Gesù a Capernaum

  • Autore dell'articolo:
  • Ultima modifica dell'articolo:28 Luglio 2026
  • Commenti dell'articolo:0 commenti

Gesù a Capernaum

17/03/2024

Luca 4:33-44

Domenica scorsa abbiamo visto che Gesù, dopo essere stato rigettato dai Suoi concittadini di Nazaret, si trasferisce a Capernaum, dove viveva il funzionario al quale aveva guarito il figlio malato, ma anche alcuni dei Suoi discepoli.

La prossima volta torneremo sui discepoli, ma adesso ci basti sapere che, dato che Gesù si era trasferito a Capernaum, loro erano tornati alle loro famiglie e ad i loro lavori.

Luca 4:33-44

1)   La prima dimostrazione di autorità a Capernaum

Gesù si era trasferito a Capernaum da qualche settimana ed era solito predicare nella loro sinagoga.

Qui avevano riconosciuto che la sua predicazione era diversa da quella degli scribi e dei farisei, perché era accompagnata dall’autorità della Parola di Dio.

Dopo un po’ che era a Capernaum, mentre predicava nella sinagoga durante un sabato, Gesù ebbe l’occasione di dimostrare anche la Sua autorità di Figlio di Dio.

Infatti un sabato venne nella sinagoga un indemoniato ed iniziò ad urlare contro di Lui dicendo di sapere chi fosse.

In questa occasione Gesù comandò al demone di uscire da quell’uomo e il demone non poté fare altro che ubbidirgli.

Questo portò stupore tra i presenti, perché si resero conto che non era solo la predicazione ad essere accompagnata da un’autorità che non avevano visto in nessun altro, ma Lui stesso aveva un’autorità tale da poter comandare perfino ai demoni.

Dopo questo avvenimento, la Bibbia ci dice che la Sua fama si sparse dappertutto.

Gesù, quindi, non era più un semplice Rabbino, perché si era mostrato in grado non solo di amministrare la Parola di Dio con autorità, ma perfino di compiere opere potenti come comandare ai demoni di lasciare i loro ospiti.

L’effetto di questa opera non si fece attendere, perché prima Pietro e poi molte altre persone si rivolsero a Gesù quello stesso giorno per guarigioni e perché scacciasse i demoni dai loro cari (vv. 40-41).

2)   La suocera di Pietro

Quello stesso giorno, dopo aver predicato nella sinagoga ed aver scacciato quel demone davanti a tutti, Pietro, visto ciò che aveva fatto, si rivolse a Gesù perché guarisse sua suocera dalla febbre.

Fra un po’ vedremo le applicazioni che possiamo fare a riguardo.

Gesù, ancora una volta, fa una dimostrazione di autorità sgridando la febbre.

Dato che erano appena tornati dalla sinagoga, probabilmente non avevano ancora pranzato. La suocera di Pietro, colta l’occasione, appena guarita dalla sua febbre inizia a servirli.

Ora possiamo estrarre due insegnamenti importati da questo episodio: l’esitazione di Pietro e la prontezza di sua suocera.

Associare l’esitazione a Pietro di certo non è un argomento comune, dato che Pietro è sempre stato famoso per la sua irruenza e per la prontezza nel parlare.

In questo caso vediamo che Pietro parla a Gesù della febbre di sua suocera solo alla fine della riunione in sinagoga, dopo averlo visto scacciare un demone.

La situazione della suocera era molto grave, perché la febbre era alta, ciononostante Pietro non ne aveva ancora parlato con Gesù.

Dobbiamo ricordarci che Pietro era con il primo gruppo di discepoli di Gesù, che aveva visto l’acqua mutata in vino, i miracoli a Gerusalemme, la guarigione del figlio del funzionario che abitava nel suo stesso paese, ma non aveva chiesto a Gesù di guarire sua suocera.

Solo dopo aver visto Gesù compiere un altro miracolo si decise.

C’è un aspetto positivo ed uno negativo che possiamo imparare da Pietro.

L’aspetto positivo è che a volte Dio ci aiuta e ci scuote nella nostra fede mostrandoci come opera per le altre persone.

Ti sarà capitato qualche volta di trovarti in difficoltà e di dubitare che il Signore volesse aiutarti a risolverla, quindi non sei andato a Lui, ma Dio, in questi casi, può mostrarti le benedizioni, la cura, i miracoli, le risposte alle preghiere delle persone intorno a te e questo può incoraggiarti a reagire e ad andare da Lui perché Lui ti aiuti.

L’aspetto negativo, ovviamente, è che a volte il motivo per cui vediamo crescere i problemi e le difficoltà nella nostra vita non è perché Dio non si curi di noi, ma è perché noi non andiamo da Dio.

Forse ti trovi in una difficoltà nella tua vita, ma non stai pregando il Signore perché ti aiuti. Quando non chiediamo, soprattutto se non chiediamo per mancanza di fede, non riceviamo.

Ora vediamo invece l’altro esempio di cui ci parla Luca, cioè della suocera di Pietro.

Quella donna era sicuramente anziana e provata dalla febbre, ma rispose all’opera di Dio con la sola cosa con cui poteva dimostrare la sua gratitudine: “prontamente, si mise a servirli” (v. 39).

Dio ha fatto tanto e fa tanto per noi e noi spesso lo ringraziamo, ma il nostro ringraziamento non ci spinge oltre questo.

La vera gratitudine è quella dimostrata da questa donna: lei aveva ricevuto, quindi voleva dare ed offrì sé stessa a Gesù.

Pietro esitò e questo portò sofferenza nella loro vita, soprattutto a sua suocera; la suocera di Pietro, invece, si mosse prontamente. Questo è vero amore e vera gratitudine.

3)   Gesù riparte

Abbiamo visto che la risposta all’opera di Gesù fu che molti andavano da Lui per essere guariti ed era diventato famoso in tutta la Galilea, ma Lui, invece di andare in mezzo alle folle, si apparta in un luogo deserto.

Questa era una cosa molto comune per Gesù, che si appartava spesso per parlare con il Padre.

Nel pieno delle Sue attività e nel momento in cui la Sua fama stava crescendo, noi avremmo “cavalcato l’onda”, mentre Gesù si appartò per pregare a Suo Padre.

Quando lo trovarono, Gesù disse loro che doveva andare a predicare anche ad altri nelle altre città della Galilea.

Proprio perché le persone iniziavano a conoscerlo, Gesù si sentì in dovere di andare a predicare nelle città che avevano sentito parlare di Lui.

Qui vediamo che va via da solo, non si porta i Suoi discepoli e questo ci spiega come mai, nel capitolo successivo, li troviamo a pescare.

Nel frattempo vediamo che le persone accorrevano a Lui per ricevere un miracolo, ma non per farlo Re d’Israele. Infatti non era ancora il tempo.

Come abbiamo letto domenica scorsa, Gesù pose una divisione tra le profezie che riguardavano la Prima Venuta e il Suo sacrificio, e le profezie che riguardano la Sua seconda venuta e il Suo regno.

I demoni, quando si trovavano davanti a Lui lo riconoscevano, però Gesù vietava loro di dirlo, perché non voleva vanificare i Suoi sforzi di diventare il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati.

Questo concetto è conosciuto come “il segreto messianico”.

Infatti Gesù non rivela esplicitamente chi è ed in alcuni momenti lo dice apertamente, ma solo a pochi uomini.

1 Corinzi 2:8

Questo è il motivo per cui Gesù vietava ai demoni di dichiarare chi era, perché ad un certo punto inizia a parlare in parabole, perché vieta ai discepoli di dire certe cose o andare da altri popoli prima della Sua resurrezione.

Se avessero capito chi era, non l’avrebbero crocifisso, e senza croce non saremmo stati salvati.

Un’ultima cosa che impariamo da questo passo è che nono dobbiamo oziare aspettando che gli altri vengano da noi. Gesù avrebbe potuto dire che non c’era bisogno di andare, perché le persone già accorrevano a Lui.

Lui, invece, fa ciò che ci ha comandato, cioè non si chiuse in quattro mura aspettando che le persone andassero da lui, ma si rimise in cammino per raggiungere le persone che vivevano tutt’intorno.

Conclusione

Concludendo possiamo dire che Gesù si è mostrato in piena autorità per compiere qualsiasi opera e questo deve spronarci a non dubitare o temporeggiare, come fece Pietro. Se ti trovi in questa situazione, basta che ti guardi intorno ed osservi come Dio si prende cura dei Suoi figli e risponde alle loro preghiere, perché tu ti ricordi che anche tu sei un figlio o una figlia di Dio e tutto ciò che devi fare è parlare con Lui del tuo problema. Lascia che sia Lui a risolverlo, ma ricorda, se non chiedi, non ricevi.

Inoltre prendiamo esempio dalla suocera di Pietro. Dio ha fatto molto per noi ed ancora fa molto. Noi diciamo di amare Dio per quello che ha fatto e che fa per noi, ed anche per Chi è. So che vuoi mostrargli la tua gratitudine e il modo migliore di farlo è seguire l’esempio della suocera di Pietro, che “alzatasi prontamente, si mise a servirli” (v. 39).

Lascia un commento