti da filosofi, guru, psichiatri e saggi di varia natura. Tutti cercano la vera felicità e di fatto è uno dei business più redditizi. C’è chi cerca la felicità nel lavoro, chi nella famiglia, chi in una vita dissoluta, chi, al contrario, in una vita ascetica. Tutti hanno un ideale di felicità e lo perseguono con tutte le loro forze e con tutte le loro finanze. Tante persone realizzano che non riusciranno mai a raggiungere il loro ideale e questo provoca rassegnazione, delusione, depressione e in certi casi delle persone si tolgono la vita perché non vedono un modo per avere felicità. In altri casi succede l’opposto, cioè ci sono persone che raggiungono il proprio ideale di felicità, ma poi si rendono conto che in realtà non sono ancora felici; e così si pongono ideali sempre più alti, oppure cadono anche loro in una forte depressione e vediamo spesso persone che ai nostri occhi hanno tutto, ma che si tolgono la vita perché non riescono ad essere felici. Spesso questa infelicità non è così forte da spingere a gesti estremi, ma abbastanza da cercare l’autodistruzione. Alcool, droga, rave party da una parte e chirurgia estrema dall’altra per mutare il proprio aspetto per modellare la persona ad immagine di qualcuno o qualcosa che quella persona percepisce come felice, sono i mezzi più comuni per ricercare questa felicità che sembra irraggiungibile. Ma è vero? Esiste la vera felicità? E se questi mezzi non funzionano, come possiamo ottenerla?
Beato l’uomo che non cammina nel consiglio degli empi, non si ferma nella via dei peccatori e non si siede in compagnia degli schernitori, ma il cui diletto è nella legge dell’Eterno, e sulla sua legge medita giorno e notte. Egli sarà come un albero piantato lungo i rivi d’acqua, che dà il suo frutto nella sua stagione e le cui foglie non appassiscono; e tutto quello che fa prospererà. Non così sono gli empi; ma sono come pula che il vento disperde. Perciò gli empi non reggeranno nel giudizio, né i peccatori nell’assemblea dei giusti. Poiché l’Eterno conosce la via dei giusti, ma la via degli empi porta alla rovina.
Salmi 1
1) Cosa evitare
La prima cosa che dobbiamo imparare è cosa dobbiamo evitare. Il salmo dice, per prima cosa, che per essere felici non dobbiamo camminare secondo il consiglio degli empi. Cosa significa? La parola empio nella Bibbia è l’opposto di giusto. Una persona empia è una persona che segue l’ingiustizia, cioè che nella pratica si oppone agli insegnamenti di Dio. Non dobbiamo aspettarci che l’empio sia vestito con abiti borchiati, catene, con diavoli tatuati dovunque e che bestemmia ogni due parole. L’empio può essere anche una persona molto stimata e moralmente tenuta in alta considerazione, come erano i sommi sacerdoti al tempo di Gesù (Anna e Caiafa), che erano ritenuti dei santi uomini di Dio, ma consegnarono Gesù ai Romani domandando la Sua crocifissione.
Perché l’ira di Dio si rivela dal cielo sopra ogni empietà e ingiustizia degli uomini, che soffocano la verità nell’ingiustizia, poiché ciò che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, perché Dio lo ha loro manifestato. Infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, essendo evidenti per mezzo delle sue opere fin dalla creazione del mondo, si vedono chiaramente, affinché siano inescusabili. Poiché, pur avendo conosciuto Dio, non l’hanno però glorificato né l’hanno ringraziato come Dio, anzi sono divenuti insensati nei loro ragionamenti e il loro cuore senza intendimento si è ottenebrato. Dichiarandosi di essere savi, sono diventati stolti, e hanno mutato la gloria dell’incorruttibile Dio in un’immagine simile a quella di un uomo corruttibile, di uccelli, di bestie quadrupedi e di rettili. Perciò Dio li ha abbandonati all’impurità nelle concupiscenze dei loro cuori, sì da vituperare i loro corpi tra loro stessi. Essi che hanno cambiato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura, al posto del Creatore, che è benedetto in eterno. Amen. Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami, poiché anche le loro donne hanno mutato la relazione naturale in quella che è contro natura. Nello stesso modo gli uomini, lasciata la relazione naturale con la donna, si sono accesi nella loro libidine gli uni verso gli altri, commettendo atti indecenti uomini con uomini, ricevendo in se stessi la ricompensa dovuta al loro traviamento. E siccome non ritennero opportuno conoscere Dio, Dio li ha abbandonati ad una mente perversa, da far cose sconvenienti, essendo ripieni d’ogni ingiustizia, fornicazione, malvagità, cupidigia, malizia; pieni d’invidia, omicidio, contesa, frode, malignità, ingannatori, maldicenti, nemici di Dio, ingiuriosi, superbi, vanagloriosi, ideatori di cose malvagie, disubbidienti ai genitori, senza intendimento, senza affidamento, senza affetto naturale, implacabili, spietati. Or essi, pur avendo riconosciuto il decreto di Dio secondo cui quelli che fanno tali cose sono degni di morte, non solo le fanno, ma approvano anche coloro che le commettono
Romani 1:18-32
Questo passo ci offre un passaggio graduale che dimostra l’empietà degli uomini. I primi sono persone che semplicemente hanno messo da parte Dio per crearsi un idolo. Nel loro caso può essere un animale, nel nostro caso può essere il denaro, un’auto, un lavoro, la famiglia o qualsiasi altra cosa che prenda il posto di Dio. Da lì vediamo che la società degenera dando alla perversione sessuale e arriva alla fine a mostrare tutta una serie di caratteristiche che purtroppo oggi vediamo così spesso che non ci facciamo più caso. La cosa peggiore, come dice Paolo in questo passo, è accondiscendere a costoro. Noi, come cristiani, magari possiamo dire di evitare certe pratiche e certi comportamenti negativi che vediamo qui elencati, ma quante volte ti è capitato di pensare qualcosa come: “Che fanno di male quei due ragazzi se si tengono per mano?” Questo è un esempio banale, ma è molto significativo, perché dobbiamo chiederci una cosa: Come abbiamo fatto a giungere a questa conclusione? Il modo più comune è attraverso i mezzi d’informazione, TV, social media, giornali, riviste, e attraverso le conversazioni con gli amici. La Bibbia ci dà due istruzioni precise:
Non vi ingannate; le cattive compagnie corrompono i buoni costumi.
1 Corinzi 15:33
Non vi mettete con gli infedeli sotto un giogo diverso, perché quale relazione c’è tra la giustizia e l’iniquità? E quale comunione c’è tra la luce e le tenebre? E quale armonia c’è fra Cristo e Belial? O che parte ha il fedele con l’infedele? E quale accordo c’è tra il tempio di Dio e gli idoli? Poiché voi siete il tempio del Dio vivente, come Dio disse: «Io abiterò in mezzo a loro, e camminerò fra loro; e sarò il loro Dio, ed essi saranno il mio popolo». Perciò «uscite di mezzo a loro e separatevene, dice il Signore, e non toccate nulla d’immondo, ed io vi accoglierò, e sarò come un padre per voi, e voi sarete per me come figli e figlie, dice il Signore Onnipotente».
2 Corinzi 6:14-18
Come abbiamo detto prima, gli empi sono persone che non sono giuste. Noi sappiamo che siamo giusti perché giustificati dal sangue di Cristo, quindi c’è, o almeno ci dovrebbe essere, differenza tra noi credenti e coloro che non credono, tra i figli di Dio e quelli che non sono ancora figli di Dio.
Chiunque dimora in lui non pecca; chiunque pecca non l’ha visto né l’ha conosciuto. Figlioletti, nessuno vi seduca: chi pratica la giustizia è giusto, come egli è giusto. Chiunque commette il peccato è dal diavolo, perché il diavolo pecca dal principio; per questo è stato manifestato il Figlio di Dio: per distruggere le opere del diavolo. Chiunque è nato da Dio non commette peccato, perché il seme di Dio dimora in lui e non può peccare perché è nato da Dio. Da questo si riconoscono i figli di Dio e i figli del diavolo: chiunque non pratica la giustizia non è da Dio, e neppure lo è chi non ama il proprio fratello.
1 Giovanni 3:6-10
Alla luce di queste Scritture capiamo bene cosa voglia dire il salmista. Avere comunione con i non credenti (questo significa infedeli), può influenzarci negativamente. Questo non significa che dobbiamo isolarci dal mondo, né come incoraggiano a fare tutte le sette, allontanare chiunque non creda esattamente come noi. Questo infatti è un sistema comunemente usato per il controllo, ma non è ciò che insegna la Bibbia. Ciò che insegna la Bibbia, invece, è:
Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia.
Giovanni 15:19
Non amate il mondo, né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui, perché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e l’orgoglio della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo. E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno.
1 Giovanni 2:15-17
Adulteri e adultere, non sapete che l’amicizia del mondo è inimicizia contro Dio? Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio.
Giacomo 4:4
In poche parole noi siamo nel mondo, ma non siamo del mondo. I nostri pensieri e le nostre azioni non devono essere condizionati o formati dal pensiero comune. Dobbiamo evitare di porre il nostro cuore e il nostro intelletto nelle cose che ci circondano. Il mondo ha le sue idee di bene e male, di giusto e sbagliato e si comporta di conseguenza. Quello che noi dobbiamo evitare è imparare da loro e seguire il loro esempio. Quindi, evitiamo il consiglio degli empi, evitiamo di imparare dal mondo. Dice anche di evitare di fermarsi sulla via dei peccatori. Tutti noi siamo peccatori, ma fermarsi significa rimanere nel peccato, vivere nel peccato. Solo perché lo fanno tutti, non significa che questo sia da scusare; se qualcosa è peccato, dobbiamo evitarla. Magari non ci riusciamo sempre, ma non dobbiamo vivere restando nel peccato. Il peccato è la violazione della legge di Dio. Fermarsi sulla via dei peccatori significa, ancora una volta, lasciare che il mondo entri dentro di noi e lasciare che ci dia delle scuse per non ubbidire alla volontà di Dio. Infine, sedersi in compagnia degli schernitori significa stare atteniti alle nostre amicizie, ai luoghi che frequentiamo, alle persone che lasciamo entrare nella nostra vita attraverso la TV, la musica, o altri mezzi. Vi faccio un esempio molto banale: quanto tempo restereste in compagnia di una persona che insulta spesso vostra madre? Che magari scrive canzoni, fa film, scrive libri, conduce programmi TV o semplicemente fa parte della nostra comitiva e non perde occasione di insultare vostra madre? Ora, se abbiamo tanto pudore e ci offendiamo perché insultano nostra madre, dovremmo offenderci ancora di più quando insultano il nostro Padre celeste. C’è una cosa che può guidarci nel capire cosa evitare e come farlo. Pensiamo che lo Spirito Santo vive dentro di noi, quindi è sempre con noi e poi chiediamoci: «Porterei lo Spirito Santo in quel posto? Gli farei ascoltare quella canzone che bestemmia o comunque di una persona che so che odia Dio? Lo porterei con me a provare certe esperienze, certe sostanze? Gli presenterei i miei amici?» Se la risposta a queste domande è no, sorge un’altra domanda: Cosa ci faccio lì allora? Il tuo posto non è in mezzo a persone che odiano Dio e non devi imparare niente da loro, né devi cercare di compiacerli. Ricordi quello che abbiamo letto prima? Essere accondiscendente ci rende colpevoli della stessa cosa, anche se non la facciamo noi materialmente. Se vuoi essere felice, quindi, la prima cosa è togliere di mezzo ciò che ti allontana o può allontanarti da Dio, evitare certe cose, magari anche certe persone. Ogni persona che porta male nella tua vita, ti porta anche infelicità.
2) Cosa fare
Abbiamo visto cosa evitare per essere felice, ma dobbiamo anche vedere cosa fare. Il salmista è molto diretto, semplice e chiaro: prendi il tuo diletto nella Bibbia! Subito dopo spiega cosa intende dicendo: “e sulla sua legge medita giorno e notte” (v 2).
Per essere felici, quindi, non basta evitare certe cose e certe persone, ma bisogna anche fare qualcosa e per la precisione “meditare” sulla Bibbia. La parola meditare, al giorno d’oggi, viene spesso collegata alla meditazione orientale, che consiste nello svuotare la propria mente da ogni pensiero e perdere coscienza di sé. Qui la parola “meditare” ha il significato opposto, significa studiare e riflettere su come applicare quello che si impara nella propria vita. In pratica, per essere felici, dobbiamo imparare ciò che dice Dio attraverso la Bibbia e imparare come applicare la Parola di Dio alla nostra vita. Paolo dice a Timoteo:
Tutta la Scrittura è divinamente ispirata e utile a insegnare, a convincere, a correggere e a istruire nella giustizia, affinché l’uomo di Dio sia completo, pienamente fornito per ogni buona opera.
2 Timoteo 3:16-17
La Bibbia è lo strumento che Dio usa per queste quattro cose:
Insegnare – Noi abbiamo bisogno d’imparare ciò che è giusto e ciò che è sbagliato per poter fare la cosa giusta. Abbiamo detto che il mondo non è in grado d’insegnarci queste cose. Questo significa che dobbiamo imparare da Dio, ma, dato che non abbiamo Gesù, la Parola di Dio incarnata, sulla terra ad insegnarci queste cose, abbiamo bisogno della Bibbia, la Parola di Dio scritta. Studiare la Bibbia ci aiuta a imparare a fare la cosa giusta.
Convincere – La Bibbia è lo strumento con cui Dio comunica e come fa Dio a dirci quando stiamo peccando? Come possiamo sapere quando noi personalmente stiamo commettendo un qualche genere di peccato? Leggendo la Bibbia lasciamo che la Bibbia ci esamini e ci dica ciò che facciamo di sbagliato nella nostra vita.
Correggere – A volte non basta sapere cosa evitare di fare, dobbiamo anche imparare a cambiare. La correzione che ci dà la Bibbia è proprio questo, cioè ci insegna come correggere un comportamento, un pensiero o un atteggiamento sbagliato perché impariamo a fare la cosa giusta.
Educare nella giustizia – Come un padre educa i suoi figli, così Dio educa noi attraverso la Bibbia. Lui ci insegna per renderci maturi, affinché sappiamo come comportarci nella nostra vita.
Queste cose ci servono per essere completi, cioè maturi, e pronti per ogni opera buona, cioè per servirlo. C’è anche un altra cosa che dobbiamo imparare per essere felici:
Questo libro della legge non si diparta mai dalla tua bocca, ma meditalo giorno e notte, cercando di agire secondo tutto ciò che vi è scritto, perché allora riuscirai nelle tue imprese, allora prospererai.
Giosuè 1:8
Il mondo cerca il “successo” la “realizzazione”. L’idea di successo che il mondo ci dà è quella di un uomo o una donna che ha fatto carriera e guadagna molti soldi, oppure che ha raggiunto una posizione altolocata di potere e prestigio. Realizzarsi, per il mondo, significa soddisfare i desideri del proprio cuore e raggiungere il proprio ideale di felicità. Io però mi chiedo, come mai queste persone che sembra che abbiano tutto e che siano “arrivate” arricchiscono psichiatri e psicoterapeuti, e spesso sentiamo che si rivolgono a centri di riabilitazione per dipendenze come alcool, droga e sesso? Come mai nelle loro interviste dicono tutti di essere depressi e spesso sentiamo di qualcuno di loro trovato morto per droga, che si suicida perché si sente insoddisfatto o incompreso, oppure che si ubriaca e provoca un incidente mortale per lui e/o per altri? Come mai sentiamo di persone come Britney Spears che hanno un esaurimento nervoso e durante una crisi vengono portati all’ospedale psichiatrico per farli calmare? Non sono queste le persone “felici”? Non sono queste le persone di successo, le persone “realizzate”? Qui leggiamo le parole che Gesù, in una delle Sue manifestazioni prima dell’incarnazione, disse a Giosuè e questo è ciò che gli disse: Se vuoi avere vero successo e riuscire in tutte le tue imprese, se vuoi prosperare, se vuoi essere veramente felice, la Bibbia deve essere costantemente, tutti i giorni, tutto il giorno, oggetto dei tuoi pensieri e guida delle tue azioni. Come possiamo fare questo?
Ho conservato la tua parola nel mio cuore, per non peccare contro di te.
Salmi 119:11
Metterete dunque queste mie parole nel vostro cuore e nella vostra mente, le legherete come un segno alla mano e saranno come frontali fra gli occhi;
Deuteronomio 11:18
Oltre che leggere e studiare la Bibbia, è buono imparare dei versetti a memoria. Questo ci aiuterà a riflettere su ciò che la Bibbia insegna, ci aiuterà a combattere le tentazioni, a superare le prove, ci aiuterà a servire il Signore nella maniera giusta, a capire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato in ogni occasione e a fare la volontà di Dio.
Conclusione
Vuoi essere veramente felice? Vuoi avere successo nella vita? Vuoi prosperare? Vuoi riuscire in tutte le tue imprese? Il salmo 1 ci insegna che quando la Bibbia ha una parte fondamentale nella nostra vita, noi siamo come alberi lungo un ruscello, che prosperano e danno frutto, mentre i non credenti sono come pula dispersa dal vento. Dice inoltre che Dio conosce la via dei giusti, Lui ci accompagna, ci guida, è con noi; ma la via degli empi, la via del mondo, ciò che il mondo dice che devi fare per essere felice, per avere successo, per “realizzarti” secondo il suo standard, conduce alla rovina, alla distruzione. Tutti abbiamo visto alberi verdeggianti ed è bello vedere un albero rigoglioso e pieno di frutti, ma a quanti di voi piace lo spettacolo di una casa in rovina. Prova ad immaginare. Da una parte la tua vita può essere come quella di quell’albero, mentre dall’altra ti aspetta una casa col tetto crollato, crepe dappertutto, intonaco distrutto, muffa, sporcizia, mobili rotti, porte divelte, vetri rotti, tutto grigio, tetro e morto. A te la scelta. Vuoi essere felice?
Beato l’uomo che non cammina nel consiglio degli empi, non si ferma nella via dei peccatori e non si siede in compagnia degli schernitori, ma il cui diletto è nella legge dell’Eterno, e sulla sua legge medita giorno e notte.
Salmi 1:1-2

