https://youtu.be/xSkoZ6gAF-E
Gesù a Nazaret
10/03/2024
Luca 4:14-32
Domenica scorsa abbiamo visto Gesù raggiungere la Galilea e fermarsi a Cana, dove compì il Suo secondo segno guarendo il figlio di un funzionario di Capernaum senza muoversi da Cana.
Tuttavia Gesù non si fermò a Cana, ma si incamminò verso la città dove era cresciuto, cioè Nazaret, sostando nelle città che incontrava e predicando in ogni città.
Oggi vedremo cosa fece Gesù una volta raggiunta Nazaret e quale accoglienza ricevette dai Suoi compaesani.
Luca 4:14-32
1) Il disprezzo in patria
Gesù si trovò a fronteggiare un problema nella Sua città, che però aveva già previsto.
La scorsa volta abbiamo letto che già mentre si dirigeva a casa Sua aveva detto ai Suoi discepoli che sarebbe stato rifiutato nella Sua patria.
Giovanni 4:43-44
In questa prima parte del Suo ministero, Gesù incontrò l’approvazione di molti tranne che delle persone che avrebbero dovuto conoscere meglio.
Per il solo fatto di aver conosciuto la Sua famiglia, i nazareni disprezzavano ciò che faceva Gesù.
Loro avevano udito parlare di Lui, probabilmente erano anche stati a Gerusalemme durante la Pasqua, ed era giunta loro voce del secondo Segno, cioè la guarigione del figlio del funzionario a Capernaum.
Noi ci aspetteremmo che queste cose avrebbero fatto crescere in loro un’aspettativa e una gioia enorme verso il loro concittadino, mentre leggiamo che, mentre era onorato in tutta la Galilea, nella Sua città, dove era cresciuto, Gesù era disprezzato.
Questo ci porta ad un primo insegnamento utile per noi.
A volte ci scoraggiamo quando vediamo che i nostri amici e parenti non rispettano la nostra fede e magari disprezzano la predicazione dell’evangelo che ascoltano da noi.
Magari notiamo che è più facile predicare ad un estraneo piuttosto che a un membro della nostra famiglia.
Il solo fatto di averci visto crescere li fa sentire autorizzati a disprezzare questa “novità” nella nostra vita, la nostra scelta di fede.
A volte capita che la nostra vita precedente alla conversione non fosse così piacevole e, dato che conoscono il nostro vecchio uomo, si sentono nella posizione di disprezzare il nuovo, anche se la differenza è evidente.
Innanzitutto voglio dirvi che non dobbiamo scoraggiarci. La preghiera e la costanza in questi casi sono fondamentali.
C’è un predicatore americano che gira per le chiese degli Stati Uniti. Quando era giovane era la pecora nera della famiglia. Si ubriacava, rubava auto e frequentava gente poco raccomandabile. Un giorno si trovò in una conferenza di evangelizzazione e si convertì. Poco dopo si iscrisse alla scuola biblica e lavorava per mantenersi agli studi. Dopo la sua conversione, sia i suoi amici che la sua famiglia non gli credevano. Suo padre si vergognava di lui e non si fidava. Nel corso degli anni, la sua testimonianza continua ha portato alla conversione di molti membri della sua famiglia ma suo padre era ostinato. Qualche anno fa, suo padre si è ammalato ed era ormai molto avanti negli anni. Non gli restava molto da vivere, ma questo predicatore non si è fermato difronte ai molti no ricevuti fino a quel momento. Lui è andato da suo padre e gli ha predicato ancora una volta l’evangelo. Ormai alla fine della sua vita, suo padre, questa volta, finalmente, credette alla predicazione del figlio e si convertì. Pochi giorni dopo lasciò questo mondo per precedere suo figlio a casa del Padre.
Quando vediamo il disprezzo dei nostri amici e parenti, dobbiamo capire che è normale, che dobbiamo aspettarcelo.
Tuttavia non dobbiamo mai arrenderci, perché il Signore può lavorare nei cuori delle persone e prepararli all’evangelo.
Non sempre vedremo amici e parenti umiliarsi davanti a Dio, ma vale la pena insistere, anche solo perché uno di loro si converta.
2) La profezia di Isaia
La seconda cosa che voglio vedere con voi oggi è la profezia di Isaia citata da Gesù.
Noi troviamo questa profezia in Isaia 61:1-2.
Voglio farvi notare una cosa: Gesù non lesse tutta la profezia, ma si fermò all’anno di grazia.
Questo ci indica che Gesù ha adempiuto solo questa profezia, non quella successiva.
Più avanti nella Sua vita vedremo che Lui annuncerà il Suo ritorno futuro per adempiere altre profezie.
Quindi questo versetto è stato usato da Gesù per mostrarci che le profezie riguardanti il Messia parlavano di due venute del Signore, non di una sola.
Quindi Lui avrebbe operato per la grazia durante la prima venuta e per la vendetta durante la seconda, come leggiamo ad esempio nelle pagine di Apocalisse.
Questo inizia ad introdurci in un argomento un po’ più complesso, ma molto importante quando leggiamo la Bibbia.
C’è un detto che recita: Tutta la Scrittura è per noi, ma non è a noi.
In poche parole, dobbiamo imparare che la rivelazione biblica è progressiva, rivolta a diverse popolazioni nel corso dei secoli, in diversi modi.
Quando leggiamo la Bibbia dobbiamo sempre chiederci chi sono i destinatari di quel libro che stiamo leggendo e a quale epoca fa riferimento.
Infatti, in base ad alcuni avvenimenti storici, notiamo che Dio ha cambiato modo di agire nei confronti degli uomini.
Questi periodi sono spesso chiamati “dispensazioni”. Il nome non è importante, ma vedremo col tempo che il concetto, invece, lo è.
Per ora ricordiamoci di questa particolarità, cioè che Gesù ha posto una divisione tra le profezie che riguardavano la Sua prima venuta per portare la grazia e la Sua seconda venuta per la vendetta.
3) La meraviglia di chi ascoltava Gesù
Ora voglio vedere un’altra cosa, cioè un altro contrasto che Luca fa tra i nazareni e gli altri Galilei.
- 22 I nazareni si meravigliavano delle parole di Gesù, ma non credettero in Lui. La loro sorpresa era in qualche modo falsificata e bloccata dal fatto che pensavano di conoscerlo.
- 32 A Capernaum si meravigliavano delle parole di Gesù, non per “Chi” era Gesù, ma per “cosa diceva” Gesù.
Riconobbero un’autorità diversa rispetto ai farisei che insegnavano loro la Bibbia e le tradizioni giudaiche.
Gesù fu riconosciuto superiore a qualsiasi rabbino dell’epoca.
L’autorità di cui parla qui, comunque, non deriva da un atteggiamento forte di Gesù, ma dalle parole stesse della Scrittura, che Gesù insegnava in maniera piena, autorevole e senza il compromesso della tradizione.
Come vedremo più avanti, Gesù rimproverava questi presunti maestri di creare dei dubbi e delle eccezioni alla Scrittura, mentre Lui dava piena autorità alla Scrittura perché essa, non la tradizione, è parola di Dio.
Questo è anche quello che vediamo nel mondo.
Molte religioni creano eccezioni e dubbi sulla Bibbia per imporre la loro interpretazione o la loro tradizione al di sopra della Bibbia stessa (ad es. Cattolici, Testimoni di Geova, ecc.).
Ciò che fa la differenza quando predichiamo l’evangelo alle persone è proprio quando vedono in noi la piena convinzione che ciò che predichiamo è parola di Dio.
4) L’ira omicida dei nazareni
L’ultima cosa che voglio vedere con voi oggi riguarda il fatto che, quando Gesù mise in mostra questa loro incredulità, i nazareni reagirono in maniera drastica e malvagia.
Gesù, infatti, porta l’esempio di due stranieri, la vedova di Sarepta e Naaman il Siro, per mostrare loro che, mentre gli Israeliti rifiutavano la predicazione di Elia ed Eliseo, gli stranieri l’accoglievano e Dio si rivolgeva a loro piuttosto che agli Israeliti.
Quindi Gesù li stava da una parte rimproverando per la loro incredulità e dall’altra stava dichiarando loro che si sarebbe rivolto agli stranieri.
All’udire queste parole i nazareni si adirarono talmente tanto che cercarono di uccidere Gesù con un linciaggio.
L’odio è una cosa molto grave e pericolosa. Queste persone conoscevano Gesù e sapevano che non era un peccatore come loro. Avevano visto la Sua vita impeccabile e sentito le Sue parole da Figlio di Dio. Avevano tutti gli elementi per sapere di Chi si trattasse e non avevano nessun motivo per odiarlo. Gesù non aveva fatto torto o peccato contro nessuno di loro. Ciononostante cercarono di ucciderlo.
Questo ci porta a due cose:
2 Timoteo 3:12
1 Giovanni 4:20
Questi brani ci insegnano che quando siamo fedeli a Dio potremmo attirarci l’odio delle persone intorno a noi.
Sembra assurdo, ma ricordate che la nostra vita, se vissuta in maniera santa, mette in evidenza la malvagità delle persone intorno a noi.
Molte volte, quando parliamo con le persone, loro ci dicono che non hanno mai fatto niente di male, ma quando si confrontano con noi, la luce che risplende attraverso di noi mette in evidenza le loro brutture, i loro peccati, e molti non sono in grado di sopportarlo.
Mentre da una parte vedremo una minoranza cercare Dio attraverso di noi, la maggioranza cercherà di soffocare la presenza di Dio in noi.
Laddove non riusciranno a trascinarci a vivere come loro, dovranno soffocare il problema in un altro modo, cioè attraverso la persecuzione.
Non sorprendiamoci, quindi, che il mondo ci odi.
D’altra parte, l’odio è reputato grave e pari all’omicidio.
Gesù disse, come vedremo più avanti nelle domeniche, che il desiderio nel cuore è pari all’atto stesso. Anche in questo caso, l’odio, anche quando non sfocia nell’omicidio, è di per sé stesso un atto di omicidio nel segreto del nostro cuore.
Ecco perché l’odio è un grave peccato e noi come cristiani siamo chiamati ad amare perfino i nostri nemici.
Dobbiamo bandire l’odio verso le persone nella nostra vita. Non significa non essere in grado di odiare, ma una cosa è odiare il peccato, un’altra è odiare il peccatore.
Dio ha tanto amato i peccatori, noi compresi, ed odiato il peccato che ha sacrificato il Suo stesso Figlio per salvare noi e distruggere il peccato.
Noi dobbiamo imparare a fare una differenza tra peccato e peccatore. Non dobbiamo odiare nessuno, soprattutto i fratelli e le sorelle nella fede.
Conclusione
Il nostro brano si conclude con Gesù che lascia Nazaret e si trasferisce a Capernaum, che diventerà la Sua nuova casa, ma questo lo vedremo la prossima volta.
Oggi dobbiamo far tesoro delle cose che abbiamo imparato questa mattina. Gli uomini odiano Dio ed odieranno noi quando vedranno Dio attraverso di noi, soprattutto le persone che ci sono più vicine. Noi dobbiamo essere fedeli a Dio e non rispondere all’odio con l’odio, ma con l’amore. Andremo incontro a persecuzioni e al disprezzo delle persone a noi care, ma ricordati questo: anche se questo significasse la salvezza di uno solo di loro, ne sarà valsa la pena! Noi siamo scampati all’inferno ed eravamo malvagi e senza speranza come loro. Adesso tocca a noi fare la nostra parte affinché anche loro possano sfuggire alla condanna dell’inferno. Non sarà facile, ma, anche se Gesù sapeva che avrebbero cercato di ucciderlo, non si tirò indietro dal predicare la salvezza anche a quelli che credevano di conoscerlo meglio di chiunque altro.
Non ti arrendere, perché tu puoi fare la differenza nella loro vita tra il paradiso e l’inferno.

