Il Sale e la Luce
14/04/2024
Matteo 5:13-16
Domenica scorsa abbiamo iniziato ad esaminare il Sermone sul Monte, che ci accompagnerà per diverse domeniche.
Dopo aver parlato delle beatitudini e prima di iniziare a mettere a confronto la legge, le tradizioni e il Nuovo Patto, Gesù parla di ciò che siamo.
Nei versetti successivi, infatti, userà due figure molto importanti che servono a descrivere noi e farci capire come questo influenzi la nostra vita.
Matteo 5:13-16
1) Il Sale
Il primo paragone che Gesù fa è quello del sale
Il sale ha due funzioni: dà sapore e conserva.
Un sale che non ha sapore, dice Gesù, non serve, viene gettato via.
Cosa significa, dunque, che noi siamo il sale della terra?
Colossesi 4:6
Paolo usa la figura del sale abbinata al nostro linguaggio.
Quando leggiamo che Gesù ci paragona al sale, dobbiamo pensare che il nostro linguaggio deve portare sapore e fare da conservante nel mondo.
Il modo in cui il sale conserva le cose è uccidendo o disidratando i germi in ciò che vogliamo conservare.
In poche parole, il sale è un disinfettante naturale.
Tutti sappiamo che mettere del sale su una ferita brucia, ma anche che quando abbiamo una ferita e la immergiamo nell’acqua marina, piena di sale, la ferita guarisce in fretta, proprio perché la disinfetta ed accelera il processo di guarigione.
Ora, quando ci dice che noi siamo il sale della terra, ci sta dicendo che il nostro linguaggio “dà sapore” alle conversazioni e “disinfetta” le persone intorno a noi.
Nella mia esperienza ho notato che, quando sono a contatto con le persone per un po’ di tempo, il loro comportamento in mia presenza muta per essere più sano.
Ad esempio, tra colleghi sul posto di lavoro, dopo un po’ di tempo il linguaggio volgare in mia presenza spariva completamente, così come discorsi su peccati, come l’avventura di una notte, l’uso di certe sostanze, ecc.
Questo non avveniva perché io dicessi loro di smettere di fare certe cose, ma perché il mio modo di parlare con il passare del tempo influenzava il loro.
C’è un altro apostolo che parla molto del nostro linguaggio, cioè Giacomo.
Giacomo 3:1-12
Giacomo ci rivela che, quando non prestiamo attenzione al nostro linguaggio, questo ci influenza al punto da non riuscire a dominare il nostro comportamento.
Gesù stesso insegnava che è ciò che diciamo che ci contamina.
Matteo 15:17-20
Quando il nostro linguaggio è pulito, è in grado di guarire noi e chi ci sta intorno e dà sapore alle nostre conversazioni. Al contrario, quando il nostro linguaggio non si distingue da quello del mondo, ciò che accade è che anche il nostro comportamento inizia ad assomigliare a quello del mondo, perché tira fuori la parte peggiore di noi e porta il peccato nelle nostre vite.
Efesini 5:3
Certe parole e certi temi non devono far parte delle nostre conversazioni. Ci devono essere estranee.
Efesini 4:25
Anche la menzogna è un peccato e a mio avviso è uno dei più gravi.
Fu con la menzogna che Satana ingannò Eva e Satana è il padre della menzogna.
Giovanni 8:44
Per questo Gesù ci sprona a fare la guardia alla nostra bocca.
Più avanti nel Sermone vedremo altre istruzioni che Gesù ci dà.
2) La luce
Il secondo paragone che Gesù usa è quello della luce.
Dobbiamo prima di tutto ricordarci che Gesù è la Luce del mondo.
Giovanni 1:4-9
Come mai dunque Gesù dice che noi siamo la luce del mondo?
Tornando al nostro testo, al v. 15 dice che qualcuno accende una lampada per metterla sul candeliere affinché faccia luce in tutta la casa.
Questo qualcuno è Gesù stesso, che accende delle luci, che sono le chiese, per illuminare le città, o delle luci, che sono i credenti, per illuminare le famiglie.
Noi non siamo “La Luce”, perché Gesù lo è, ma siamo delle luci minori, accese da Gesù per illuminare ciò che ci circonda, che sia la nostra famiglia, i nostri colleghi, i nostri amici o la nostra città.
Noi dobbiamo portare l’immagine di Cristo, la Sua luce, in questo mondo affinché il mondo veda Lui attraverso di noi.
Gesù ha acceso la tua luce perché si veda, quindi è nostro compito renderla visibile.
Mercoledì abbiamo parlato del fatto che le nostre opere, per quanto non contribuiscano alla nostra salvezza, sono importanti, perché Dio ce le prepara affinché le pratichiamo (Efesini 2:10).
Gesù stesso ha dato la Sua vita e si aspetta che noi siamo zelanti nelle buone opere (Tito 2:14).
Questo è il motivo per cui ci esorta a far risplendere la nostra luce davanti a tutti gli uomini.
Inoltre c’è qualcos’altro che dovremmo notare: le opere buone sono fatte per le gloria di Dio Padre non la nostra.
Sembra banale doverlo dire, ma non dobbiamo fare le opere buone per ricevere complimenti o per guadagnarci la stima degli altri, ma solo perché guardando noi e sapendo che siamo cristiani, riconoscano l’opera di Dio e glorifichino Lui.
Conclusione
Questi versetti sono per noi un’esortazione a vegliare sia sul nostro linguaggio che sulle opere che facciamo. Non è un caso che Gesù abbini queste due cose e le associ al nostro comportamento. Dobbiamo ricordarci che il nostro linguaggio è molto importante. Non dobbiamo sottovalutare l’importanza di un linguaggio pulito, del dire la verità, dell’evitare di parlare di certe cose. Questo linguaggio diverso sarà non solo un segno distintivo, ma anche qualcosa che ci aiuterà a noi stessi in primo luogo e poi anche a chi ci sta intorno. Inoltre, ricordiamoci che noi siamo “La Luce” qui a Foggia. La nostra chiesa si chiama così in onore di Gesù, che è la vera Luce che illumina tutti gli uomini e che è in grado di sconfiggere le tenebre di questa città. Noi, però, siamo quelle piccole luci che il Signore ha acceso per illuminare le persone intorno a noi. Il mio ed il tuo comportamento sarà una grande testimonianza davanti agli uomini. Questo porterà gloria a Dio e forse potrà anche fare la differenza che serve per qualcuno a noi caro per piegare le proprie ginocchia davanti a Gesù e chiedergli di salvarlo o salvarla. Quando diciamo che dobbiamo essere di testimonianza sia con le nostre opere che con le nostre parole è questo che intendiamo. Ora tocca a te. Prendi adesso un impegno con Dio ad ubbidire alla Sua parola, va’ a casa tua, o sul posto di lavoro o tra gli amici e sii sale e luce per loro.

