Perché Gesù È Venuto?
10/12/2023
Luca 19:10
Non molto tempo fa hanno chiesto al papa cattolico il motivo per cui Gesù è morto e la risposta è stata un disarmante: “Non lo so”. Spesso l’errore che molti commettono è quello di demandare il destino della propria anima ad altri uomini perché li si ritiene competenti in materia, uomini informati, guide illuminate. La conoscenza è un potere che libera, mentre l’ignoranza incatena. Se vogliamo essere liberi dobbiamo trovare noi stessi le risposte a domande come questa. È importante sapere perché Gesù è venuto e per farlo non dobbiamo chiedere a uomini che esprimono le loro opinioni sulla base dei loro pensieri, ma dobbiamo chiedere direttamente a Dio Gesù stesso rispose alla domanda del perché Lui è venuto ed è quello che oggi vedremo.
Perché il Figlio dell’uomo è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».
Luca 19:10
1) Cercare e Salvare
Nel mondo si dice “cerca e distruggi”. Ci sono anche giochi studiati seguendo questo modo di pensare. Di solito si usa il cerca e distruggi a caccia o in guerra. L’idea è quella di trovare un obiettivo con l’intendo e il desiderio di distruggerlo. Nel caso di Gesù, Lui è venuto in un’azione di guerra contro Satana, ma il Suo intendo è stato diverso. Infatti Lui non è venuto con l’intendo e il desiderio di distruggere, ma di salvare. Noi infatti dominiamo in un monto dove Satana e i suoi angeli dominano sull’umanità, spesso inconsapevole ed è Satana che ha il desiderio e l’intento di distruggere. In questo caso Colui che in un certo senso è stato l’invasore, cioè Gesù, ha invaso il territorio nemico per salvare i Suoi nemici. Gesù disse: Voi siete dal diavolo, che è vostro padre, e volete fare i desideri del padre vostro; egli fu omicida fin dal principio e non è rimasto fermo nella verità, perché in lui non c’è verità. Quando dice il falso, parla del suo perché è bugiardo e padre della menzogna. Giovanni 8:44.
Satana è colui che cerca la distruzione, mentre Gesù Cristo cerca la salvezza. È interessante, però, riflettere su questo: gli uomini hanno bisogno di essere soccorsi, ma non sono loro ad andare da Dio per chiedere soccorso; è invece Dio che cerca noi uomini per salvarci.
Ma Dio manifesta il suo amore verso di noi in questo che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. […] Infatti, se mentre eravamo nemici siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del suo Figlio, molto più ora, che siamo stati riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita.
Romani 5:8,10
Gesù è venuto per cercarci per amore e ha pagato il prezzo più alto, la Sua stessa vita, per salvare noi mentre eravamo ancora Suoi nemici. Lui ha fatto il primo passo, non noi.
2) Peccatori Chiamati al Ravvedimento
Abbiamo detto che Gesù sta cercando i perduti e ora vediamo come li sta chiamando:
Io non sono venuto a chiamare a ravvedimento i giusti, ma i peccatori».
Luca 5:32
C’è un problema quando qualcuno offre soccorso, e cioè che il soccorso dall’altra parte deve anche essere desiderato. Considerando che noi siamo per natura nemici di Dio, ciò di cui abbiamo bisogno è un cambiamento di rotta, cambiare il nostro pensiero, cioè, in una parola, ravvederci. Gesù parla di giusti e peccatori. I primi non hanno bisogno di salvezza, mentre i secondi sì. Se studiamo il contesto, noteremo che Gesù stava rispondendo a dei capi religiosi, che si ritenevano giusti. Questo brano non serve a dimostrare che loro fossero giusti, ma che il motivo per cui non seguivano Gesù e non venivano salvati era perché loro per primi si ritenevano giusti e credevano di non aver bisogno di salvezza. A volte incontriamo brave persone secondo i canoni umani, magari anche fortemente religiose, ma non ci spieghiamo come mai non vogliano credere nell’opera di Gesù per ricevere la salvezza. Il motivo è molto semplice: si chiama orgoglio. Una persona che ritiene di essere meritevole del paradiso crede di non aver bisogno di un Salvatore. Quello che Gesù intendeva dire è che Lui è venuto per salvare quelle persone che lo desiderano, cioè le persone che ammettono di aver bisogno del Salvatore, le persone che si riconoscono perdute, altrimenti come farebbero a ravvedersi se si ritenessero giuste?
3) Aprire gli occhi ai ciechi
Ora, però, sorge una domanda: dato che abbiamo detto che gli uomini sono nemici di Dio, sotto il dominio di Satana, come fa Dio a salvare i perduti? Gesù disse: Poi Gesù disse: «Io sono venuto in questo mondo per fare un giudizio, affinché quelli che non vedono vedano e quelli che vedono diventino ciechi». Giovanni 9:39.
Nel caso di prima abbiamo visto che ci sono persone che non vogliono credere perché si ritengono giuste, ma ci sono persone che ammettono di essere ingiuste e bisognose di un Salvatore. Ora vediamo cosa succede quando Gesù lancia l’appello a ravvedersi: coloro che si ritengono giusti chiudono gli occhi per non vedere, mentre coloro che riconoscono di aver bisogno di salvezza, rispondono all’appello perché aprono gli occhi. Il motivo per cui chi crede vede, mentre chi non crede resta cieco, spiritualmente parlando, è perché Gesù è la luce e chi crede viene trasportato nella luce: Egli (la Parola) era la luce vera, che illumina ogni uomo che viene nel mondo. […] Io sono venuto come luce per il mondo, affinché chiunque crede in me non resti nelle tenebre. Giovanni 1:9; 12:46.
L’appello al ravvedimento, di fatto, è un appello a venire alla luce ed esiste un motivo molto semplice che spiega come mai alcuni vengono alla Luce, che è Cristo, ed altri no.
Dio infatti non ha mandato il proprio Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma affinché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato, ma chi non crede è già condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. Ora il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo e gli uomini hanno amato le tenebre più che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Infatti chiunque fa cose malvagie odia la luce e non viene alla luce, affinché le sue opere non siano riprovate; ma chi pratica la verità viene alla luce, affinché le sue opere siano manifestate, perché sono fatte in Dio».
Giovanni 3:17-21
C’è chi dice che gli uomini non vengono alla luce, e quindi non credono in Gesù, perché Dio non glielo permette. Abbiamo visto che Gesù apre gli occhi ai ciechi spirituali e permette loro di vedere la Sua luce e se questo fosse l’unica cosa che la Bibbia ci dice allora quelle persone avrebbero ragione. In questo passo, invece, vediamo che la scelta di non andare alla luce dipende dalle persone, non da Dio. Sono le persone che decidono di non andare alla luce, perché le loro opere sono malvagie. In pratica Gesù predicava il ravvedimento e ci furono persone che si ravvidero, ma ci furono anche persone odiavano la luce e non si ravvidero, perché amavano le loro opere malvagie.
Perché il cuore di questo popolo è divenuto insensibile, essi sono diventati duri d’orecchi e hanno chiuso gli occhi, perché non vedano con gli occhi e non odano con gli orecchi, e non intendano col cuore e non si convertano, e io li guarisca”.
Matteo 13:15
Chi è il soggetto di quest’azione? Dio o gli uomini? Chi è responsabile per gli occhi chiusi? Gesù o le persone che non vogliono credere? Questi passi ci insegnano proprio che Gesù cercava le persone per salvarle ed alcuni si umiliarono e credettero alla Sua predicazione, mentre altri chiusero occhi ed orecchi per non convertirsi perché amavano le loro opere malvagie, e tra questi c’erano anche persone molto religiose, ritenute sante dal popolo, come il sommo sacerdote.
4) Per dare vita in abbondanza
Cosa proponeva Gesù, in alternativa alla vita corrotta dal peccato e alla condanna, cioè alla morte eterna, l’eterna separazione da Dio?
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; ma io sono venuto affinché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza.
Giovanni 10:10
Abbiamo detto che Gesù offriva, e offre ancora, salvezza e questa salvezza che Lui offre è la vita eterna. Lui vuole dare vita in abbondanza a tutti coloro che credono, ma come può un nemico di Dio, una volta ravveduto, ricevere vita abbondante, quando Dio è santo e giusto?
«Non pensate che io sia venuto ad abrogare la legge o i profeti; io non sono venuto per abrogare, ma per portare a compimento.
Matteo 5:17
Questo brano è molto frainteso, ma alla luce di quello che abbiamo detto fin qui diventa chiaro. Gesù parlava a dei Giudei e loro conoscevano la legge. Sapevano che la legge è impossibile da seguire alla lettera in tutto e per tutto per qualsiasi uomo, eccetto Gesù stesso. Il ruolo della legge, infatti, non è mai stato quello di salvare, ma di condurre a Cristo.
Così la legge è stata nostro precettore per portarci a Cristo, affinché fossimo giustificati per mezzo della fede.
Galati 3:24
Ciò che fa la legge è farci conoscere il peccato e mostrarci che siamo peccatori.
Or noi sappiamo che tutto quello che la legge dice, lo dice per coloro che sono sotto la legge, affinché ogni bocca sia messa a tacere e tutto il mondo sia sottoposto al giudizio di Dio, perché nessuna carne sarà giustificata davanti a lui per le opere della legge; mediante la legge infatti vi è la conoscenza del peccato.
Romani 3:19-20
La legge, tuttavia, non è fatta solo di comandamenti da seguire per non peccare, ma spiega anche come, dopo aver peccato, possiamo fare la pace con Dio ed avere il Suo perdono. Esiste un intero libro, il Levitico, dedicato alle pratiche sacerdotali, dalle quali apprendiamo che per ottenere il perdono di Dio c’è bisogno di sangue innocente.
E, secondo la legge, quasi tutte le cose sono purificate col sangue; e senza spargimento di sangue non c’è perdono dei peccati.
Ebrei 9:22
Ora vediamo in che modo Gesù adempie la legge. Lui è senza peccato, quindi il Suo sangue è sangue d’innocente. La legge ci condanna, perché noi siamo peccatori ed abbiamo infranto la legge di Dio. In risposta a ciò interviene un altro aspetto della legge, cioè che una volta che abbiamo peccato abbiamo bisogno di un sacrificio. Gesù interviene ad adempiere la legge offrendo Sé stesso come sacrificio per i nostri peccati. Quindi, quando leggiamo che Gesù non è venuto ad abolire, ma a portare a compimento la legge, non significa che dobbiamo ancora seguire la legge, perché abbiamo già dimostrato di non esserne capaci, ma che compiamo lo scopo della legge, cioè andare a Cristo per ricevere il perdono di Dio. Questo significa che per dare a noi vita in abbondanza, Gesù ha dovuto dare la Sua stessa vita: Gesù è morto per darti vita e dartene in abbondanza. Ovviamente, Gesù non è rimasto morto, altrimenti non avrebbe potuto darci la vita che ci ha promesso. Quindi Gesù è morto per pagare la pena dei nostri peccati ed è risorto per darci vita in abbondanza.
5) Essere Re
C’è un altro motivo per cui Gesù è venuto ed è il motivo per cui ritornerà, cioè essere Re:
Allora Pilato gli disse: «Dunque sei tu re?». Gesù rispose: «Tu dici giustamente che io sono re; per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità; chiunque è per la verità ascolta la mia voce».
Giovanni 18:37
Gesù disse questo nel momento in cui stava per andare in croce in modo che noi non ci confondessimo. Noi avremmo pensato che Gesù volesse diventare Re 2000 anni fa, e che quindi avesse ragione il papa cattolico quando ha detto che Gesù ha fallito. Ciò che vediamo, invece, è che il Suo intento, come abbiamo detto fosse quello di salvare morendo sulla croce, ma che ciò non mette fine alla Sua opera. Infatti ha promesso di tornare e quando tornerà adempirà anche questo aspetto della Sua venuta, cioè sarà il Re dei re e Signore dei signori. Gesù è stato umile ed ubbidiente fino alla morte di croce e si è guadagnato il diritto di essere il Re dei re: Abbiate in voi lo stesso sentimento che già è stato in Cristo Gesù, il quale, essendo in forma di Dio, non considerò qualcosa a cui aggrapparsi tenacemente l’essere uguale a Dio, ma svuotò se stesso, prendendo la forma di servo, divenendo simile agli uomini; e, trovato nell’esteriore simile ad un uomo, abbassò se stesso, divenendo ubbidiente fino alla morte e alla morte di croce. Perciò anche Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato un nome che è al di sopra di ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio delle creature (o cose) celesti, terrestri e sotterranee, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre. Filippesi 2:5-11.
6) Servire e dare la Sua vita
Questo ci porta ad un altro brano che descrive la Sua vita sulla terra durante la prima venuta:
Poiché anche il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti».
Matteo 20:28
Gesù dice che è venuto per servire e per dare la Sua vita. Abbiamo visto che ha dato la Sua vita e abbiamo visto che è il Re, ma perché ha detto che è venuto per servire?
Or prima della festa di Pasqua, sapendo Gesù che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine. E, finita la cena, avendo già il diavolo messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani, e che egli era proceduto da Dio e a Dio ritornava, si alzò dalla cena e depose le sue vesti; poi, preso un asciugatoio, se lo cinse. Dopo aver messo dell’acqua in una bacinella, cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugatoio di cui era cinto. Venne dunque a Simon Pietro. Ed egli gli disse: «Signore tu lavi i piedi a me?». Gesù rispose e gli disse: «Quello che io faccio, ora non lo comprendi, ma lo comprenderai dopo». Pietro gli disse: «Tu non mi laverai mai i piedi». Gesù gli rispose: «Se non ti lavo, non avrai nessuna parte con me». Simon Pietro gli disse: «Signore, non solo i piedi, ma anche le mani e il capo». Gesù gli disse: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno che di lavarsi i piedi ed è tutto mondo; anche voi siete mondi, ma non tutti». Egli infatti sapeva chi lo avrebbe tradito; perciò disse: «Non tutti siete mondi». Così, dopo aver lavato i piedi, riprese le sue vesti, si mise di nuovo a tavola e disse loro: «Comprendete quello che vi ho fatto? Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Io infatti vi ho dato l’esempio, affinché come ho fatto io facciate anche voi. In verità, in verità vi dico: Il servo non è più grande del suo padrone, né il messaggero più grande di colui che l’ha mandato. Se sapete queste cose, siete beati se le fate.
Giovanni 13:1-17
Gesù è venuto anche per darci un esempio. Lui è il Re e il Signore ed è stato tra gli uomini come un servo. Noi, che siamo servi, a maggior ragione dobbiamo servire Dio e servire gli altri, lavarci i piedi a vicenda, aiutarci in maniera pratica, amarci in maniera pratica. Il versetto 1 ci fa capire che questo servizio è espressione del Suo amore, quindi anche noi, se diciamo di amare Dio e di amare il prossimo, dobbiamo farlo praticamente, servendo. Abbiamo letto poco fa che Lui prese forma di servo e servì fino a morire sulla croce per noi. A noi non è richiesto tanto, ma questo non ci esime, noi dobbiamo servire, servire Dio, servire i figli di Dio e servire anche i non credenti. Il modo migliore per servire i non credenti e continuare l’opera di Gesù di chiamare i peccatori al ravvedimento, affinché siano salvati e ricevano vita abbondante da Gesù.
Conclusione
Tirando le somme, Gesù è venuto per delle ragioni molto precise. Lui è venuto per cercare i perduti, come noi eravamo un giorno, salvarli dando la Sua vita e risorgendo dai morti, e per essere un esempio di amore e servizio per i credenti. L’applicazione per te oggi è duplice. Se riconosci di essere ancora nell’oscurità e di aver bisogno di quella vita abbondante, non ti allontanare dalla Luce, ma vai a Lui per essere da Lui salvato, perché Lui è venuto a cercare te e il Suo appello a ravvederti è ancora valido, devi solo rispondere. Per coloro che hanno creduto, Gesù è un esempio. Il Suo desiderio è che noi amiamo gli altri nello stesso modo in cui Lui ha amato noi, servendoci, soccorrendoci e cercandoci mentre eravamo perduti affinché potessimo credere. Trova il tuo posto al servizio degli altri. Servi gli altri sia nel tuo privato, sia nella chiesa e servi coloro che sono al di fuori della chiesa, non solo facendo loro del bene, ma predicando loro l’evangelo affinché siano salvati. Se vuoi imparare come farlo e aiutarmi nel farlo, parlamene dopo l’incontro e potremo farlo insieme. Sii un degno discepolo e servo del tuo Maestro e Signore Gesù Cristo!

