La Vera Adorazione
26/11/2023
Salmo 99:9
Se ci facessimo un giro tra varie chiese di diverse denominazioni e tra varie religioni, noteremmo che ognuno ha un modo tutto suo di adorare Dio. Quello che dobbiamo chiederci è se Dio accetta qualsiasi tipo di adorazione e, se così non fosse, come possiamo essere sicuri di stare adorando Dio nel modo giusto. La risposta come sempre la troviamo nella Bibbia. Prima, però, vorrei precisare che Dio non ha stabilito per la chiesa una forma rituale, ma dei principi guida da seguire. Quindi non dobbiamo soffermarci sulla forma, ma sul contenuto.
Esaltate l’Eterno, il nostro DIO, e adorate sul suo monte santo, perché l’Eterno, il nostro DIO, è santo.
Salmi 99:9
1) Dio è Trino/Tri-uno
La prima cosa che dobbiamo capire è la natura di Dio. In questo caso vedremo che è importante capire il fatto che Dio sia Trino e di conseguenza come adorare Dio sulla base di questo aspetto della Sua natura. Ci sono moltissimi brani e versetti che potrei citare per dimostrare la Trinità, ma non voglio uscire fuori tema e divagare, quindi mi limiterò a citarne uno in cui vediamo chiaramente la distinzione di tre Persone nella Divinità.
La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi. Amen.
2 Corinzi 13:13
Quello che dobbiamo capire, quindi, è come dare un’adorazione appropriata e completa a Dio. Spesso, infatti, rischiamo di concentrarci su di un solo aspetto dell’adorazione e trascuriamo gli altri, perché riteniamo, a torto, che questi aspetti non siano da associare all’adorazione. Iniziamo quindi ad analizzare l’adorazione capendo come ciascuna Persona della Trinità desidera ricevere la nostra adorazione e imparando ad adorare Dio nella Sua totalità.
2) Adorare Dio Padre
La prima Persona della Trinità è Dio Padre. Il testo di riferimento che ci guiderà nel capire come adorarlo è:
Dio è Spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità».
Giovanni 4:24
Qui ci dice che Dio è Spirito e bisogna adorarlo in Spirito e verità. Leggendo il resto del brano potrete capire che Gesù non si riferisce allo Spirito Santo, ma al Padre. Quindi dobbiamo adorare il Padre in Spirito e verità. Vedremo che l’aspetto che spesso viene trascurato nell’adorazione al Padre è proprio quest’ultimo dettaglio: la verità! La prima cosa che dobbiamo vedere insieme la troviamo nel Salmo 150:
Alleluia, lodate Dio nel suo santuario, lodatelo nel firmamento della sua potenza. Lodatelo per i suoi portenti, lodatelo secondo la sua grandezza. Lodatelo col suono della tromba, lodatelo con l’arpa e con la cetra. Lodatelo col tamburello e con la danza, lodatelo con strumenti a corda e a fiato. Lodatelo con cembali risonanti, lodatelo con cembali squillanti. Ogni cosa che respira lodi l’Eterno. Alleluia.
I Salmi sono canti ispirati da Dio, ma non ispirati in senso umano, come ad esempio un cantante sarebbe ispirato dalla propria fidanzata a scrivere un canto d’amore. L’ispirazione biblica significa che l’autore umano viene usato da Dio come mezzo per trascrivere le Sue stesse parole. In pratica, l’autore dei Salmi, come di ogni altro libro della Bibbia, è Dio stesso nella Persona dello Spirito Santo.
sapendo prima questo: che nessuna profezia della Scrittura è soggetta a particolare interpretazione. 21 Nessuna profezia infatti è mai proceduta da volontà d’uomo, ma i santi uomini di Dio hanno parlato, perché spinti dallo Spirito Santo.
2 Pietro 1:20-21
Questo significa che lo Spirito Santo ha scritto i Salmi, incoraggiandoci ad adorare Dio Padre attraverso il canto. Per noi sembra ovvio, perché quasi tutte le chiese cristiane, di qualsiasi denominazione si tratti, usano il canto come mezzo di adorazione. Ricordiamoci, però, che Gesù non ha detto solo in Spirito, ma anche in verità. Cosa significa? Significa che il nostro spirito, guidato dallo Spirito Santo, offre l’adorazione a Dio attraverso il canto, ma il canto in questione deve rispecchiare la verità. Questo è ciò che manca in molti canti cosiddetti cristiani. Spesso facciamo l’errore di pensare che, se un canto è gradevole al nostro orecchio, piaccia anche a Dio, ma non è così. Dobbiamo infatti esaminare il contenuto del canto, per essere certi che parli di Dio e Lo adori in verità. Il motivo per cui usiamo dei canti che spesso sono molto vecchi, non è per tradizione, ma semplicemente perché si tratta di canti provati nel tempo, non solo per la loro melodia, ma anche per il loro testo. Questo non significa che un canto moderno non possa essere altrettanto valido, ma ogni canto, vecchio o moderno che sia, deve passare sotto lo scrutinio della Bibbia per testare che sia conforme a verità. In pratica, un canto che insegni una dottrina sbagliata, o parli di Dio in maniera falsa, deve essere scartato proprio perché non è secondo verità. D’altra parte dobbiamo valutare che sia in Spirito, cioè che sia ciò che lo Spirito di Dio produce, secondo i Suoi frutti, o meglio “il Suo frutto”.
Ora le opere della carne sono manifeste e sono: adulterio, fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, magia, inimicizie, contese, gelosie, ire, risse, divisioni, sette, invidie, omicidi, ubriachezze, ghiottonerie e cose simili a queste, circa le quali vi prevengo, come vi ho già detto prima, che coloro che fanno tali cose non erediteranno il regno di Dio. Ma il frutto dello Spirito è: amore, gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fede, mansuetudine, autocontrollo.
Galati 5:19-22
Cosa vuol dire? Io suono un qualche genere di strumento da quando avevo 8 anni e se c’è una cosa che ho imparato in tutti questi anni è che la musica non è neutrale. Mi spiego: il testo e la base sono due cose diverse, sono due elementi che cooperano per dare alla canzone non solo il giusto messaggio, ma anche la giusta emozione. Questo lo sanno molto bene sia i compositori, sia i registi. Infatti, i compositori usano certi strumenti, con certe note ed una certa ritmica per esprimere le emozioni e guidare l’ascoltatore a provare le emozioni che loro desiderano. Un regista, da parte sua, sa che mettere una musica buffa mentre una donna è inseguita in un film horror, oppure una canzone d’amore durante un combattimento, o una canzone molto ritmata durante una scena romantica, spezzerebbe la connessione tra suono e immagini e non trasmetterebbe le giuste emozioni allo spettatore. Lo stesso vale per l’adorazione. La base musicale, quindi il genere, gli strumenti e la ritmica, sono elementi essenziali per trasmettere le giuste emozioni. Ora dobbiamo chiederci, questo tipo di musica quali emozioni trasmette? Trasmette amore, gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà fede, mansuetudine e autocontrollo? Oppure trasmette sensualità o rabbia, mi spinge ad ammirare il cantante, o il musicista piuttosto che Dio, mi fa perdere l’autocontrollo, allora non è secondo lo Spirito e non è ciò che Dio desidera da noi. Quindi, adorare in Spirito e verità significa cantare qualcosa secondo i gusti di Dio, non i miei. Per assurdo, potremmo cantare tutti stonati, ma facendo il nostro meglio per esprimere la verità con la guida dello Spirito Santo e per Dio sarebbe un canto meraviglioso. D’altra parte potremmo cantare e suonare perfettamente e dire cose non vere o usare un genere, una ritmica o strumenti musicali non adatti ad esprimere il frutto dello Spirito e sarebbe un bellissimo canto per noi, ma sarebbe come il graffiare su di una lavagna alle orecchie di Dio. Il secondo brano che dobbiamo leggere per imparare ad adorare Dio è:
E, quando ebbe preso il libro, i quattro esseri viventi e i ventiquattro anziani si prostrarono davanti all’Agnello, avendo ciascuno una cetra e delle coppe d’oro piene di profumi, che sono le preghiere dei santi.
Apocalisse 5:8.
Qui apprendiamo che per Dio le nostre preghiere sono un profumo. Vi è mai capitato di entrare in una casa e sentire un odore piacevole che vi ha dato una bella sensazione? Questo è ciò che prova Dio quando preghiamo. Quindi, sembra banale, ma a Dio piace quando lo adoriamo nelle nostre preghiere (soprattutto quando, come abbiamo imparato qualche domenica fa, abbondiamo nei ringraziamenti). Il terzo modo in cui dobbiamo adorare Dio Padre lo troviamo confrontando due brani:
e camminate nell’amore, come anche Cristo ci ha amati e ha dato se stesso per noi, in offerta e sacrificio a Dio come un profumo di odore soave.
Efesini 5:2
Adesso ho ricevuto tutto ed abbondo; sono ricolmo, avendo ricevuto da Epafrodito ciò che mi è stato mandato da voi, che è un profumo di odor soave, un sacrificio accettevole, piacevole a Dio.
Filippesi 4:18.
Dio Padre apprezza moltissimo quando sacrifichiamo qualcosa per Lui. L’espressione che Paolo usa è la stessa che nell’Antico Testamento serviva a descrivere i sacrifici che Dio apprezzava. Quando sacrifichiamo qualcosa per Dio, per Lui questo è un odore soave, un odore piacevolissimo, come sarebbe per noi sentire il profumo del nostro cibo preferito. Voglio farvi notare una cosa, però:
E Gesù, postosi a sedere di fronte alla cassa del tesoro, osservava come la gente vi gettava il denaro; e tanti ricchi ne gettavano molto. 42 Venuta una povera vedova, vi gettò due spiccioli, cioè un quadrante. 43 E Gesù, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità vi dico che questa povera vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. 44 Poiché tutti vi hanno gettato del loro superfluo, mentre ella, nella sua povertà, vi ha gettato tutto quello che aveva per vivere».
Marco 12:41-44
Questo episodio ci insegna cos’è un sacrificio per Dio. Un sacrificio non è il superfluo e non è qualcosa che non costa nulla. Un sacrificio è una privazione, toglierci qualcosa di nostro, di legittimo, rinunciare a qualcosa per darla a Dio. Questo è vero con il denaro, con il nostro tempo, con le nostre priorità, con le nostre cose, qualsiasi cosa che sia legittimamente nostra, ma noi ce ne priviamo per darla a Dio. Quindi, dare del denaro superfluo, dare a Dio le ore in cui ci annoiamo e non sappiamo cosa fare, mettere al servizio di Dio un vecchio oggetto che non usiamo più, non è un sacrificio. Diventa un sacrificio quando quel denaro ci sarebbe servito per comprarci qualcosa che desideravamo, ma preferiamo darlo a Dio, quando invece di coltivare il nostro hobby decidiamo di trascorrere quel tempo con Dio, quando invece di fare gli straordinari sul lavoro, usiamo quel tempo per Dio, quando abbiamo un oggetto che amiamo e lo mettiamo a disposizione di Dio. Questo è un vero sacrificio. Ora, nessuno di noi è tenuto a sacrificare, non è un obbligo, ed è proprio per questo che per Dio è un profumo soave.
3) Adorare Dio Figlio
Ora sappiamo ciò che Dio Padre desidera, ma cosa desidera la Seconda Persona della Trinità, cioè Gesù Cristo il Figlio di Dio? Molti pensano che Dio Figlio desideri le stesse cose del Padre, ma non è così. Infatti Gesù non ci ha mai insegnato a cantare a Lui, adorarlo in preghiera e sacrificare a Lui. Per quanto sicuramente sono cose buone, non è ciò che Gesù ci ha chiesto. Ciò che Lui vuole lo troviamo in Giovanni 14:15.
«Se mi amate, osservate i miei comandamenti.
Come se ciò non bastasse, lo ripete più avanti con parole diverse, proprio per rafforzare questa idea, in modo che non possiamo fraintendere le Sue parole:
Chi ha i miei comandamenti e li osserva, è uno che mi ama; e chi mi ama sarà amato dal Padre mio; e io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e dimoro nel suo amore.
Giovanni 14:21; 15:10.
Ciò che Gesù vuole da noi è l’ubbidienza! Sembra strano da dire, perché non riterremmo l’ubbidienza una forma di adorazione, ma ricordiamoci che chi definisce le cose qui non siamo noi con i nostri pensieri, ma Dio, e se Dio Figlio dice che desidera la nostra ubbidienza, allora questo è ciò che dobbiamo dargli. Se vogliamo aggiungere a questo altre cose, non è un problema, ma non dobbiamo sostituire l’ubbidienza a Gesù con donare del denaro, o cantare dei canti d’adorazione a Lui o pregare a Lui. Questo servirebbe ad appagare noi stessi nella nostra coscienza, perché saremmo mancanti nei confronti di Gesù. Nei secoli tante persone hanno pensato di “comprare” Dio con il loro denaro, vivendo nelle dissolutezze o nel crimine e donando forti somme di denaro a chiese di vario genere per comprarsi il perdono di Dio. La realtà è diversa: Gesù vuole ubbidienza! Ecco perché spesso viene chiamato Signore, ed ecco perché, quando comandò ai Suoi discepoli di predicare l’evangelo, comandò loro anche di insegnare ai convertiti ad ubbidire a tutti i Suoi comandamenti:
Poi Gesù si avvicinò e parlò loro dicendo: «Ogni potestà mi è stata data in cielo e sulla terra. Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho comandato. Or ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell’età presente. Amen».
Matteo 28:18-20.
Quando facciamo qualcosa per amore, ovviamente, per noi non è un peso. Quando ubbidiamo al Signore per costrizione, non facciamo altro che ciò che dobbiamo e non ne riceviamo premio, ma quando lo facciamo per amore, allora il Signore lo apprezza.
Infatti, se io predico l’evangelo, non ho nulla da gloriarmi, poiché è una necessità che mi è imposta; e guai a me se non predico l’evangelo! 17 Se perciò lo faccio volontariamente, ne ho ricompensa; ma se lo faccio contro voglia, rimane sempre un incarico che mi è stato affidato.
1 Corinzi 9:16-17
Gesù guarda al tuo cuore, alle tue motivazioni, non alle tue azioni. Tuttavia abbiamo anche delle parole d’incoraggiamento:
Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto ed umile di cuore; e voi troverete riposo per le vostre anime. 30 Perché il mio giogo è dolce e il mio peso è leggero!».
Matteo 11:29-30
Questo infatti è l’amore di Dio: che noi osserviamo i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi.
1 Giovanni 5:3
4) Adorare lo Spirito Santo
Ora veniamo alla Terza Persona della Trinità. Ciò che si vede in molte denominazioni cristiane è che le persone adorano lo Spirito Santo con canti e preghiere e a volte Gli danno una preminenza nell’adorazione. Lo Spirito Santo è Dio, quindi non è sbagliato adorarlo, ma dobbiamo chiederci, ancora una volta, è questo ciò che lo Spirito Santo vuole da noi? Intanto voglio farvi notare qualcosa:
Ho ancora molte cose da dirvi, ma non sono ancora alla vostra portata. 13 Ma quando verrà lui, lo Spirito di verità, egli vi guiderà in ogni verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutte le cose che ha udito e vi annunzierà le cose a venire. 14 Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve lo annunzierà.
Giovanni 16:12-14
Quando lo Spirito Santo agisce, sposta l’attenzione su Gesù, non su Sé stesso. Quindi, quando vediamo quelle persone che dicono di adorare Dio e pongono l’attenzione sullo Spirito Santo, non stanno adorando Dio in Spirito, perché non possono essere guidati dallo Spirito a fare questo, dato che lo Spirito Santo sposterebbe l’attenzione piuttosto su Gesù e spingerebbe ad adorare il Padre. Quindi, se Lui non vuole essere adorato con canti e preghiere, in che modo potremmo adorare lo Spirito Santo?
Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi, il quale voi avete da Dio, e che voi non appartenete a voi stessi?
1 Corinzi 6:19
Il Padre e il Figlio sono in cielo, ma lo Spirito Santo alberga dentro di noi. Il Suo tempio è il nostro corpo e per adorarlo nella giusta maniera dobbiamo trattare il nostro corpo con l’onore ed il rispetto dovuto al tempio di Dio. Ciò significa che non dobbiamo introdurre nel tempio cose che lo contaminino, né usare il nostro corpo in modo inappropriato. Il mondo dice: il corpo è il mio e ci faccio quello che voglio. Noi cristiani, invece, dobbiamo dire: il corpo non è il mio e non posso farci ciò che voglio. Intanto dobbiamo capire che le contaminazioni possono venire sia dall’interno che dall’esterno.
E Gesù disse: «Neppure voi avete ancora capito? Non capite che tutto ciò che entra nella bocca se ne va nel ventre, e viene espulso nella fogna? Ma le cose che escono dalla bocca procedono dal cuore; sono esse che contaminano l’uomo.
Matteo 15:16-18
Dobbiamo fare la guardia al nostro cuore. Uno dei motivi per cui dobbiamo leggere la Bibbia, come abbiamo detto, è perché dobbiamo lasciare che la Bibbia modelli i nostri pensieri, ed è importante che i nostri pensieri siano puri, in modo da non contaminare il tempio dello Spirito Santo. Se da una parte dobbiamo stare attenti ai nostri pensieri, dall’altra dobbiamo stare attenti a ciò che facciamo con il nostro corpo. Il cibo non ci contamina, ma l’impurità sessuale sì, così come anche l’uso di sostanze che alterano la nostra mente, che sia qualcosa di semplice e leggero, come una sigaretta, o una cosa più pesante, il nostro corpo non ci appartiene. Paolo ci mette in guardia dal contaminare i nostri corpi:
Se alcuno guasta il tempio di Dio, Dio guasterà lui, perché il tempio di Dio, che siete voi, è santo.
1 Corinzi 3:17
Allora, cosa dobbiamo fare come atto di adorazione allo Spirito Santo? Dobbiamo offrire un sacrificio:
Vi esorto dunque, fratelli, per le compassioni di Dio, a presentare i vostri corpi, il che è il vostro ragionevole servizio, quale sacrificio vivente, santo e accettevole a Dio.
Romani 12:1
Il sacrificio che lo Spirito Santo vuole è il nostro corpo. Dobbiamo santificare i nostri corpi, evitando di contaminarli con azioni o pensieri. Dobbiamo far sì che il tempio di Dio sia sempre tenuto in ordine, puro e santo.
Conclusione
In conclusione, se vogliamo adorare Dio nella maniera giusta, dobbiamo farlo seguendo le Sue direttive. Lui non ha detto quanti canti, quante preghiere, quanto tempo dedicare alla predicazione o tantissime altre cose che spesso ci vengono proposte come “la maniera giusta di adorare”. Ciò che Dio vuole da noi, invece, è che lo adoriamo secondo le richieste di ogni persona della Trinità. Dobbiamo adorare il Padre in Spirito e verità, con canti che rispecchino questa richiesta, con preghiere e con sacrifici veri; dobbiamo adorare il Figlio, Gesù Cristo, dandogli l’onore e il rispetto dovuto al Re dei re e Signore dei signori, con l’ubbidienza dovuta a chi ha ogni autorità sul cielo e sulla terra; dobbiamo adorare lo Spirito Santo trattando i nostri corpi, che sono il Suo tempio, con la santità dovuta al tempio di Dio e non dicendo nostro qualcosa che non ci appartiene più.
Questa è la vera adorazione, questo è il culto che Dio desidera da te!

