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La Cena del Signore

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  • Ultima modifica dell'articolo:19 Dicembre 2023
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La Cena del Signore

29/10/2023

1 Corinzi 11:23-32



Ogni denominazione cristiana ha una versione della Cena del Signore, ma quello che voglio vedere con voi oggi è:

  1. Perché celebriamo la Cena del Signore.

  2. Con cosa bisogna celebrare la Cena del Signore.

  3. Chi partecipa alla cena del Signore.

  4. Doveri e responsabilità nell’accostarsi ai simboli.

Poiché io ho ricevuto dal Signore ciò che vi ho anche trasmesso: che il Signore Gesù, nella notte in cui fu tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Prendete, mangiate; questo è il mio corpo che è spezzato per voi; fate questo in memoria di me». Parimenti, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo ogni volta che ne bevete in memoria di me». Poiché ogni volta che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore, finché egli venga. Perciò chiunque mangia di questo pane o beve del calice del Signore indegnamente, sarà colpevole del corpo e del sangue del Signore. Ora ognuno esamini se stesso, e così mangi del pane e beva del calice, poiché chi ne mangia e beve indegnamente, mangia e beve un giudizio contro se stesso, non discernendo il corpo del Signore. Per questa ragione fra voi vi sono molti infermi e malati, e molti muoiono. Perché se esaminassimo noi stessi, non saremmo giudicati. Ma quando siamo giudicati, siamo corretti dal Signore, affinché non siamo condannati col mondo.

1 Corinzi 11:23-32

1) Perché celebriamo la Cena del Signore

Perché dovrebbe essere importante ancora oggi celebrare la Cena del Signore? In questo passo notiamo alcune cose interessanti. La prima cosa è che Paolo aveva “trasmesso” ciò che aveva prima “ricevuto”. Paolo non era presente quando Gesù celebrò la Pasqua con i Suoi discepoli e istituì questo ordinamento. Questo significa che Paolo stesso lo aveva imparato dai discepoli e aveva imparato che questo comandamento del Signore doveva essere ubbidito e trasmesso anche agli altri. Cosa significa la parola “ordinamento” che ho appena usato? Significa semplicemente un comandamento a cui ubbidire, una legge del Signore stesso. La Bibbia ci parla solo di due ordinamenti, cioè il Battesimo e la Cena del Signore. È importante che questi non siano confusi con i “sacramenti”; infatti il sacramento, a differenza dell’ordinamento, non è un semplice atto di ubbidienza, ma qualcosa di indispensabile per la salvezza dell’individuo. Per intenderci, una persona che non celebri i sacramenti o non li celebri con la dovuta frequenza, non riceve la grazia di Dio e quindi non può essere salvato. Benché entrambi gli ordinamenti ci parlano dell’opera di Cristo, nessuno di questi, né altri atti, sono mai legati alla salvezza dell’anima; sono un semplice atto di ubbidienza. Tuttavia questi comandamenti si distinguono dagli altri perché raffigurano qualcosa ed hanno una ragione specifica; per questo li chiamiamo ordinamenti (Or vi lodo, fratelli, perché vi ricordate di tutte le cose che provengono da me, e perché ritenete gli ordinamenti, come ve li ho trasmessi. 1 Corinzi 11:2). Più avanti vedremo in dettaglio cosa simboleggiano il pane ed il vino, ma è importante notare che Paolo, al v. 26, dice che ogni volta che celebriamo la Cena del Signore annunciamo la morte del Signore “finché egli venga”. Cosa significa? Significa che, quando celebriamo questo ordinamento, stiamo dichiarando che Gesù è morto sulla croce per noi, versando il Suo sangue per lavarci dai peccati. Stiamo quindi parlando del fatto che noi siamo partecipi di quella morte, che siamo morti con Lui, perché meritavamo quella morte. Qui Paolo ci parla anche del ritorno del Signore per farci capire che dobbiamo comunque ricordarci che Gesù è risorto e tornerà, e che nel frattempo siamo tenuti a celebrare questa morte al nostro posto attraverso questi simboli. Qual è dunque il messaggio che vogliamo dare al mondo attraverso questi simboli? Innanzitutto che ora non siamo più nel vecchio patto, o Antico Testamento, ma nel nuovo patto, cioè il Nuovo Testamento. Ora le cose sono diverse. Non dobbiamo più seguire tutti quei precetti che erano stati dati a Mosè, perché quelli servivano solo a portarci a Cristo, cioè puntavano a Cristo, ma ora che Cristo è venuto questi precetti hanno smesso la loro funzione.

Così la legge è stata nostro precettore per portarci a Cristo, affinché fossimo giustificati per mezzo della fede. Ma, venuta la fede, non siamo più sotto un precettore, perché voi tutti siete figli di Dio per mezzo della fede in Cristo Gesù. Poiché voi tutti che siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. Non c’è né Giudeo né Greco, non c’è né schiavo né libero, non c’è né maschio né femmina, perché tutti siete uno in Cristo Gesù. Ora, se siete di Cristo, siete dunque progenie d’Abrahamo ed eredi secondo la promessa.

Galati 3:24-29

Questo significa anche che non c’è più distinzione tra Giudei e non Giudei (Gentili), perché noi siamo ammessi nel patto non per la nostra discendenza, ma per la nostra fede. Quindi la Cena del Signore dichiara che siamo sotto un nuovo patto, ma non solo questo. Come dicevo prima, noi dichiariamo che siamo noi quelli che meritavano la croce e che in qualche modo siamo stati resi partecipi di quella morte.

Io sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e quella vita che ora vivo nella carne, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me.

Galati 2:20

Cosa significa dunque che siamo morti sulla croce? Da una parte significa che siamo nuove creature, che la vecchia creatura è morta sulla croce con Cristo. Non siamo più quelli di prima, dominati dal peccato e separati da Dio, ma siamo diventati figli di Dio! Perché dico che morendo su quella croce è morto al posto nostro?

Poiché egli ha fatto essere peccato per noi colui che non ha conosciuto peccato, affinché noi potessimo diventare giustizia di Dio in lui.

2 Corinzi 5:21

Lui ha preso i miei peccati e li ha portati sulla croce, e poi ha preso la Sua giustizia e me l’ha messa addosso, come se fosse un abito o una coperta. La giustizia ci viene attribuita, non riconosciuta; cosa voglio dire? Che siamo dichiarati giusti non perché dimostriamo di esserlo, ma perché la giustizia di Gesù viene messa sul nostro conto, mentre i nostri peccati sul Suo conto.

Ora a colui che opera, la ricompensa non è considerata come grazia, ma come debito; invece colui che non opera, ma crede in colui che giustifica l’empio, la sua fede gli è imputata come giustizia.

Romani 4:4-5

Questo è ciò che rende sicura la nostra salvezza, cioè il fatto che non dipende da noi ma da Gesù!

Dopo aver detto: «Tu non hai voluto e non hai gradito né sacrificio né offerta né olocausti né sacrifici per il peccato, che sono offerti secondo la legge», egli aggiunge: «Ecco, io vengo per fare, o Dio, la tua volontà». Egli toglie il primo, per stabilire il secondo. Per mezzo di questa volontà, noi siamo santificati mediante l’offerta del corpo di Gesù Cristo, fatta una volta per sempre. […] Con un’unica offerta, infatti, egli ha reso perfetti per sempre coloro che sono santificati.

Ebrei 10:8-10,14

Perché, dunque, celebriamo la Cena del Signore? Lo facciamo per dichiarare che siamo stati salvati da Lui, che siamo nuove creature, che siamo salvi per i meriti di Cristo, non per i nostri, senza alcuna opera da parte nostra. Questo cosa significa? Significa che partecipare ai simboli significa dichiarare di essere salvato per opera di Cristo. Quindi i simboli sono per i credenti, non per chiunque. Vi faccio notare una piccola cosa. Matteo, Marco e Luca ci dicono che Gesù, dopo aver annunciato il traditore, cioè Giuda, istituì la cena. Poi incontriamo Giuda con i soldati che erano andati a prendere Gesù, ma non ci dicono quando Giuda fosse andato via. Giovanni, invece, non ci parla dell’istituzione della cena, ma ci dice che subito dopo aver annunciato il tradimento di Giuda, mandò via Giuda e solo dopo parlò apertamente con i discepoli per dare loro le ultime istruzioni. Quindi Gesù non incluse giuda nell’ordinamento della Cena del Signore.

Perciò chiunque mangia di questo pane o beve del calice del Signore indegnamente, sarà colpevole del corpo e del sangue del Signore. Ora ognuno esamini se stesso, e così mangi del pane e beva del calice, poiché chi ne mangia e beve indegnamente, mangia e beve un giudizio contro se stesso, non discernendo il corpo del Signore. Per questa ragione fra voi vi sono molti infermi e malati, e molti muoiono. Perché se esaminassimo noi stessi, non saremmo giudicati. Ma quando siamo giudicati, siamo corretti dal Signore, affinché non siamo condannati col mondo.

1 Corinzi 11:27-32

Prima che passiamo i simboli, quindi, ti invito ad esaminare te stesso e metterti alla prova:

  1. Se tu oggi morissi, saresti sicuro di andare in paradiso?

  2. Se credi di essere salvato e di andare in paradiso, in base a cosa lo credi? Perché sei una brava persona? Perché sei religioso? Perché oggi ti senti felice? Oppure perché Gesù ha pagato con il Suo sangue per i tuoi peccati e ti ha rivestito della Sua giustizia perché hai creduto in Lui, nella Sua morte e nella Sua resurrezione, per essere salvato, senza nessuna opera da parte tua?

Se la tua risposta è diversa da quest’ultima ragione, in virtù di quello che abbiamo letto poco fa, ti chiedo di astenerti dai simboli fino a quando non ti sarai riconciliato con il tuo Creatore, perché testimonieresti contro te stesso che Cristo è morto per te, ma tu non hai ancora arreso la tua vita a Lui. Non c’è ragione per cui tu non possa farlo adesso. Ora è il momento di riconciliarti con il tuo Creatore.

2) Con cosa bisogna celebrare la Cena del Signore

Prima di passare i simboli, dobbiamo anche spiegare cosa bisogna usare per la Cena del Signore. Paolo qui ci parla di pane e vino, senza specificare molto riguardo a che tipo di pane e di vino dovesse essere usato. Questo ha portato diverse persone a pensare che ciò non fosse importante e quindi celebrano la cena del Signore con un pane qualsiasi ed un vino comprato al supermercato. Ho sentito addirittura di persone che pensano che, dato che si tratta di simboli, l’importante è il gesto, non i simboli stessi, e quindi usano cracker, patatine o nachos al posto del pane e coca-cola o qualche altra bevanda come vino. Da una parte è vero che questi siano solo simboli. Nel momento in cui Gesù spezzò il pane e versò il vino non era ancora andato in croce ed era fisicamente lì, quindi, come tante volte ha fatto, parlava in maniera figurata. Ad esempio, quando disse di essere “la porta”, non si trasformò in una porta. Tuttavia Paolo rimproverò i Corinzi proprio perché non tenevano in giusta considerazione la Cena del Signore: Quando dunque vi riunite insieme, quello che fate non è mangiare la cena del Signore, […] poiché chi ne mangia e beve indegnamente, mangia e beve un giudizio contro se stesso, non discernendo il corpo del Signore. 1 Corinzi 11:20,29. Per Dio questa è una cosa seria e ciò inizia proprio dai simboli stessi. Durante la Pasqua, quando Cristo istituì questo ordinamento, secondo la legge di Mosè (non secondo la tradizione ebraica), ogni traccia di lievito doveva essere rimossa. Niente doveva essere lievitato. Il lievito era una contaminazione che raffigurava il peccato (Il vostro vanto non è buono. Non sapete che un po’ di lievito fa fermentare tutta la pasta? Togliete via dunque il vecchio lievito, affinché siate una nuova pasta, come ben siete senza lievito; la nostra pasqua infatti, cioè Cristo, è stata immolata per noi. Celebriamo perciò la festa non con vecchio lievito, né con lievito di malvagità e di malizia, ma con azzimi di sincerità e di verità. 1 Corinzi 5:6-8). Questo pane, quindi, era pane azzimo, perché durante la Pasqua era l’unico pane che gli ebrei avevano in casa e raffigurava il corpo senza peccato di Cristo, offerto per noi.

Questo è il motivo per cui noi usiamo il pane azzimo per la Cena del Signore. Noi vogliamo onorare Gesù e per farlo vogliamo anche rispettare il fatto che il pane raffiguri il Suo corpo senza peccato. Più complesso è il discorso che riguarda il vino. Infatti molti ammettono che bisognerebbe usare il pane azzimo per la Cena del Signore (anche se poi usano il pane lievitato), ma insistono che il vino sia vino fermentato, vino alcolico. Ora, io non sono al posto di Dio per dirvi cosa mangiare e cosa bere a casa vostra, ma la scelta individuale riguardo al bere alcolici non ha niente a che fare con la Cena del Signore. Infatti non credo affatto che sia una questione di scelta. Sempre costoro dicono che il fatto che i Corinzi si ubriacassero è dimostrazione che il vino alcolico fosse usato per la Cena del Signore nelle chiese del Primo Secolo. Ciò che questo dimostra è solo che i Corinzi lo usavano e, viste le molteplici cose sbagliate che facevano, non è saggio trarre una dottrina dal loro comportamento, anzi piuttosto staremmo più al sicuro a praticare tutto il contrario di quello che facevano costoro. Ora, bisogna entrare nel tecnico e dire che il vino, per fermentare, ha bisogno di lievito. Il vino alcolico, non è altro che spremuta d’uva lievitata. La parola vino, inoltre, non necessariamente indica il vino alcolico (ad esempio il vino cotto non è fermentato). Inoltre vi sfido a trovare la parola “vino” in qualcuno dei racconti della Cena del Signore. L’unico riferimento che si fa al contenuto del calice è “frutto della vite”. L’obiezione è che all’epoca non ci sarebbe stato modo di far durare o produrre succo d’uva a Pasqua, ma da una parte questo non è vero, perché esistono testimonianze storiche che dimostrano che erano perfettamente in grado di conservare il succo d’uva senza fermentarlo, e dall’altra non è vero perché esiste un sistema che gli ebrei usavano (ed alcuni ancora usano) di produrre vino analcolico dall’uvetta (uva essiccata). Alcuni ancora obiettano che il lievito che provoca la fermentazione è diverso dal lievito del pane, ma ancora una volta questo non è corretto. Inoltre non sarebbe neanche coerente con ciò che vediamo succedere dopo. Durante la cena pasquale si beveva molto di questo vino, ma non solo Gesù è rimasto lucido tutto il tempo, ha anche pregato al Padre subito dopo la cena e quando stava andando alla croce gli offersero del vino per aiutarlo a sopportare il dolore e Lui lo rifiutò (Gli diedero da bere del vino mescolato con mirra, ma egli non lo prese. Marco 15:23). Questo, unito alla proibizione di bere qualsiasi bevanda alcolica per i sacerdoti durante le loro funzioni sacerdotali (e Gesù stava offrendo Sé stesso come sacrificio in funzione di Sommo Sacerdote) ci fa capire che era impossibile che Cristo avesse usato vino alcolico per la Cena.

«Non bevete vino né bevande inebrianti, né tu né i tuoi figli, quando entrerete nella tenda di convegno, affinché non abbiate a morire; sarà una legge perpetua per tutte le vostre generazioni, perché possiate distinguere tra il santo e il profano, tra l’impuro e il puro, e possiate insegnare ai figli d’Israele tutte le leggi, che l’Eterno ha dato loro per mezzo di Mosè».

Levitico 10:9-11

Infine, come abbiamo detto questi simboli raffigurano Gesù e il sangue di Gesù era puro, senza nessuna traccia di peccato, quindi il vino doveva essere puro, senza traccia di lievito (alcool).

3) Chi partecipa alla Cena del Signore

Dopo aver detto queste cose è importante vedere chi deve partecipare alla Cena del Signore. Paolo mette in guardia, come abbiamo letto, dal partecipare “indegnamente” alla cena del Signore. Per poter partecipare, dunque, bisogna esaminare sé stessi per vedere se si è degni e poi partecipare. Cosa serve per essere degni? Innanzitutto, come abbiamo detto, devi chiederti: Ho partecipato alla morte del Signore per essere stato reso degno di partecipare al memoriale della morte del Signore? In poche parole, sei morto con Cristo? Sei una nuova creatura? Qual è il tuo rapporto con il Signore e la Sua opera? Questo è il primo elemento che viene richiesto perché una persona sia degna di partecipare alla Cena del Signore. La seconda condizione è: Com’è la mia vita cristiana? C’è qualcosa per cui dovrei essere corretto dal Signore?

Perciò chiunque mangia di questo pane o beve del calice del Signore indegnamente, sarà colpevole del corpo e del sangue del Signore. Ora ognuno esamini se stesso, e così mangi del pane e beva del calice, poiché chi ne mangia e beve indegnamente, mangia e beve un giudizio contro se stesso, non discernendo il corpo del Signore. Per questa ragione fra voi vi sono molti infermi e malati, e molti muoiono. Perché se esaminassimo noi stessi, non saremmo giudicati. Ma quando siamo giudicati, siamo corretti dal Signore, affinché non siamo condannati col mondo.

1 Corinzi 11:27-32

Se oggi non sei ancora pronto a partecipare alla Cena del Signore, perché c’è un peccato non confessato, oppure sei mancante nei confronti del Signore perché non hai ancora fatto qualcosa che dovresti fare, ora è il momento di mettere a posto ogni cosa con il Signore e così essere pronti a partecipare ai simboli.

Or questo è il messaggio che abbiamo udito da lui, e che vi annunziamo: Dio è luce e in lui non vi è tenebra alcuna. Se diciamo di avere comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, noi mentiamo e non mettiamo in pratica la verità; ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, abbiamo comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù Cristo, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato.
Confessione dei peccati e perdono in Cristo
Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. Se diciamo di non aver peccato, lo facciamo bugiardo e la sua parola non è in noi.

1 Giovanni 1:5-10

C’è tuttavia un atto di ubbidienza che deve precedere la Cena del Signore. Abbiamo detto che il Signore ha istituito due ordinamenti, cioè il Battesimo e la Cena del Signore. Tutte le persone che parteciparono alla Cena del Signore erano battezzati. Come abbiamo detto, il battesimo è un atto di ubbidienza e se ancora non abbiamo ubbidito a questo comandamento del Signore, siamo sotto la disubbidienza e prendendo il pane ed il vino ci esponiamo alla Sua correzione. Per battesimo intendo il battesimo biblico, cioè il battesimo per immersione dopo aver creduto ed essere quindi stati salvati per grazia mediante la fede. Personalmente credo anche che il battesimo debba essere amministrato da persone che predicano questo tipo di evangelo e in risposta alla fede, non per altre ragioni, come ricevere lo Spirito Santo, perché non questa persona non sarebbe qualificata ad amministrare il battesimo.

4) Doveri e responsabilità nell’accostarsi ai simboli

Tirando le somme su quello che abbiamo detto fin qui, ora ci prepareremo a celebrare il memoriale della Cena del Signore e per farlo voglio fare appello alle parole di Paolo: “Ora ognuno esamini sé stesso”. Ora ti chiedo, prima di tutto, hai creduto all’evangelo? Sei nato di nuovo? Se oggi morissi, saresti sicuro di andare in cielo al 100% grazie a Cristo e a Lui solo? Se non è così, parlane con Dio in preghiera. La Bibbia dice: “Perciò, come dice lo Spirito Santo: «Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori…» (Ebrei 3:7-8). Se sei credente, ma non sei sicuro del tuo battesimo, oppure non sei ancora battezzato, dopo il culto vieni da me e ne parliamo. Ricorda che senza il battesimo biblico c’è qualcosa che devi ancora sistemare nella tua vita, non per la salvezza, ma per ubbidienza al Signore che ti ha salvato. Partecipare ai simboli in uno stato di disubbidienza ti esporrebbe alla correzione di Dio. Infine, ricorda ciò che ha detto Paolo: «io sono stato crocifisso con Cristo». Puoi dire lo stesso? Se così non è, ora è il momento di metterti in regola con Dio. Se ci sono peccati nella tua vita, confessali a Lui e, come dice la Bibbia, Lui ti perdonerà in virtù del sangue del Signore. Ora che sei pronto, puoi ubbidire al comandamento. Come abbiamo letto: “Così ognuno esamini sé stesso, e così mangi del pane e beva del calice”.

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