«Dovete Nascere di Nuovo»

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  • Ultima modifica dell'articolo:23 Settembre 2025
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«Dovete Nascere di Nuovo»

11/02/2024

Giovanni 3:1-21

La scorsa volta abbiamo parlato dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme e del fatto che Lui si trattenne lì alcuni giorni.

Riguardo a questi giorni Giovanni ci dice che ci furono persone che credettero il Lui a causa dei segni, ma la loro fede non era genuina.

Durante quei giorni, però, Gesù fece un incontro particolare.

Non compì miracoli, ma parlò a tu per tu con una persona molto influente di nome Nicodemo.

1 Or c’era fra i farisei un uomo di nome Nicodemo, un capo dei Giudei. 2 Questi venne a Gesù di notte e gli disse: «Maestro, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio, perché nessuno può fare i segni che tu fai, se Dio non è con lui». 3 Gesù gli rispose e disse: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio». 4 Nicodemo gli disse: «Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?». 5 Gesù rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio. 6 Ciò che è nato dalla carne è carne; ma ciò che è nato dallo Spirito è spirito. 7 Non meravigliarti se ti ho detto: “Dovete nascere di nuovo”. 8 Il vento soffia dove vuole e tu ne odi il suono, ma non sai da dove viene né dove va; così è per chiunque è nato dallo Spirito». 9 Nicodemo, rispondendo, gli disse: «Come possono accadere queste cose?». 10 Gesù rispose e gli disse: «Tu sei il dottore d’Israele e non sai queste cose? 11 In verità, in verità ti dico che noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo visto, ma voi non accettate la nostra testimonianza. 12 Se vi ho parlato di cose terrene e non credete, come crederete se vi parlo di cose celesti? 13 Or nessuno è salito in cielo, se non colui che è disceso dal cielo, cioè il Figlio dell’uomo che è nel cielo. 14 E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figlio dell’uomo sia innalzato, 15 affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. 16 Poiché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. 17 Dio infatti non ha mandato il proprio Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma affinché il mondo sia salvato per mezzo di lui. 18 Chi crede in lui non è condannato, ma chi non crede è già condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. 19 Ora il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo e gli uomini hanno amato le tenebre più che la luce, perché le loro opere erano malvagie. 20 Infatti chiunque fa cose malvagie odia la luce e non viene alla luce, affinché le sue opere non siano riprovate; 21 ma chi pratica la verità viene alla luce, affinché le sue opere siano manifestate, perché sono fatte in Dio».

Giovanni 3:1-21

1)   Chi era Nicodemo

Non possiamo iniziare ad esaminare il brano senza prima conoscere uno dei protagonisti, cioè Nicodemo.

La prima cosa che dobbiamo chiederci è: Chi era Nicodemo?

Di lui abbiamo alcune informazioni dall’apostolo Giovanni.

Abbiamo letto al versetto 1 che era un Fariseo e un capo del popolo.

In Giovanni 7:45-53 (45 Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei, e questi dissero loro: «Perché non l’avete portato?». 46 Le guardie risposero: «Nessun uomo ha mai parlato come costui». 47 Perciò i farisei risposero loro: «Siete stati sedotti anche voi? 48 Ha qualcuno dei capi o dei farisei creduto in lui? 49 Ma questa plebaglia, che non conosce la legge, è maledetta». 50 Nicodemo, uno di loro, colui che era andato da Gesù di notte, disse loro: 51 «La nostra legge condanna forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che egli ha fatto?». 52 Essi risposero e gli dissero: «Sei forse anche tu Galileo? Ricerca le Scritture e vedrai che dalla Galilea non sorse mai alcun profeta». 53 E ciascuno se ne tornò a casa sua.) vediamo Nicodemo in compagnia dei sacerdoti e dei capi del popolo, quindi era una persona influente ed era presente agli eventi importanti, quando si riunivano i capi e i sacerdoti.

In Giovanni 19:38-40 (38 Dopo queste cose, Giuseppe d’Arimatea che era discepolo di Gesù, ma di nascosto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di poter prendere il corpo di Gesù; e Pilato glielo permise. Egli dunque venne e prese il corpo di Gesù. 39 Or venne anche Nicodemo, che in precedenza era andato di notte da Gesù, portando una mistura di mirra e di aloe di circa cento libbre. 40 Essi dunque presero il corpo di Gesù e lo avvolsero in panni di lino con gli aromi, secondo il costume di sepoltura in uso presso i Giudei.) vediamo che Nicodemo accompagna Giuseppe di Arimatea a prendere il corpo di Gesù e celebra la cerimonia funebre tradizionale per Gesù.

In poche parole, Nicodemo era un fariseo, che erano coloro che credevano a tutto l’antico testamento e alle cose spirituali, che si opponevano ai sadducei che invece credevano solo ai primi cinque libri della Bibbia (Pentateuco di Mosè) e non credevano alle cose spirituali (vita oltre la morte, spiriti, resurrezione, ecc.).

Inoltre Nicodemo era un membro del Sinedrio, che era il tribunale giudaico preposto a giudicare cause importanti e condurre gli affari importanti del popolo giudaico.

Erano ammessi al Sinedrio solo 71 tra i membri più influenti e rispettati del popolo.

Per fare un paragone attuale, Nicodemo era come un cardinale cattolico di oggi.

In questo caso notiamo due cose di Nicodemo.

La prima era che si recò da Gesù di notte. Forse lo fece per non essere riconosciuto dagli altri, ma in questo modo ebbe un incontro personale con Gesù, senza né gli sguardi dei suoi pari, né il fracasso e le richieste della folla.

La seconda cosa che notiamo è che lui aveva notato che Gesù era in grado di compiere miracoli, quindi non era un uomo comune, e riconobbe che era stato mandato da Dio.

Forse Nicodemo voleva parlare dei miracoli, o forse voleva capire chi era veramente Gesù, ma Gesù non intrattenne una conversazione teologica con lui.

Ciò che stava a cuore a Gesù era la salvezza di Nicodemo ed è proprio a quello che punta quando tronca la conversazione per parlargli di qualcosa di importante per ogni uomo.

2)   La Nuova Nascita

Gesù ha sempre soppesato le Sue parole ed ogni cosa da Lui detta è di estrema importanza.

Qui vediamo che per Lui non era importante fare discorsi teologici e dottrinali, ma dire a Nicodemo come essere salvato.

Una lezione importante che dobbiamo imparare da Gesù, da questo brano, è che, per quanto possa piacerci parlare di cose spirituali con i non credenti per cercare di dimostrargli la verità, la cosa importante non è che loro imparino cose nuove o correggano le loro convinzioni sbagliate, ma che capiscano come essere salvati.

Faccio un esempio pratico. I testimoni di Geova sono soliti suonare ai campanelli e cercare di parlare delle loro dottrine a tutti, nel tentativo di convincerli a diventare Testimoni di Geova. In passato ho avuto diverse conversazioni con loro, ma col tempo ho notato che spesso finivano in un vicolo cieco. Allora ho iniziato a puntare al messaggio di salvezza e, quando mi capita di parlare con loro, tutto ciò che mi preme è predicargli come essere salvati. In questo modo non solo non ci sono più discussioni accese che conducono a vicoli ciechi, ma alla fine loro vanno via responsabilizzati e spesso visibilmente convinti della verità. Questo li pone davanti ad una scelta personale e può portarli alla salvezza, mentre l’altro metodo portava solo a conversazioni interessanti, ma nessuno dei due riceveva qualcosa dall’altro.

Gesù, quindi, punta al cuore.

Giovanni ci aveva già parlato della nuova nascita pochi capitoli prima: 11 Egli è venuto in casa sua, e i suoi non lo hanno ricevuto, 12 ma a tutti coloro che lo hanno ricevuto, egli ha dato l’autorità di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, 13 i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà di uomo, ma sono nati da Dio Giovanni 1:11-13.

La nuova nascita, quindi, ci viene presentata come qualcosa compiuta dallo Spirito Santo in risposta alla fede in Cristo, non una scelta o un’esperienza umana.

Ciò che Giovanni dice è che non si è salvati per il fatto di avere genitori credenti (non siamo cristiani perché i nostri genitori sono cristiani), né lo siamo per i nostri sforzi personali, né per un qualche rito umano. Siamo salvati perché nasciamo da Dio per opera dello Spirito Santo.

Qui Gesù dice lo stesso a Nicodemo, facendogli capire che noi tutti abbiamo bisogno di due nascite: quella di acqua, attraverso il parto, e quella di Spirito, per opera dello Spirito Santo.

Al versetto 8 vediamo che Gesù spiega questa nuova nascita come qualcosa di spirituale, invisibile agli occhi, ma che si nota dagli effetti.

In poche parole, quando nasciamo di nuovo esteriormente siamo identici, non c’è nessuna differenza rispetto a prima. Ciò che cambia è l’interiore e lo si vede dagli effetti che la nuova nascita ha sulle nostre vite.

Una persona nata di nuovo, quindi, non presenta caratteristiche fisiche diverse, ma la sua vita dimostra che è una nuova creatura, una persona diversa da prima.

Giovanni altrove lo spiega così: 1 Vedete quale amore il Padre ha profuso su di noi, facendoci chiamare figli di Dio. La ragione per cui il mondo non ci conosce è perché non ha conosciuto lui. 2 Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è ancora stato manifestato ciò che saremo; sappiamo però che quando egli sarà manifestato, saremo simili a lui, perché lo vedremo come egli è. 3 E chiunque ha questa speranza in lui, purifichi se stesso, come egli è puro. 4 Chiunque commette il peccato, commette pure una violazione della legge; e il peccato è violazione della legge. 5 E voi sapete che egli è stato manifestato per togliere via i nostri peccati; e in lui non vi è peccato. 6 Chiunque dimora in lui non pecca; chiunque pecca non l’ha visto né l’ha conosciuto. 7 Figlioletti, nessuno vi seduca: chi pratica la giustizia è giusto, come egli è giusto. 8 Chiunque commette il peccato è dal diavolo, perché il diavolo pecca dal principio; per questo è stato manifestato il Figlio di Dio: per distruggere le opere del diavolo. 9 Chiunque è nato da Dio non commette peccato, perché il seme di Dio dimora in lui e non può peccare perché è nato da Dio. 10 Da questo si riconoscono i figli di Dio e i figli del diavolo: chiunque non pratica la giustizia non è da Dio, e neppure lo è chi non ama il proprio fratello. 11 Poiché questo è l’annunzio che avete udito dal principio: che ci amiamo gli uni gli altri, 1 Giovanni 3:1-11.

Ciò che cambia, quindi, è la natura della persona stessa, che non è più mossa dal peccato e non è più a suo agio nel peccato, ma lo è nel praticare la giustizia.

Paolo dice anche questo: Io sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e quella vita che ora vivo nella carne, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me Galati 2:20; Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, tutte le cose sono diventate nuove 2 Corinzi 5:17; In Cristo Gesù, infatti, né la circoncisione né l’incirconcisione hanno alcun valore, ma l’essere una nuova creatura Galati 6:15.

La nuova nascita, quindi, è come morire sulla croce con Cristo e rinascere a nuova vita, una vita diversa, e questo, secondo Cristo e gli apostoli, è qualcosa di indispensabile per la salvezza: v. 3.

3)   Come avvengono queste cose

Nicodemo, davanti a queste affermazioni di Gesù, chiede: v. 9.

A questa domanda Gesù risponde con un rimprovero, perché Nicodemo conosceva bene l’Antico Testamento, che era la Bibbia di allora, ed aveva ascoltato Gesù durante quei giorni (lo prova il fatto che sia andato da Lui per parlargli, perché aveva riconosciuto che veniva da Dio).

Da una parte vediamo che Nicodemo parla al plurale, testimoniando che il Sinedrio fin dal principio aveva riconosciuto che Gesù venisse da Dio e ciononostante avevano deciso, dopo tre anni, di tradirlo e consegnarlo a Pilato perché fosse crocifisso.

Dall’altra vediamo che Gesù non fa riferimento a qualche oscura Scrittura, come ho sentito dire da molti predicatori, perché nei versetti successivi (11-12) fa riferimento alle parole da Lui dette durante quei giorni, non a qualche profeta.

Dopo di questo, Gesù inizia a spiegare usando l’esempio del serpente di rame fatto da Mosè.

Senza leggere il brano (Numeri 21), diamo il contesto. Il popolo si era ribellato, mormorando contro Dio e disprezzando ciò che Dio aveva fatto per loro.

Per questo motivo, Dio mandò contro di loro dei serpenti velenosi per punirli della loro ingratitudine. Quando Mosè intercedette per il popolo, Dio gli diede istruzione di fare un serpente di rame della forma di quei serpenti e innalzarlo su di un palo. Chi avesse guardato il serpente, dopo essere stato morso da un serpente velenoso, non sarebbe morto.

Gesù dice che questo raffigurava il Suo sacrificio. Anche Lui sarebbe diventato della forma di ciò che causava morte, cioè peccato, per essere innalzato, nel Suo caso su di una croce, affinché chiunque avesse creduto in Lui, così come chi avesse guardato il serpente, avrebbe avuto la vita eterna.

Paolo dice queste parole: Poiché egli ha fatto essere peccato per noi colui che non ha conosciuto peccato, affinché noi potessimo diventare giustizia di Dio in lui 2 Corinzi 5:21.

4)   Le tre rivelazioni di Gesù

In questo brano Gesù ci rivela anche tre cose importanti.

La prima cosa è che il requisito per avere la vita eterna è credere in Lui.

Come abbiamo detto prima, Giovanni dice che per nascere di nuovo bisogna credere in Gesù.

Paolo dice questo: Voi infatti siete stati salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono di Dio, 9 non per opere, perché nessuno si glori Efesini 2:8-9.

La seconda rivelazione si collega alla prima e ci rivela il motivo per cui Dio richiede la fede: Poiché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna Giovanni 3:16.

Dio fu mosso dall’amore nel donare la vita di Suo Figlio per salvarci, e sempre per amore non ci chiede in cambio nient’altro che la fede nel Suo Figlio per la nostra salvezza.

La terza rivelazione è il motivo che ha spinto Dio a prendere questa decisione: 17 Dio infatti non ha mandato il proprio Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma affinché il mondo sia salvato per mezzo di lui. 18 Chi crede in lui non è condannato, ma chi non crede è già condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. 19 Ora il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo e gli uomini hanno amato le tenebre più che la luce, perché le loro opere erano malvagie. 20 Infatti chiunque fa cose malvagie odia la luce e non viene alla luce, affinché le sue opere non siano riprovate; 21 ma chi pratica la verità viene alla luce, affinché le sue opere siano manifestate, perché sono fatte in Dio» Giovanni 3:17-21.

Il problema che Dio voleva risolvere, quindi, era che noi tutti siamo sotto condanna ed abbiamo bisogno di un Salvatore.

Il problema non è, quindi, che se rifiutiamo di credere Dio ci condanna, ma che siamo già sotto condanna e se ci rifiutiamo di credere la condanna rimane, mentre se crediamo la condanna viene tolta.

Questo è quello che intendeva Giovanni Battista: Chi crede nel Figlio ha vita eterna, ma chi non ubbidisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio dimora su di lui» Giovanni 3:36.

Quindi, ciò che è successo è che noi ci siamo meritati la condanna con il nostro peccato e Dio, per amore nostro, ha mandato Suo Figlio sulla terra affinché prendesse il nostro peccato e lo pagasse sulla croce, ed ha deciso che per avere la salvezza dalla giusta condanna, sempre per il Suo amore, basta avere fede in Gesù, ma non c’è alternativa.

Ciò che dobbiamo capire è che non esiste un altro modo per essere salvati, un’altra via, solo Gesù.

Questo vale tanto per noi, quanto per quelli che ci sono intorno.

Se vogliamo che le persone intorno a noi non siano condannate, dobbiamo parlare loro dell’unica via che Dio ha dato agli uomini: Gesù Cristo. Senza di Lui non c’è salvezza!

Conclusione

Ora concludiamo con un appello. Gesù disse “se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio”. Sei nato di nuovo? La nuova nascita non ti cambia esteriormente, ma interiormente e chi meglio di te sa se sei nato/a di nuovo? Per nascere di nuovo bisogna solo riporre la propria fede in Gesù per la salvezza. L’hai fatto? Se l’hai fatto, come ha detto Gesù, non c’è più nessuna condanna, ma se non l’avessi ancora fatto, sappi che non c’è un altro modo: o con Cristo per fede a vita eterna, o senza Cristo, senza fede, a condanna eterna. La scelta è tua. Fa la giusta scelta oggi.

Qualora invece tu sia già nato di nuovo, ricorda che c’è un solo modo in cui le persone possono essere salvate. Non importa se sono brave persone, non importa quanto siano sinceri nella loro fede, non importa se si dichiarano cristiane, senza Cristo sono sotto la condanna ed è tuo dovere aiutarle a conoscere la verità. Non serve che tu faccia grandi discorsi filosofici o teologici. Gesù con Nicodemo è stato diretto. Tu fa lo stesso. Predica l’evangelo, di’ loro come essere salvati. Di’ loro che devono nascere di nuovo!

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