Le Beatitudini
07/04/2024
Matteo 5:1-12
Ritorniamo a parlare della vita di Gesù.
L’ultima volta abbiamo visto che aveva chiamato i discepoli che erano a pesca affinché lo seguissero e con loro iniziò a predicare per le città della Galilea (zona nord d’Israele).
Mentre predicava, si iniziò a raccogliere una folla attorno a Lui e, visto ciò, il Signore salì su un monte (probabilmente una collina alta) in modo da avere un’amplificazione naturale che raggiungesse tutta la folla.
Fatto ciò, iniziò a predicare il sermone più famoso della storia, il cosiddetto Sermone sul Monte.
Nelle prossime settimane vedremo cosa insegnò Gesù in quel sermone.
Oggi inizieremo con la parte più famosa del sermone, le Beatitudini.
Matteo 5:1-12
1) Un parallelo importante
Prima di analizzare le beatitudini, dobbiamo capire l’importanza di questo sermone.
Matteo scrisse di Gesù come del Messia promesso, il Re d’Israele, Colui che avrebbe ristabilito le cose.
Il popolo stava aspettando un Messia che sarebbe stato un nuovo “Mosè” per loro e Gesù, in questa occasione, fece proprio questo.
Questo è il motivo per cui Matteo riporta questo sermone in maniera così completa e dettagliata e perché lo Spirito Santo ha voluto che fosse il primo lungo discorso di Gesù riportato nel Nuovo Testamento.
Troviamo, infatti, il parallelo a questo sermone in Esodo 20-23.
Per capire questo parallelo leggeremo Esodo 19:16-20:1.
In questo passo è Dio stesso che parla dal monte mentre il popolo ascolta.
Considerando che ogni apparizione di Dio nell’Antico Testamento è un’apparizione di Gesù precedente alla Sua incarnazione, possiamo dire che in entrambi i casi fu Gesù a parlare dal monte per instaurare quella che poi sarebbe stata la legge del patto, quello Antico sul Sinai e quello Nuovo qui in Matteo.
La differenza sta nel sangue usato per sigillare il patto.
Nel primo caso venne offerto del sangue animale, mentre nel secondo venne offerto quello di Gesù stesso.
Questo, però, indica anche che il Nuovo Patto non era ancora stato istaurato, perché non era ancora stato sigillato con il sangue.
Ebrei 9:15-21
Ora, essendo stato inaugurato il Nuovo Patto con la morte di Gesù, questo discorso di Gesù diventa di vitale importanza per noi.
In alcuni casi vediamo che Gesù è molto radicale ed in parte è per far capire la gravità di certe cose, ma in parte è anche perché questo discorso si estende al regno millenario di Gesù, che ancora non è stato istaurato, ma che è stato profetizzato sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento.
2) Le Beatitudini
La prima cosa che fa Gesù in questo discorso è fare una dichiarazione di chi è beato e perché.
In Esodo la prima cosa furono i dieci comandamenti, qui invece sono otto dichiarazioni di beatitudine.
Beato significa felice o, nel linguaggio biblico, anche benedetto. Chi è benedetto è felice e viceversa.
Gesù, quindi, non inizia con una serie di comandamenti su ciò che non bisogna fare e, come vedremo nel resto del discorso, solitamente i comandi del Signore sono positivi (cosa fare) non negativi (cosa non fare).
Non che i comandamenti siano una cosa negativa, ma l’approccio tra Antico e Nuovo Testamento è diverso.
La ragione principale risiede nella nuova nascita.
La nuova nascita è stata possibile grazie alla resurrezione di Gesù, come abbiamo detto domenica scorsa.
1 Pietro 1:3
Con la nuova nascita c’è un cambio nella natura della persona e, piuttosto che istruire su cosa non fare, Gesù a reputato più opportuno istruire su ciò che bisognava fare.
Quindi, il Suo discorso ci porta a considerare la vita cristiana come una vita attiva, volta a fare attivamente la cosa giusta piuttosto che evitare passivamente la cosa sbagliata.
Noi non vogliamo essere una chiesa che si chiude in quattro mura e si crogiola nella sua santità e moralità superiore all’esterno, ma una chiesa che è volta verso l’esterno.
Infatti la prossima volta parleremo proprio di questo.
Venendo alle beatitudini, dobbiamo fare un elenco ed esaminarle una ad una.
- Beati i poveri in spirito
La prima beatitudine riguarda delle persone che Gesù definisce “povere in spirito”. Cosa significa?
Gesù ci ha dato l’esempio e Paolo lo spiega bene: Filippesi 2:5-11.
Gesù si è fatto povero, si è umiliato ed ha servito Dio e noi. Per questo il Padre Gli ha dato il trono al di sopra di tutti.
Lui si è guadagnato l’adorazione e l’autorità suprema. Lui è Colui che ha ereditato ogni cosa.
Questo è un esempio per noi.
Prima di ricevere determinati riconoscimenti e l’eredità celeste, dobbiamo umiliarci e servire fedelmente Dio e i nostri fratelli e sorelle nella fede.
- Beati coloro che fanno cordoglio
Questo cordoglio non si riferisce al cordoglio per la perdita di un caro, ma al cordoglio per la situazione del mondo circostante.
Israele era dominato dai Romani, ma più di questo era sotto attacco di Satana.
I molti indemoniati che si trovavano in Israele ne erano la testimonianza.
Il popolo era in uno stato di ribellione a Dio e la loro situazione era drammatica proprio a causa di questo.
Molti nel popolo dedicavano intere giornate al digiuno e alla preghiera perché Dio li liberasse, chiedendo perdono per i loro peccati e per quelli del popolo.
L’esempio di questo tipo di cordoglio lo troviamo in Daniele.
Daniele 9:1-5,20
Daniele confessa il proprio peccato. Non fa come i farisei, che si vantavano anche con Dio di essere senza peccato e che dichiaravano di non essere come i loro padri che avevano ucciso i profeti.
Il vero cordoglio è un’ammissione di colpevolezza per i propri peccati, è un atto di confessione, è cercare il Signore per essere riconciliati con lui.
Quando noi per orgoglio non confessiamo i nostri peccati, questi ci lacerano dall’interno, ma quando li confessiamo otteniamo pace, quando facciamo cordoglio per i nostri peccati, allora veniamo consolati da Dio con il Suo perdono.
- Beati i mansueti
Anche qui abbiamo l’esempio di Gesù.
Più avanti vedremo quando Gesù entrò a Gerusalemme prima di essere crocifisso.
Matteo 21:1-5; 12:18-21
Noi abbiamo ricevuto istruzione di non essere litigiosi o contenziosi, ma di servire il Signore con mansuetudine.
2 Timoteo 2:23-26
La mansuetudine è molto importante ed è uno degli effetti naturali di una vita spirituale.
Galati 5:22
- Beati coloro che sono affamati e assetati di giustizia
In questo caso ciò che il Signore dice riguarda non la ricerca della giustizia personale, ma la giustizia che viene da Dio.
Noi siamo giustificati, cioè resi giusti, per fede.
Questa è la fame di giustizia di cui parla Gesù e la sazietà viene dopo aver creduto ed aver sperimentato la giustificazione per mezzo del sangue di Gesù.
- Beati i misericordiosi
La misericordia è una delle caratteristiche di Dio ed è l’attitudine a perdonare chi ci fa torto.
La misericordia nella Bibbia è quando Dio non ci tratta come meriteremmo.
Ci sono tante persone che meriterebbero il tuo disprezzo, la tua indifferenza, che non meritano il perdono, che meriterebbero di essere punite per ciò che ti hanno fatto.
Pensa a me e a te. Sia io che tu abbiamo fatto cose meritevoli di morte davanti a Dio, ma Dio non ci tratta secondo le nostre colpe.
Quello che dobbiamo fare è ripetere la stessa cosa nei confronti degli altri.
Non dobbiamo cercare la vendetta o la punizione per chi pecca contro di noi. Dobbiamo essere disposti a perdonarli, soprattutto quando loro cercano la riconciliazione con noi.
- Beati i puri di cuore
In questo caso ci è molto chiaro cosa intenda il Signore.
Il nostro cuore viene macchiato dal peccato e abbiamo bisogno di qualcuno che ci purifichi il cuore.
Quando abbiamo creduto in Gesù, Lui, con il Suo sangue, ci ha lavati il cuore da ogni peccato.
Noi, quindi, vedremo Dio perché siamo puri di cuore e siamo puri di cuore perché Gesù ci ha lavati con il Suo sangue.
- Beati coloro che si adoperano per la pace
Per capire questo versetto dobbiamo capire di quale pace parla Gesù.
Di sicuro non si riferiva alla pace tra due nazioni e cercare di mettere pace tra due uomini non ci porterà ad essere chiamati “figli di Dio”.
La pace a cui si riferiva Gesù è la pace con Dio.
Romani 5:1
Adoperarsi per la pace ha due significati.
Il primo è, ovviamente, quello di ricercare la pace personale con Dio, cosa che otteniamo riponendo la nostra fede in Gesù.
Il secondo è quello di far sì che anche altri possano trovare la pace con Dio.
Noi abbiamo ottenuto la pace con Dio ed è nostro compito adoperarci perché anche le persone intorno a noi possano avere quella pace.
Ecco perché, per adoperarci per la pace dobbiamo predicare l’evangelo.
- Beati coloro che sono perseguitati a causa della giustizia
Quest’ultimo punto ci incoraggia.
Esistono diversi gradi di persecuzione. Persecuzione sul posto di lavoro, persecuzione nella famiglia, persecuzione da parte della società, persecuzione da parte del governo. Esistono persecuzioni violente e perfino letali, come succede in alcune parti del mondo. Esistono anche delle persecuzioni sociali, con la revoca di diritti per coloro che sono cristiani. Esistono anche persecuzioni psicologiche, con mobbing sul lavoro o ostracismo in famiglia.
Forse in Italia noi non vedremo la persecuzione violenta, anche se in passato c’è stata, ma se vogliamo essere fedeli a Dio dobbiamo anche prepararci a un qualche tipo di persecuzione.
2 Timoteo 3:12
Gesù stesso disse che, così come hanno odiato Lui, gli uomini odieranno noi che siamo seguaci di Gesù.
Però c’è una cosa che dobbiamo considerare.
Gesù disse che il mondo ha fatto lo stesso con i profeti che ci hanno preceduto e che il nostro premio in cielo sarà grande.
Un profeta non è nient’altro che qualcuno che parla da parte di Dio e di fatto noi siamo stati mandati nel mondo con un messaggio, l’evangelo, che è il messaggio di Dio. Siamo ambasciatori di Gesù Cristo.
2 Corinzi 5:20
Questo significa che quando predichiamo l’evangelo non siamo da meno dei profeti antichi e che il nostro premio sarà lo stesso dei profeti.
Quando tu predichi l’evangelo sei un profeta di Dio per la persona che ti ascolta, e se questo dovesse procurarti problemi, allora sappi che il tuo premio è grande nei cieli.
Conclusione
Abbiamo iniziato il nostro viaggio attraverso il Sermone sul Monte. Impareremo molto da queste pagine della Bibbia. Ciò che voglio che resti impresso nel nostro cuore oggi è che Dio dichiara felici queste persone. Se tu vuoi essere felice, se vuoi la benedizione di Dio, impara a praticare l’umiltà, impara a chiedere perdono a Dio, impara a non contendere, impara a ricercare la riconciliazione e la comunione con Dio, impara a perdonare, impara il valore del sangue di Gesù per la tua salvezza e resta puro nel tuo cuore, ed, infine, adoperati perché altri possano ottenere la pace con Dio, anche a costo di essere perseguitato, perché la persecuzione ci sarà, ma il premio sarà più grande di qualsiasi persecuzione.

