Il Primo Miracolo
28/01/2024
Giovanni 2:1-12
Stiamo parlando del ministero di Gesù e abbiamo già visto il battesimo, la tentazione nel deserto e la chiamata dei primi discepoli.
Prima di entrare nel vivo di quello che sarà il ministero, c’è ancora un altro evento che precede l’inizio del ministero.
Come vedremo, il ministero di Gesù inizia con la purificazione del tempio e terminerà con una seconda purificazione del tempio prima della crocifissione, ma questo lo vedremo più in là.
Oggi vedremo il primo miracolo di Gesù, che avvenne a quelle che sono comunemente conosciute come “le nozze di Cana”.
Questo è un miracolo molto famoso, sia perché compare in tutti i film che parlano di Gesù, sia perché parla di vino e questo è un tema molto caro a tante persone.
Spero di non sfatare qualche mito, ma dopo parleremo anche di questo.
Leggiamo, dunque, il brano di riferimento.
1 Tre giorni dopo, si fecero delle nozze in Cana di Galilea, e la madre di Gesù si trovava là. 2 Or anche Gesù fu invitato alle nozze con i suoi discepoli. 3 Essendo venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino». 4 Gesù le disse: «Che cosa c’è tra te e me, o donna? L’ora mia non è ancora venuta». 5 Sua madre disse ai servi: «Fate tutto quello che egli vi dirà». 6 Or c’erano là sei recipienti di pietra, usati per la purificazione dei Giudei, che contenevano due o tre misure ciascuno. 7 Gesù disse loro: «Riempite d’acqua i recipienti». Ed essi li riempirono fino all’orlo. 8 Poi disse loro: «Ora attingete e portatene al maestro della festa». Ed essi gliene portarono. 9 E, come il maestro della festa assaggiò l’acqua mutata in vino (or egli non sapeva da dove venisse quel vino, ma ben lo sapevano i servi che avevano attinto l’acqua), il maestro della festa chiamò lo sposo, 10 e gli disse: «Ogni uomo presenta all’inizio il vino migliore e, dopo che gli invitati hanno copiosamente bevuto, il meno buono; tu, invece, hai conservato il buon vino fino ad ora». 11 Gesù fece questo inizio dei segni in Cana di Galilea e manifestò la sua gloria, e i suoi discepoli credettero in lui. 12 Dopo questo, egli discese a Capernaum con sua madre, i suoi fratelli e i suoi discepoli; ed essi rimasero lì pochi giorni.
Giovanni 2:1-12
1) L’invito
Innanzitutto parliamo dell’invito che Gesù ricevette.
Non sappiamo chi fossero gli sposi, né se ci fosse parentela tra loro e Gesù, perché il testo non ce lo dice e per questo lo Spirito Santo non l’ha ritenuto necessario.
Ciò che però ha ritenuto necessario dirci è che Gesù fu invitato con i Suoi discepoli.
Questo avvenne a soli tre giorni di distanza dalla chiamata dei suoi primi discepoli, che in questo momento erano in 5 (Andrea e il suo amico, Simon Pietro, Filippo e Natanaele).
Nonostante il piccolo seguito e il poco tempo trascorso, a Cana, non a Nazaret, avevano sentito parlare di Gesù e dei Suoi discepoli, probabilmente da Maria che era lì in quel momento.
In realtà non sapevano ancora cosa sarebbe avvenuto e che Gesù si sarebbe manifestato come il Messia promesso; infatti non aveva ancora fatto alcun miracolo, né aveva pronunciato qualcuno dei Suoi famosi sermoni.
Tuttavia possiamo immaginare il piccolo gruppo, quasi una comitiva di amici, partecipare a queste nozze.
2) Le Nozze
Per capire come fosse possibile che si esaurisse il vino durante una festa, dobbiamo pensare che questo racconto ci parla della fine del ricevimento nuziale che durava, tradizionalmente, sette giorni.
Alla fine dei sette giorni, il vino era esaurito e Maria fece notare questo problema a Gesù.
La chiesa cattolica usa questo brano come pretesto per presentare Maria come mediatrice, ma dobbiamo notare due cose.
La prima cosa è che non solo la Bibbia non ci parla di una eventuale funzione di mediatrice di Maria, ma addirittura qui Gesù rimprovera Maria per aver cercato di spingerlo a fare qualcosa (v. 4).
La seconda cosa è che Gesù non aveva ancora fatto alcun miracolo, quindi Maria non si aspettava quello che sarebbe successo.
Ciò che possiamo capire da questo brano è che Gesù aveva dimostrato delle grandi capacità nel risolvere qualsiasi problema Gli si presentasse davanti. Per questo Maria aveva molta fiducia nel fatto che avrebbe risolto anche questa situazione. Ecco perché si rivolge a Lui ed ecco perché esorta i servi ad ubbidire a Gesù senza opporsi.
Infatti, ciò che Gesù chiede loro di fare non ha senso, visto che chiede di preparare dell’acqua e portarla a tavola come se fosse vino.
Tuttavia non voglio vedere solo l’aspetto negativo della cosa.
Infatti la tentazione è quella di focalizzare l’attenzione sul rimprovero di Gesù per confutare l’affermazione della chiesa cattolica, ma non dobbiamo lasciarci spogliare dei tesori della Scrittura solo perché qualcun altro usa un versetto fuori contesto.
Sono sicuro, infatti, che Satana usi queste cose per distrarci, perché impariamo ad usare i brani per confutare le false dottrine e dimentichiamo di studiarli per la nostra edificazione.
Dio non ha scritto la Bibbia per confutare le menzogne, ma per insegnare la verità!
Il tesoro nascosto in questo brano è vedere la fiducia di Maria in ciò che avrebbe fatto Gesù.
Quante volte Dio ci chiede di fare qualcosa e noi vogliamo una spiegazione, o dei risultati tangibili subito, o semplicemente contestiamo la Sua richiesta perché non è logica secondo il nostro modo di pensare?
Noi, invece, dobbiamo imparare a fidarci di Gesù ed essere disposti a fare qualsiasi cosa ci chieda di fare, anche se illogica.
Maria, in questo caso, ci offre un esempio molto importante da seguire, perché lei era certa che Gesù avrebbe trovato una soluzione, ma aveva anche imparato che il modo di agire di Gesù non sempre seguiva la logica umana, però il risultato sarebbe arrivato a patto di seguire alla lettera le istruzioni di Gesù.
3) Il segno
Ora, prima di fare una piccola digressione su ciò che credo significhi la parola vino in questo brano, voglio toccare il punto centrale del brano, cioè che Gesù usò questa occasione per compiere il primo miracolo, che Giovanni chiama “segno”, e che questo aveva uno scopo ben preciso.
Il fatto che Giovanni lo chiami “segno”, infatti, è perché i miracoli servivano a dimostrare qualcosa, erano, appunto, dei segni che indicavano l’identità di Gesù.
Questi segni, quindi, servivano a dimostrare che Gesù è il Figlio di Dio, che è il Messia o Cristo profetizzato e che le Sue affermazioni sono verità.
In questo caso vediamo sviluppare questi tre punti in questo segno.
Per quanto riguarda l’essere Figlio di Dio, Gesù dimostrò, attraverso questo segno, di essere il Creatore incarnato.
Infatti, mutare l’acqua in vino non richiede una semplice mutazione atomica o dei processi fisici, ma richiede la creazione nell’acqua di quegli elementi organici che sono propri dell’uva (proteine, vitamine, ecc.).
Questo non sarebbe stato possibile a nessun essere umano, neanche con le tecnologie odierne.
Infatti noi possiamo aggiungere un concentrato d’uva all’acqua e cambiarla, ma questo non sarebbe cambiare l’acqua in vino; sarebbe solo reidratare il concentrato per farlo tornare succo e si tratterebbe comunque di un’aggiunta.
Per rendere ancora più valido il miracolo, Gesù non tocca neanche l’acqua, non chiede loro di aggiungere qualcosa e si assicura che vengano usati recipienti puliti, usati solo per l’acqua, in modo che non ci fossero contaminazioni e nessuno potesse dire che Gesù avesse in qualche modo manomesso o alterato l’acqua.
I servi presero l’acqua che era ancora acqua e la versarono a tavola che era diventata vino nelle loro brocche.
Per quanto riguarda il dimostrare che Lui era veramente il Cristo promesso, Lui fece qualcosa di nuovo e risolse un problema irrisolvibile con estrema facilità, cosa che ci si aspettava dal Re d’Israele promesso.
Infine, per quanto riguarda la conferma delle Sue parole, poche righe prima leggiamo che affermò di essere il Cristo e che loro avrebbero visto cose straordinarie, fino a vedere gli angeli salire e scendere dalla Sua presenza. Circa dieci giorni dopo Gesù compie, in loro presenza, qualcosa di inimmaginabile.
Il risultato fu che i discepoli acquistarono fiducia nel fatto che Lui fosse davvero il Cristo, il Figlio di Dio, perché nessuno avrebbe potuto fare qualcosa del genere.
4) L’importanza del segno
Questo ci porta ad un esame di ciò che vediamo ai giorni nostri.
Un miracolo ha il solo scopo di puntare a Gesù come il Cristo, il Figlio di Dio incarnato, Colui che ha promesso tra le molte cose la vita eterna a coloro che credono in Lui.
Quando vediamo un miracolo atto a confermare l’autorità o l’eventuale ufficio pastorale o apostolico di un uomo qualsiasi, chiediamoci se davvero venga da Dio.
Ogni miracolo nella Bibbia, anche dopo la resurrezione di Gesù, puntava a Cristo, non all’uomo che lo faceva. Quando leggiamo che questo segno dava gloria a Gesù, questo è quello che dovremmo aspettarci da un miracolo fatto da Dio.
Ricordiamoci che anche il diavolo è in grado di compiere miracoli e che userà questo per portare al potere l’Anticristo.
Anche Iannè e Iambrè, che si opposero a Mosè, furono in grado di replicare alcuni dei miracoli che Dio faceva attraverso Mosè, ma presto i limiti del Diavolo si videro.
Eso 7:11 Allora anche il Faraone chiamò i savi e gli incantatori; e i maghi d’Egitto con le loro arti occulte fecero anch’essi la stessa cosa.
Eso 7:22 Ma i maghi d’Egitto fecero la stessa cosa con le loro arti occulte; e il cuore del Faraone si indurì ed egli non diede loro ascolto, come l’Eterno aveva detto.
Eso 8:7 Ma i maghi fecero la stessa cosa con le loro arti occulte e fecero salire le rane sul paese d’Egitto.
Eso 8:18 Ora i maghi cercarono di fare lo stesso con le loro arti occulte per produrre le zanzare, ma non poterono. Le zanzare furono dunque sugli uomini e sugli animali. 19 Allora i maghi dissero al Faraone: «Questo è il dito di DIO». Ma il cuore del Faraone si indurì ed egli non diede loro ascolto, come l’Eterno aveva loro detto.
Esodo 7:11,22; 8:7,18-19
Ci sono cose che Satana non è in grado di imitare e questo miracolo è una di quelle cose. Non dobbiamo, quindi, vedere un miracolo e pensare automaticamente che venga da Dio. Ciò che fa la differenza e ci permette di riconoscerlo è: a chi dà gloria questo miracolo?
Ci sono guaritori a centinaia, ad esempio, che promettono grandi guarigioni in cambio di denaro o luoghi dove compaiono i cosiddetti santi e madonne, dove le persone vanno a spendere migliaia di euro nella speranza di ottenere una guarigione.
A chi danno gloria queste cose? Nella Bibbia non ho mai letto di qualcuno che abbia compiuto un miracolo da parte di Dio che abbia chiesto denaro, riconoscimenti, lode o potere; però vedo in giro persone vantarsi di poter compiere grandi opere in nome di Dio a patto di dare loro qualcosa, che sia denaro o altro.
In questo caso il segno aveva uno scopo ben preciso ma il principio è sempre quello di far sì che le persone guardino a Gesù e Lo riconoscano per Colui che è veramente, non che guardino a chi ha fatto il miracolo, anche se fosse uno dei dodici.
5) Il vino
Prima di chiudere, vorrei brevemente trattare questo termine. Molti usano questo testo per giustificare l’uso dell’alcool perfino per la Cena del Signore.
Personalmente ritengo che astenersi totalmente dall’alcool sia la scelta migliore per chi vuole mantenere la santità del tempio di Dio, cioè del nostro corpo, ma anche per questo ci sono persone che usano questo testo per dire che quando Gesù mutò l’acqua in vino, approvò l’uso dell’alcool.
Premetto che non è mio compito dire ciò che voi potete mangiare o bere; è una cosa tra voi e Dio e ognuno si comporta secondo la sua coscienza (Nessuno dunque vi giudichi per cibi o bevande, o rispetto a feste, a noviluni o ai sabati; Colossesi 2:16).
Ciò che voglio vedere oggi è perché credo che non si trattasse di vino alcolico.
La parola vino poteva indicare anche il vino non alcolico, quindi il solo fatto che la parola compaia non indica che si tratti di vino alcolico.
In secondo luogo, l’apprezzamento per il sapore del vino non indica che fosse buono secondo i nostri canoni mondani odierni, secondo i quali si tratta di vino particolarmente alcolico, invecchiato molti anni, anzi il vino che la Bibbia presenta come quello ricercato in tutti i racconti biblici è il vino dolce, cioè il mosto, il succo d’uva, non le bevande cosiddette “forti”.
Inoltre, Abacuc pronunciò un severo giudizio verso coloro che offrono da bere a qualcuno perché si ubriachi (Habacuc 2:15) e Gesù non avrebbe prodotto circa 20 litri di vino fortemente alcolico, che avrebbe provocato l’ubriachezza generale.
Ci sono altri motivi, ma questi li ritengo sufficienti per dire che, a mio parere, ciò che Gesù produsse qui non era “champagne”, grappa o vino d’annata, ma semplice vino dolce, cioè succo d’uva.
Conclusione
Oggi abbiamo visto perché questo brano non ha niente a che fare con la questione dell’alcool (sia pro che contro), e che dobbiamo vegliare sui segni, per vedere quando sono genuinamente operati da Dio o meno. Tuttavia voglio porre ancora una volta l’attenzione sulla fiducia esemplare di Maria. Certo il suo atteggiamento iniziale è stato discutibile, tanto che ha meritato un rimprovero da parte di Gesù, ma la sua totale fiducia in Gesù deve insegnarci che anche noi dobbiamo fidarci totalmente di Lui, anche e soprattutto ci chiede qualcosa che non capiamo o non condividiamo. Anche quando sembra andare contro ogni logica. Dobbiamo fidarci di Gesù e ubbidire a qualunque richiesta Lui ci faccia, senza discutere, senza chiedere spiegazioni o contestare. Avere fiducia di Gesù significa proprio credere in Lui anche quando non abbiamo una ragione logica per farlo e ubbidirgli per il solo motivo che Lui ci ha chiesto di fare una certa cosa.
Francamente non mi importa cosa beviate a casa e non sono affari che mi riguardano, né mi importa, come fanno altri, di perdere tempo per parlarvi di servitori di Satana travestiti da servi di luce (c’è chi lo fa tutto il tempo e quasi non parla d’altro, ma lo ritengo una grande distrazione perché abbiamo troppo da fare in questa vita da avere tempo da perdere con certe persone. Ciò che mi importa, invece, è che siamo pronti a seguire il consiglio di Maria: «Fate tutto quello che egli vi dirà».
Che il Signore ci guidi e ci istruisca a fare la Sua volontà.

