Come Far Crescere una Chiesa
03/12/2023
Atti 2:42-47
In giro si vedono tanti corsi su come far crescere il proprio business, si vendono libri e ci sono migliaia di cosiddetti “esperti” che offrono consulenze pagate, spesso anche molto care, per insegnare ad altri come rendere il proprio business fruttuoso e avere successo. Tra questi esperti, ovviamente si trovano migliaia di truffatori e spesso ci sono persone che pagano migliaia di euro a queste persone, solo per fallire e cadere in miseria, mentre questi si arricchiscono a loro spese. Per quanto riguarda le chiese, purtroppo, non c’è molta differenza. Ho visto tanti di questi esperti offrire consulenze tanto a venditori che a chiese, usando gli stessi principi che userebbe un commerciante qualsiasi. Ho visto anche migliaia di “esperti” di crescita delle chiese scrivere libri ed offrire consulenze su come far crescere le proprie chiese di migliaia di membri, aumentarne il budget grazie alle offerte dei fedeli e diventare chiese influenti nelle conferenze e nei convegni. Inutile dire che, ancora una volta, ho notato che questi “metodi” non sono altro che metodi di vendita adattati con termini presi in prestito dalla Bibbia. Questo perché ci sono migliaia di chiese in tutto il mondo occidentale che hanno difficoltà a crescere e spesso ci sono più porte di vecchie chiese che si chiudono di quelle di nuove chiese che si aprono. Molte volte il metodo di crescita più comunemente pubblicizzato e usato è quello di attirare persone con cose che potrebbero loro piacere, come musica, spettacoli, bar all’ingresso della chiesa, ecumenismo e sincretismo religioso (ad esempio corsi di yoga nelle chiese). Tutto questo si chiama “compromesso” e si basa sull’idea di portare il mondo nella chiesa, non la chiesa nel mondo. Il problema, tuttavia, non sta nella difficoltà di trovare metodi al passo con i tempi, né nella durezza delle persone nel mondo, ma nel fatto che si mette da parte il metodo di Dio per seguire metodi umani, perché si pensa che i metodi di Dio siano antiquati e che bisogna imparare dal mondo i loro metodi per diventare efficaci in questa era. Quello che voglio vedere oggi è come, invece, la Bibbia ci insegna che avvenga la crescita sia spirituale che numerica di una chiesa e, quindi, per estensione come far crescere la nostra chiesa.
Essi erano perseveranti nel seguire l’insegnamento degli apostoli, nella comunione, nel rompere il pane e nelle preghiere. Ed erano tutti presi da timore; e molti segni e miracoli si facevano per mano degli apostoli. Or tutti coloro che credevano stavano insieme ed avevano ogni cosa in comune. E vendevano i poderi e i beni e li distribuivano a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. E perseveravano con una sola mente tutti i giorni nel tempio e rompendo il pane di casa in casa, prendevano il cibo insieme con gioia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. E il Signore aggiungeva alla chiesa ogni giorno coloro che erano salvati.
Atti 2:42-47
1) Perseveranza
Il brano che abbiamo letto inizia con una frase: «Essi erano perseveranti». La prima cosa di cui abbiamo bisogno è la perseveranza. È facile perseverare quando tutto va bene, ma perseverare quando le cose sono difficili è ciò che fa la differenza. Per una piccola chiesa perseverare non è facile, perché è facile scoraggiarsi e gettare la spugna, ma l’unico modo per superare la difficoltà è remare contro corrente, andare avanti, continuare sulla strada giusta ed uscire dall’altra parte della difficoltà. Il problema per cui tante chiese chiudono i battenti in occidente è proprio la mancanza di perseveranza. Sono piccole chiese che si scoraggiano e pensano che cercare un metodo alternativo possa fare la differenza e avviare un processo di crescita numerica della chiesa. Dobbiamo imparare una cosa: non esistono scorciatoie nella vita spirituale! Il processo di crescita numerica dipende molto dalla crescita spirituale dei membri della chiesa. Qui abbiamo delle linee guida che ci spiegano quali sono i campi in cui abbiamo bisogno di perseverare, perché questi sono gli elementi che fecero crescere la chiesa di Gerusalemme e faranno crescere la chiesa di Foggia.
a) Dottrina
Il primo elemento è la dottrina. Questa è una parola che è diventata quasi una bestemmia in certi ambienti perché, dicono, la dottrina divide. Infatti chi cresce nella dottrina non cadrà vittima di inganni di falsi pastori e insegnanti, non si mescolerà con chiese che predicano false dottrine e, soprattutto, non permetterà che qualcuno si insinui nella propria chiesa per predicare una dottrina diversa e distruggere quella chiesa dall’interno. Quindi in un certo senso è vero che la dottrina divide, perché divide una chiesa e dei credenti maturi, da chiese e predicatori che predicano false dottrine, ma ciò non solo non è negativo, ma è la cosa migliore che una chiesa possa fare per proteggere sé stessa. Ma cosa significa “dottrina”? Significa semplicemente “insegnamento”. La fonte della dottrina è la Bibbia: Tutta la Scrittura è divinamente ispirata e utile a insegnare, a convincere, a correggere e a istruire nella giustizia, affinché l’uomo di Dio sia completo, pienamente fornito per ogni buona opera. 2 Timoteo 3:16-17.
Giuda, non Iscariota, ma il fratello di Gesù, disse questo: Carissimi, anche se avevo una grande premura di scrivervi circa la nostra comune salvezza, sono stato obbligato a farlo per esortarvi a combattere strenuamente per la fede, che è stata trasmessa una volta per sempre ai santi. Si sono infatti infiltrati tra di voi certi uomini, che sono stati da tempo designati per questa condanna, empi che mutano la grazia del nostro Dio in immoralità e negano l’unico Padrone Dio e il Signor nostro Gesù Cristo. Giuda 3-4.
In poche parole la Bibbia ci invita non solo a studiare tutta la Bibbia per imparare la sana dottrina, cioè gli insegnamenti giusti, ma anche a combattere perché la chiesa sia preservata da infiltrazioni di predicatori di false dottrine. Infatti, poche pagine più avanti, nel libro di Apocalisse, vediamo che Gesù parlando alla chiesa di Efeso li elogia per questa opera di difesa della sana dottrina: Io conosco le tue opere, la tua fatica e la tua costanza e che non puoi sopportare i malvagi; e hai messo alla prova coloro che si dicono apostoli e non lo sono, e li hai trovati bugiardi. Tu hai sopportato, hai costanza e per amore del mio nome ti sei affaticato senza stancarti. Apocalisse 2:2-3.
La chiesa di Efeso aveva un altro problema, ma possiamo imparare da loro che Dio vuole che noi non ci lasciamo trascinare da false dottrine.
b) Comunione
Il secondo elemento è la comunione. Cosa significa comunione?
quello che abbiamo visto e udito, noi ve lo annunziamo, affinché anche voi abbiate comunione con noi; e la nostra comunione è col Padre e col suo Figlio, Gesù Cristo. […] Se diciamo di avere comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, noi mentiamo e non mettiamo in pratica la verità; ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, abbiamo comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù Cristo, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato.
1 Giovanni 1:3,6-7
Avere comunione con qualcuno significa avere qualcosa in comune, condividere valori, esperienze, conoscenze e camminare insieme verso la stessa meta. Giovanni dice che ciò che lui scrive è proprio finalizzato alla comunione, cioè condivide la sua conoscenza affinché camminiamo insieme verso la stessa meta. Inoltre aggiunge anche che la nostra comunione è con Dio. Quindi avere comunione significa condividere le nostre conoscenze e i nostri valori affinché camminiamo nella luce e affinché, camminando nella luce, abbiamo comunione con Dio, cioè affinché riceviamo da Dio la Sua guida e camminiamo in Lui. Per avere comunione, quindi, bisogna coltivare i rapporti personali con persone della stessa fede e il proprio rapporto personale con Dio.
Non vi mettete con gli infedeli sotto un giogo diverso, perché quale relazione c’è tra la giustizia e l’iniquità? E quale comunione c’è tra la luce e le tenebre? E quale armonia c’è fra Cristo e Belial? O che parte ha il fedele con l’infedele? E quale accordo c’è tra il tempio di Dio e gli idoli? Poiché voi siete il tempio del Dio vivente, come Dio disse: «Io abiterò in mezzo a loro, e camminerò fra loro; e sarò il loro Dio, ed essi saranno il mio popolo». Perciò «uscite di mezzo a loro e separatevene, dice il Signore, e non toccate nulla d’immondo, ed io vi accoglierò, e sarò come un padre per voi, e voi sarete per me come figli e figlie, dice il Signore Onnipotente».
2 Corinzi 6:14-18
Qui abbiamo l’altra faccia della medaglia, cioè avere comunione con Dio e con i figli di Dio significa anche non avere comunione con Satana e con i non credenti, gli infedeli. Infatti, se il nostro cammino fosse caratterizzato dalla condivisione di conoscenza, esperienze ed obiettivi con persone che non camminano nella luce, cioè non camminano in Dio e con Dio, questo produrrà per noi una rottura della nostra comunione con Dio e, inevitabilmente, una rottura della nostra comunione con i figli di Dio. Ciò che facevano questi primi cristiani era stare insieme, condividere le loro vite e i loro valori con altri cristiani e camminare nella luce. Cosa dobbiamo fare noi? Stare insieme, condividere le nostre vite e i nostri valori e camminare nella luce.
c) Cena del Signore
Il terzo elemento è quello della Cena del Signore. Come abbiamo visto quando abbiamo avuto la Cena del Signore, il momento in cui ci raccogliamo per ricordare l’opera del Signore attraverso i simboli è un momento di auto-esame. Quando ci esaminiamo, valutiamo la nostra vita davanti a Dio e prendiamo l’impegno di migliorarla. Questo significa che abbiamo bisogno di momenti come quello per poter fare dei passi avanti. Spesso succede che noi camminiamo per inerzia e questo ci porta a sviluppare l’abitudine e a diventare stagnanti. Abbiamo bisogno di uno stimolo a migliorare e fermarsi per valutare la propria vita è una delle cose che favorisce il progresso, anche in campo spirituale.
Ora ognuno esamini se stesso, e così mangi del pane e beva del calice,
1 Corinzi 11:28
d) Preghiera
Il quarto elemento importante è la preghiera. I grandi uomini del passato sono sempre stati uomini di preghiera. Gesù stesso si appartava spesso per pregare, soprattutto prima di grandi eventi, come la scelta dei dodici apostoli e la crocifissione. Vi faccio due esempi. Uno è quello di Spurgeon. Questi è stato un predicatore dell’800. Quando Spurgeon aveva visitatori, li accompagnava in una sala sotto la sala principale, dove i membri di chiesa facevano a turno in modo che ci fosse sempre qualcuno a pregare, e diceva al visitatore: “Ecco la centrale elettrica di questa chiesa”. Per Spurgeon, ciò che diede successo alla sua chiesa fu proprio la preghiera dei fedeli. Il secondo esempio di cui vi vorrei parlare è quello di George Muller, anche dell’800. Lui si prese cura di moltissimi orfani e Dio non gli fece mai mancare ciò che era necessario. Un esempio famoso è quello di una mattina, in cui non c’era niente da mangiare per i bambini. Lo fecero notare a Muller che subito iniziarono a pregare per avere da mangiare per i bambini. Poco dopo arrivò il fornaio con dei sacchi di pane dicendo che il Signore lo aveva spinto a produrre quel pane per loro durante quella notte. Diedero il pane ai bambini ma non c’era latte, quindi tornarono in preghiera e poco dopo un uomo bussò alla porta dicendo che il suo carro aveva rotto una ruota. Dato che aveva bisogno di scaricare il carro per riparare la ruota e si trattava di latte, quindi sarebbe andato a male nel frattempo che lui fosse riuscito a riparare la ruota, chiese loro se potesse servirgli del latte e che glielo avrebbe dato gratis. I bambini ebbero anche il latte. La Bibbia ci insegna che non bisogna essere grandi uomini per pregare, ma che la preghiera è ciò che porta gli uomini di Dio a fare grandi imprese.
Confessate i vostri falli gli uni agli altri e pregate gli uni per gli altri, affinché siate guariti; molto può la preghiera del giusto, fatta con efficacia. Elia era un uomo sottoposto alle stesse nostre passioni, eppure pregò intensamente che non piovesse, e non piovve sulla terra per tre anni e sei mesi. Poi pregò di nuovo, e il cielo diede la pioggia e la terra produsse il suo frutto.
Giacomo 5:16-18
Se vogliamo vedere la nostra chiesa crescere, dobbiamo pregare.
e) Frequenza e predicazione
Al v. 46 leggiamo che erano perseveranti anche nell’andare tutti i giorni al tempio ed avevano riunioni nelle case. La chiesa di Gerusalemme non aveva un edificio in cui si riuniva, ma c’erano delle persone che mettevano a disposizione le loro case per le riunioni. Ciò che ci dice Luca è che loro si incontravano sempre, con perseveranza. Questo ci insegna l’importanza di essere presenti agli incontri e alle attività di chiesa. Noi siamo solo all’inizio, quindi ci stiamo riunendo solo la domenica mattina, ma in futuro inizieremo ad avere altri incontri durante la settimana. Loro si riunivano ogni giorno. A noi non viene richiesto tanto, ma se vogliamo crescere dobbiamo essere presenti agli incontri di chiesa, dove possiamo imparare la dottrina, avere comunione con gli altri credenti, celebrare la Cena del Signore e pregare insieme. L’unico modo per poter fare queste cose è farle insieme, e l’unico modo per farle insieme è stare insieme, incontrarsi, essere fedeli nel frequentare gli incontri di chiesa. Un’altra cosa che ci insegna questo passo la notiamo dal fatto che si riunissero anche al Tempio. Ora, il Tempio non era il luogo d’incontro della chiesa di Gerusalemme, perché lì c’erano anche gli altri ebrei. Il motivo per cui andavano al Tempio era quello di far sì che ciò che gli apostoli insegnavano, fosse trasmesso anche ai non credenti e che attraverso questo altre persone venissero alla fede. In poche parole, c’era bisogno di andare dai non credenti per predicare loro l’evangelo. Se vogliamo crescere numericamente dobbiamo predicare l’evangelo ai perduti in modo che anche loro possano essere salvati.
2) Timore di Dio
Dopo aver visto gli elementi su cui dobbiamo perseverare, impariamo un’altra cosa importante per far crescere una chiesa, cioè il timore di Dio. In passato abbiamo già parlato di questo, ma voglio rivedere con voi cos’è il timore di Dio, perché è molto importante per la crescita di ognuno di noi.
Il timore dell’Eterno è odiare il male; io odio la superbia, l’arroganza, la via malvagia e la bocca perversa.
Proverbi 8:13
Se impariamo la sana dottrina, abbiamo comunione e tutte le cose di cui abbiamo già parlato, saremo in grado di distinguere il bene dal male e saremo responsabili di una scelta, a volte non facile per noi visto che non siamo perfetti, ma è ciò che ci porterà a crescere nella vita cristiana. Questa scelta è conoscere ciò che è male ed evitarlo, arrivando perfino ad odiarlo. Come vi dissi già, noi non siamo chiamati ad odiare le persone (dobbiamo amare perfino i nostri nemici, benedirli e pregare per loro). Noi siamo chiamati a odiare il peccato e tutto ciò che provoca. La scelta è personale, ma se vogliamo crescere come chiesa dobbiamo renderci conto che la nostra scelta influenza anche il resto della chiesa. Quando io cresco, la chiesa cresce con me; quando io non cresco, la chiesa rallenta la sua crescita a causa mia.
3) Stare Insieme
Ciò che leggiamo ai vv. 44-45 è che i credenti si comportavano come se fossero un’unica famiglia. A volte ho sentito persone giustificare il comunismo con questi versetti, ma questi versetti non hanno niente a che fare con la politica. Tutto ciò che ci insegnano è che dobbiamo stare insieme e comportarci con i figli di Dio come se vivessimo nella stessa casa. Quando vivi nella stessa casa con la tua famiglia, non ci sono scompartimenti nel frigorifero per separare le persone, luoghi off-limits e cose del genere. Anche il denaro della famiglia è messo a disposizione di tutti i membri, magari gestito dai genitori. Noi siamo una famiglia e dobbiamo comportarci come tale. All’epoca c’era l’esigenza di vendere i propri beni perché c’erano molti poveri nella chiesa. Noi grazie a Dio non abbiamo questa necessità, ma vivere la chiesa come un club culturale religioso non fa bene né a noi, né al resto della chiesa. Una cosa che dico spesso è che noi siamo fratelli e sorelle in Cristo. Questo significa che staremo insieme per l’eternità. La nostra vera famiglia è quella spirituale. Il legame spirituale è più forte e duraturo di qualsiasi legame di sangue. Quindi dobbiamo sempre avere questo pensiero: “Farei questa cosa o direi questa cosa ad un mio fratello o sorella di sangue o a uno dei miei genitori o nonni?” Se la risposta è no, sappiamo anche cosa dovremmo o non dovremmo fare o dire ad uno dei nostri fratelli e sorelle in Cristo.
4) Buona Testimonianza
L’ultima cosa che siamo chiamati a curare è la nostra testimonianza verso il mondo esterno, cioè ciò che i non credenti pensano di noi. Laddove subiamo critiche per ciò che facciamo di giusto, non dobbiamo scoraggiarci, perché lo facevano anche con i profeti, lo hanno fatto con Gesù e dopo anche con gli apostoli.
Beati sarete voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia. Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande nei cieli, poiché così hanno perseguitato i profeti che furono prima di voi».
Matteo 5:11-12
Non voglio soffermarmi su questo tema oggi, ma penso che sappiamo distinguere tra una persona che ci critica per aver fatto la cosa giusta e una persona che ci critica per aver fatto qualcosa di sbagliato. Il problema è quando la moralità del mondo è migliore della nostra.
Si ode dappertutto dire che tra di voi vi è fornicazione, e una tale fornicazione che non è neppure nominata fra i gentili, cioè che uno tiene con sé la moglie del padre.
1 Corinzi 5:1
Cosa dicono di noi? Quando non dicono niente non è buono, perché significa che non c’è differenza tra noi e loro o non stiamo predicando l’evangelo ai perduti; quando parlano male di noi perché ci vedono fare il male è ancora peggio; ma quando ci stimano perché vedono i valori cristiani trasparire dalle nostre vite, abbiamo la loro attenzione e il loro favore. Una buona testimonianza verso l’esterno spesso è ciò che fa la differenza tra una chiesa morente e una chiesa che cresce. Dobbiamo impegnarci, quindi, a mostrare Cristo al mondo attraverso di noi, ad essere il riflesso di Cristo nel mondo e non del mondo nella chiesa e verso Cristo.
5) Dio Aggiunge
Ora tiriamo le somme e vi mostrerò una cosa. L’esempio che abbiamo dalla chiesa di Gerusalemme è che innanzitutto dobbiamo perseverare nella sana dottrina, nella comunione sia con i credenti che con Dio, nel celebrare la Cena del Signore, nella preghiera, nel frequentare le riunioni e nel predicare l’evangelo ai perduti. Dobbiamo inoltre imparare a distinguere il bene dal male per praticare il bene e fuggire ed odiare il male. Dobbiamo stare insieme come una famiglia, creare tra noi legami più profondi di quelli di sangue. Infine dobbiamo far sì che il mondo veda Cristo quando guarda noi. Tutte queste cose promuovono la crescita spirituale della chiesa, ma come possiamo avere la crescita numerica? Alla fine di questo brano leggiamo: «E il Signore aggiungeva alla chiesa, ogni giorno, coloro che erano salvati». Chi fa crescere la chiesa numericamente è il Signore. Quando noi siamo fedeli in tutte queste cose, la nostra fede non passerà inosservata e la nostra vita parlerà al cuore delle persone prima ancora che le nostre parole. La chiesa di Gerusalemme era fedele in queste cose e le persone venivano alla fede in risposta a questo. Per questo Dio portava coloro che erano salvati nella chiesa di Gerusalemme e la chiesa cresceva numericamente proprio perché cresceva spiritualmente. Vogliamo vedere questa chiesa crescere di numero? Dobbiamo solo fare la nostra parte e sarà il Signore a portare sulla nostra strada le persone che Lo cercano in modo che siano salvate. Ora voglio chiederti a te personalmente: Tu, farai la tua parte? Siamo in quest’opera insieme e ognuno di noi ne fa parte, quindi ognuno di noi è necessario per la crescita della chiesa. Sarai fedele nel crescere spiritualmente?

