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La Chiamata dei Primi Discepoli

La Chiamata dei Primi Discepoli

21/01/2024

Giovanni 1:35-51

Dopo aver trascorso 40 giorni nel deserto tentato da Satana, Gesù tornò da Giovanni Battista.

Quando Giovanni vide Gesù passare dove lui battezzava, dichiarò apertamente che Gesù era l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo e due dei suoi discepoli lasciarono lui per seguire Gesù.

Ora leggeremo cosa accadde e come Gesù entrò in contatto con i Suoi primi discepoli.

Giovanni 1:35-51

1)   I primi due

Come abbiamo detto Giovanni stava battezzando quando vide Gesù e lo indicò come il Messia che doveva venire dopo di lui.

All’udire questo solo due dei suoi discepoli lo seguirono.

Voglio soffermarmi un attimo su questo.

Tutta la predicazione di Giovanni era di ravvedersi in vista dell’arrivo del Messia. I suoi discepoli sapevano che Giovanni non era il Messia, ma li stava solo preparando per Lui.

Ciò che ci si aspettava da loro ed il motivo per cui Giovanni parlava loro di queste cose, era che lasciassero Giovanni per seguire Gesù, ma solo due di loro capirono questo.

Più avanti vediamo che c’erano ancora discepoli di Giovanni che seguivano i suoi insegnamenti, aspettando la venuta del Messia promesso.

Giovanni 3:22-36

I discepoli di Giovanni erano preoccupati che Gesù stesse soppiantando il loro maestro, ma Giovanni dice loro che questo è esattamente ciò che doveva succedere e che, se non avessero seguito Cristo, anche loro avrebbero subito la condanna di Dio.

Più tardi Giovanni fu arrestato e, poco prima di morire, mandò i suoi discepoli da Gesù perché Lui confermasse di essere il Messia promesso.

Matteo 11:1-7

I discepoli di Giovanni ebbero un’altra occasione di iniziare a seguire il Messia, ma non lo fecero.

Infatti alla sua morte leggiamo: Matteo 14:10-12.

Neanche dopo la morte di Giovanni iniziarono a seguire Gesù.

Questo ci insegna una grande lezione. Molte volte Dio ci parla attraverso una predicazione o un libro e si aspetta che noi rispondiamo a quel messaggio facendo ciò che ci ha chiesto, ma noi non lo facciamo, restiamo nella situazione in cui ci troviamo, come i discepoli di Giovanni.

Solo due di loro ebbero il coraggio di lasciare Giovanni per seguire Gesù.

Il desiderio di ogni predicatore non è avere un largo seguito, ma che le persone lascino lui per andare da Gesù.

Forse Gesù ti sta chiamando a fare qualcosa e per farlo devi lasciare la tua zona di confort, ma la domanda che devi sempre farti dopo una predicazione, dopo aver letto la Bibbia o dopo aver letto un libro cristiano è: Cosa si aspetta Dio che faccia ora?

2)   L’esempio di Andrea

Quando i discepoli seguirono Cristo, uno di loro, Andrea, fece qualcosa di molto esemplare: Andò da suo fratello Simone per portarlo dal Signore.

Andrea aveva a cuore le anime dei suoi parenti e sapeva che Simone stava aspettando il Messia promesso, esattamente come lui; per questo andò da suo fratello e gli disse: “Lo abbiamo trovato!”

Questo Simone altri non è che Pietro, colui al quale Gesù affidò la chiesa di Gerusalemme dopo la Sua ascesa, il primo a ricoprire l’ufficio di pastore in una chiesa.

L’esempio per noi è vedere come Andrea non temette di parlare con Pietro, né di condurlo da Gesù personalmente. Non gli parlò per anni, sperando che ragionasse, né cercò di essere una testimonianza di vita cristiana, nella speranza che un giorno Simone andasse a Gesù.

Lui prese l’iniziativa di andare e portarlo con sé.

Anche noi dovremmo prendere il coraggio di invitare le persone in chiesa o ad incontrare qualcuno che possa parlare loro dell’evangelo.

Andrea non aveva una laurea in teologia, né aveva seguito Cristo per anni prima di farlo. Nella sua semplicità disse a suo fratello l’unica cosa che sapeva, ma anche la più importante: Gesù è il Messia!

3)   La chiamata e l’esempio di Filippo

Subito dopo Gesù incontra Filippo e lo chiama.

Lui risponde senza perdere tempo alla chiamata e va dal suo amico Natanaele per portarlo da Gesù.

Anche qui vediamo qualcosa di esemplare.

Da una parte vediamo la prontezza di Filippo.

Gesù aveva chiamato e lui doveva rispondere. Non chiese tempo per pensarci o dimostrazioni da parte di Gesù.

Fino a questo momento Gesù non aveva fatto ancora nessun miracolo, quindi Filippo Lo seguì perché fu convinto dalle parole di Gesù.

La seconda cosa esemplare la vediamo nell’episodio di Natanaele.

Filippo non sapeva cosa dire, ma sapeva che Natanaele doveva incontrare Gesù

Quando andò a chiamarlo, a differenza di Pietro, Natanaele si oppose, perché voleva una dimostrazione che Gesù fosse davvero il Cristo.

Tuttavia Filippo non si arrese. Tutto ciò che poteva fare era lasciare che qualcun altro parlasse e chi sarebbe stato meglio di Gesù stesso?

Anche Filippo non sapeva ancora niente tranne che Gesù fosse davvero il Cristo, ma non si fermò davanti ad una domanda a cui non sapeva rispondere. Lui portò il suo amico da qualcuno che aveva le risposte.

A volte anche noi dobbiamo fare lo stesso. Capita che parliamo con qualcuno di Gesù e che ci venga fatta qualche domanda difficile o ci sia un’opposizione dall’altra parte.

Dio ci ha dato persone vicine a noi che possono aiutarci a parlare con quelle persone difficili che non sappiamo affrontare.

Ciò che ci insegna Filippo e di non temere il giudizio degli altri, ma di amarli al punto da volere la loro salvezza, anche a costo di fare una brutta figura con loro, e, quando non sappiamo come rispondere, portiamo il nostro amico o parente dal pastore o da qualcuno che sappia dargli le risposte che noi non abbiamo. Ricorda, ne va della sua anima eterna!

Infatti vediamo Natanaele riconoscere che Gesù era davvero il Messia promesso e inizia a seguire Gesù.

4)   Altri esempi

Più avanti vedremo la chiamata dei pescatori, tra cui Andrea e Pietro che abbiamo già incontrato, e la chiamata di un ricco esattore delle tasse, ma questi sono esempi che tratteremo al momento in cui arriveremo lì.

Conclusione

Ciò che dobbiamo imparare oggi è che Gesù non costringe nessuno, Lui è lì, che chiama gentilmente te a fare la Sua volontà. La risposta, però, devi darla tu. Forse Dio ti sta chiamando ad un servizio particolare, o forse ti sta semplicemente chiamando a seguirlo perché ancora non sei un Suo seguace, un Suo discepolo.

Questo è il momento di fermarsi e, senza indugio, lasciare il nostro Giovanni Battista alle nostre spalle per seguire Cristo. Forse non sapremo tante cose e non avremo che la sola certezza di stare ubbidendo a Lui, ma questo è ciò che cerca Gesù. Seguirlo non per delle dimostrazioni, ma perché Lui te l’ha chiesto di farlo è un grande atto di fede ed è questo che Gesù cerca e si aspetta da te.

Segui Gesù!

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