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Le Istruzioni del Nuovo Patto

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  • Ultima modifica dell'articolo:19 Dicembre 2023
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Le Istruzioni del Nuovo Patto

17/12/2023

Matteo 26:28



Dopo aver visto perché Gesù è venuto, oggi vedremo quali novità ha portato la Sua venuta. La venuta di Gesù è stato l’evento più significativo della storia ed ha letteralmente cambiato il mondo, ma ciò che voglio vedere oggi è quali novità ha portato a noi credenti.

perché questo è il mio sangue, il sangue del nuovo patto che è sparso per molti per il perdono dei peccati.

Matteo 26:28

1) Un nuovo comandamento

Nel corso del Suo ministero terreno, Gesù ha dato diverse istruzioni ai Suoi discepoli, ma la maggior parte di esse riprendevano la legge di Mosè, confermando e chiarendo quelle che erano le istruzioni che Dio diede a Mosè. Quello che voglio vedere con voi sono le istruzioni particolari, quelle uniche, che sono state introdotte da Gesù stesso. La prima istruzione la troviamo in Vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, anche voi amatevi gli uni gli altri. Giovanni 13:34.

Ci sono alcune cose che voglio notare in questo versetto. La prima cosa è che l’amore non è un sentimento, ma un comandamento. Una delle cose più malintese al mondo di oggi è proprio il concetto di amore. Questo mondo sta diventando sempre più concentrato e guidato dalle emozioni piuttosto che dalla logica. Spesso le persone si offendono per una parola fuori posto o una parola che loro ritengono offensiva, anche se non lo è affatto (come usare il pronome lui per un uomo e lei per una donna). Quest’epoca è talmente folle che iniziano anche a fare leggi in tutto il mondo secondo le quali commetteremmo un reato penale (carcere) nel caso usassimo il pronome “sbagliato”, mentre chi ruba o spaccia spesso non viene neanche perseguito. Questo è il mondo che ci dice che dobbiamo seguire il nostro cuore, andare dove i nostri sentimenti ci guidano, avere rapporti con chiunque vogliamo, anche più persone contemporaneamente, che al cuore non si comanda e che quando due persone si amano non fanno niente di male, anche se una delle due persone è minorenne e magari ha meno di 14 anni (vogliono di fatto abbassare l’età del consenso a 12 anni per poi abbassarla ulteriormente nel futuro). Ora io mi chiedo, vogliamo davvero imparare da questo mondo? Intanto il cuore è ingannevole!

Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa e insanabilmente malato; chi lo può conoscere?

Geremia 17:9

Uno dei consigli peggiori che si possa dare è: “Segui il tuo cuore, non la tua testa”; e questo mondo è tutto concentrato su questo consiglio. Un’altra cosa che dobbiamo imparare è che Gesù dice: “Vi do un nuovo comandamento”. Amare è una scelta, non è una cosa che capita e non è dettato dalla lussuria, come insegna il mondo. Il mondo ci insegna che siamo animali guidati dagli istinti e che ogni affetto che abbiamo è dettato da un certo grado di attrazione carnale, perfino nei confronti dei nostri genitori, il che è semplicemente disgustoso. Dio invece ci dice che siamo esseri spirituali e che il nostro amore è dettato da una scelta di fare e desiderare il bene delle persone intorno a noi, che spesso non sono amabili e magari ricambiano il nostro bene con il male. L’apostolo Giovanni ci spiega l’amore in questi termini:

Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, poiché l’amore è da Dio e chiunque ama è nato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. In questo si è manifestato l’amore di Dio verso di noi, che Dio ha mandato il suo Figlio unigenito nel mondo, affinché noi vivessimo per mezzo di lui. In questo è l’amore: non che noi abbiamo amato Dio, ma che lui ha amato noi e ha mandato il suo Figlio per essere l’espiazione per i nostri peccati. Carissimi, se Dio ci ha amato in questo modo, anche noi ci dobbiamo amare gli uni gli altri. Nessuno ha mai visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio dimora in noi e il suo amore è perfetto in noi. […] Noi lo amiamo, perché egli ci ha amati per primo. Se uno dice: «Io amo Dio», e odia il proprio fratello, è bugiardo; chi non ama infatti il proprio fratello che vede, come può amare Dio che non vede? E questo è il comandamento che abbiamo ricevuto da lui: chi ama Dio, ami anche il proprio fratello.

1 Giovanni 4:7-12,19-21

Dio ci ha fatto conoscere il Suo amore dando il Suo bene più prezioso per salvare noi che eravamo Suoi nemici e renderci Suoi figli! Noi non eravamo amabili e Dio non aveva un’attrazione carnale per noi, dato che Lui è Spirito, quindi Lui ha scelto di amarci con una tale intensità da sacrificare Suo Figlio! Gesù stesso disse che dobbiamo amarci tra noi tanto quanto Lui ha amato noi, cioè tanto da morire una morte orribile per noi. Questo significa che dobbiamo amarci gli uni gli altri di un amore che si sacrifica, un amore che è disposto a dare la sua vita per i suoi fratelli e sorelle nella fede. Un amore di questo tipo, non è un amore interessato, cioè ti amo per come mi fai sentire, ti amo per quello che mi dai, ti amo perché hai tante qualità, tutte cose che insegna questo mondo. Piuttosto il nostro amore deve essere, ti amo nonostante ciò che sei, perché sei mio fratello o mia sorella nella fede. Provate ad immaginare cosa significhi che trascorreremo l’eternità in cielo. Il legame spirituale è molto più forte e duraturo del legame di sangue. Quindi, dobbiamo essere pronti a perdonare, a sopportare e a fare del bene e pregare anche per quei fratelli e sorelle che “non se lo meritano”. Questo significa essere dei discepoli di Gesù! Noi dobbiamo riflettere il carattere di Gesù e mostrare Gesù al mondo. Questo è anche il motivo per cui Gesù disse queste parole:

Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri».

Giovanni 13:35

L’amore che dimostriamo gli uni per gli altri non solo è segno di maturità spirituale e proviene da quel legame eterno che noi abbiamo in Cristo, ma è anche un segno, una testimonianza per il mondo che noi siamo diversi! Come potrebbe il mondo conoscere l’amore di Dio se noi non siamo in grado di amarci gli uni gli altri? Come potrebbe il mondo capire che Dio ama incondizionatamente e per scelta, non per convenienza o attrazione carnale, se non vede questo attraverso di noi? Da una parte abbiamo un mondo che si concentra sulla carne e confonde l’amore con l’attrazione carnale, dall’altra abbiamo Dio che è amore, l’amore vero. Da chi vogliamo imparare ad amare?

2) Un nuovo segno

La seconda istruzione che abbiamo ricevuto Gesù riguarda il nostro segno distintivo. Dio diede il segno della circoncisione ad Abrahamo per indicare da quale famiglia dovesse venire il Cristo promesso; poi diede il segno del sabato al popolo d’Israele per indicare qual era il Suo popolo; ora Gesù ha dato un segno a noi per indicare qual è la Sua sposa, chi sono i Suoi, chi sono i cristiani. Il segno è questo:

E, quando giunse l’ora, egli si mise a tavola, e i dodici apostoli con lui. Allora egli disse loro: «Ho grandemente desiderato di mangiare questa Pasqua con voi prima di soffrire, poiché io vi dico che non ne mangerò più finché abbia il suo compimento nel regno di Dio». Poi prese il calice, rese grazie e disse: «Prendete questo e dividetelo fra di voi, perché io vi dico che non berrò più del frutto della vigna, finché il regno di Dio sia venuto». Poi, preso il pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo, che è dato per voi; fate questo in memoria di me». Così pure, dopo aver cenato, prese il calice dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, che è sparso per voi.

Luca 22:14-20

Ci sono religioni come i Testimoni di Geova che non permettono ai loro adepti di partecipare ai simboli o altre religioni, come quella cattolica, che non permettono che prendano tutti i simboli, limitando il frutto della vite al solo sacerdote. Queste cose servono a porre differenza tra il clero e i laici, ma leggendo queste parole capiamo subito che queste pratiche sono il modo più ovvio per distinguere i veri cristiani da quelli che si definiscono tali ma non lo sono. Ci sono anche altri elementi, ma questo è il segno che abbiamo ricevuto come cristiani ed è il segno del Nuovo Patto, ossia del Nuovo Testamento. Ora, ogni patto tra Dio e gli uomini è stato siglato con il sangue di sacrifici animali, tutti tranne il Nuovo Patto, che è stato siglato con il sangue di Cristo, l’Agnello di Dio. Il frutto della vigna simboleggia il sangue di Cristo sparso per il perdono dei nostri peccati e Gesù lo chiama “il sangue del nuovo patto”. Il Nuovo Testamento non è iniziato con la nascita di Gesù, ma con la Sua morte. Questo è significativo per noi per capire i cambiamenti che ci sono stati tra i quattro racconti evangelici e il resto del Nuovo Testamento, perché tutto ciò che Gesù ha detto e ha fatto prima della croce era ancora sotto l’Antico Testamento, sotto il patto siglato con Mosè al monte Sinai. Abbiamo già visto molto riguardo a ciò che simboleggiano questi simboli e non ne parlerò oggi, ma vi ricordo sinteticamente che sono solo simboli e che simboleggiano il corpo ed il sangue mai contaminati dal peccato del Signore Gesù Cristo, ed è per questo che usiamo il pane azzimo e il succo d’uva non fermentato per adempiere al comandamento di ricordare la Sua morte con questi simboli fino al Suo ritorno. Quello che voglio, però, ricordarvi oggi è che noi facciamo questo non per rinnovare il sacrificio di Cristo, che è stato fatto una volta per sempre, ma per ricordarlo con due scopi:

  1. Santificazione – ricordare l’opera di Cristo serve a portarci ad un auto-esame per progredire nella nostra santificazione e consacrazione al Signore.

  2. Annuncio del ritorno di Cristo – prendere questi simboli serve a dichiarare al mondo che Gesù sta per tornare e noi Lo stiamo aspettando.

Oggi adempiremo a questo comandamento e leggeremo le istruzioni che abbiamo ricevuto a riguardo prima di prendere i simboli. Quindi questo è il secondo comandamento per i cristiani che Cristo ci ha lasciato ed è per questo che per noi è importante commemorare la morte del Signore e annunciare il Suo ritorno attraverso questi simboli.

3) Un nuovo scopo

La terza cosa che siamo chiamati a fare come cristiani, o meglio, che ci è stato comandato di fare la leggiamo in Marco 16:15: Poi disse loro: «Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo a ogni creatura;.

Abbiamo parlato anche di questo un po’ di tempo fa, ma è utile ricordare che Cristo ci ha dato il comandamento di raggiungere i perduti. Il motivo per cui vogliamo portare avanti diverse iniziative per raggiungere i perduti non è quello di riempire le sedie della sala per sentirci meno soli, ma è piuttosto quello di adempiere al comandamento di raggiungere tutti i perduti del mondo. Ora, non mi soffermerò sui dettagli, ma vi ricordo alcune caratteristiche di questo comandamento. Innanzitutto dobbiamo, come abbiamo appena letto, predicare l’evangelo in tutto il mondo. Questo significa che la predicazione è una parte essenziale e che altri metodi non rispettano il comandamento che il Signore ci ha dato, a meno che non siano accessori. Nessuno può essere salvato senza conoscere l’evangelo e se volessimo integrare la predicazione con altre cose andrebbe bene, ma non va bene quando la sostituiamo con altre cose. Un’altra cosa importante di questo comando è che noi da soli non possiamo raggiungere tutto il mondo, ma possiamo moltiplicarci e questo ci darà la capacità di raggiungere sempre più persone, fino a raggiungere tutti i perduti del mondo. Ecco perché leggiamo queste parole in Matteo 28:19-20: Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho comandato. Or ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell’età presente. Amen»..

La predicazione deve essere accompagnata dalla formazione, cioè dal discepolato, e il nuovo discepolo deve ubbidire al comando di essere battezzato. Quest’ultimo non è un altro comandamento, ma è la continuazione del comandamento precedente. Essere discepoli implica seguire Cristo e così come Cristo ha iniziato il Suo servizio solo dopo il battesimo, anche noi siamo chiamati a fare altrettanto. Un’altra cosa da tenere in considerazione è che il battesimo, insieme alla Cena del Signore, sono quei due ordinamenti che il Signore ci ha lasciato che puntano alla Sua morte e resurrezione per la nostra salvezza. La formazione, quindi, è essenziale per poter adempiere al comandamento di raggiungere tutto il mondo con l’evangelo e questo è il motivo per cui in questa chiesa, come in tutte le chiese fedeli al Signore, il discepolato ha una parte fondamentale, cioè non è un servizio che offre la chiesa, ma uno dei suoi scopi. Il fine del discepolato, come abbiamo detto, è quello di raggiungere i perduti, ma non si può raggiungere i perduti senza andare da loro. Questo è il motivo per cui vogliamo andare per le strade a distribuire volantini, parlare con le persone, invitarle in chiesa, invitarle ad avere studi biblici, creare nuovi contatti; tutto è finalizzato non a riempire una stanza, grande o piccola che sia, ma ad adempiere a quel comandamento a cui ci riferiamo con il nome di Grande Mandato. Perché dovremmo farlo? Abbiamo detto la scorsa settimana che Gesù è venuto a cercare e salvare ciò che era perduto, compresi noi, e abbiamo visto che Lui ha versato il Suo prezioso sangue per il perdono dei peccati di tutti noi. Il motivo per cui vogliamo onorare il Signore con quest’opera è perché il Suo sangue, la Sua vita, è molto più preziosa della mia e di qualunque cosa questo mondo possa offrire, quindi è importante che coloro per cui il nostro Signore ha versato il Suo sangue, vengano alla conoscenza della verità in modo che quel sangue non sia stato sparso in vano per loro e loro restino perduti. Gesù ha cercato i perduti mentre era sulla terra e ora manda noi a cercare i perduti, perché vuole ancora salvare. In passato chi voleva la salvezza doveva andare dagli ebrei e conoscere Dio attraverso di loro, ora non sono loro a dover cercare noi, ma noi loro; non sono loro a dover venire, ma noi a dover andare!

Conclusione

In conclusione, oggi avremo la commemorazione della Cena del Signore e nei prossimi giorni usciremo per le strade di Foggia per raggiungere i perduti di questa città. Tu hai una scelta da fare oggi. Abbiamo ricevuto tre comandamenti unici da parte del Signore Gesù e oggi ti chiedo:

  1. Sceglierai di amare i tuoi fratelli e sorelle nella fede quanto Gesù ha amato te e sacrificarti per loro, in modo da distinguerti dal mondo ed essere un degno discepolo di Gesù?

  2. Ti impegnerai a crescere nella tua santificazione mentre ricordiamo la morte del Signore e annunciamo il Suo ritorno attraverso i simboli?

  3. Andrai a cercare i perduti così come ha fatto il Signore?

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