A volte la gente mi chiede: “Perché Dio non interviene?” Spesso, di fronte alle ingiustizie la reazione più naturale è desiderare che questa cosa non fosse accaduta a noi, proprio a noi. La prima cosa che si dice è: “Perché a me? Che male ho fatto?” Vogliamo che venga fatta giustizia come e quando vorremmo noi e di fronte alla frustrazione per non aver ottenuto la giustizia desiderata, spesso ci si rivolta contro Dio.
Tuttavia non ci rendiamo conto di una cosa: se Dio intervenisse e facesse giustizia, neanche noi scamperemmo. La Bibbia dice che ”Non c’è alcun giusto, neppure uno”* e che “Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio”*. Paolo dice anche che la carne, cioè la parte di noi che è dominata dal peccato, è in guerra con lo Spirito di Dio e che “Le opere della carne sono manifeste e sono: adulterio, fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, magia, inimicizie, contese, gelosie, ire, risse, divisioni, sette, invidie, omicidi, ubriachezze, ghiottonerie e cose simili a queste, circa le quali vi prevengo, come vi ho già detto prima, che coloro che fanno tali cose non erediteranno il regno di Dio”*. Dio ha una legge secondo la quale siamo tutti colpevoli. Tutti conosciamo i comandamenti, ma ciò che non tutti sanno è che “Chiunque… osserva tutta la legge, ma viene meno in un sol punto, è colpevole su tutti i punti”*. Ora, “Chiunque commette il peccato, commette pure una violazione della legge; e il peccato è violazione della legge”* ed “Il salario del peccato è la morte”*. “L’ira di Dio si rivela dal cielo sopra ogni empietà e ingiustizia degli uomini, che soffocano la verità nell’ingiustizia”*. Ciò significa che tutti siamo sotto l’ira di Dio.
Dio è giusto, ma è anche amore. Per questa ragione Dio è intervenuto. “Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna”*. “Dio manifesta il suo amore verso di noi in questo che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi”*. “In questo è l’amore: non che noi abbiamo amato Dio, ma che lui ha amato noi e ha mandato il suo Figlio per essere la propiziazione per i nostri peccati”*.
Per restare giusto e non condannare tutti, Dio “Ha annientato il documento fatto di ordinamenti, che era contro di noi e che ci era nemico, e l’ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce”*. Per questo “Ora, senza la legge, è stata manifestata la giustizia di Dio, alla quale rendono testimonianza la legge e i profeti, cioè la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo verso tutti e sopra tutti coloro che credono, perché non c’è distinzione; poiché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono gratuitamente giustificati per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù. Lui ha Dio preordinato per essere il propiziatorio mediante la fede nel suo sangue, per dimostrare così la sua giustizia per il perdono dei peccati, che sono stati precedentemente commessi durante il tempo della pazienza di Dio, per manifestare la sua giustizia nel tempo presente, affinché egli sia giusto e giustificatore di colui che ha la fede di Gesù. Dov’è dunque il vanto? È escluso. Per quale legge? Quella delle opere? No, ma per la legge della fede. Noi, perciò, riteniamo che l’uomo è giustificato mediante la fede senza le opere della legge”*.
Qualcuno doveva pagare il prezzo della giusta ira di Dio, è per questo che “Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu sepolto e che risuscitò il terzo giorno secondo le Scritture”*. La Sua morte fu il prezzo del nostro perdono; la Sua sepoltura fu la dimostrazione che il prezzo era stato pagato, ma la Sua resurrezione fu la dichiarazione che il riscatto era stato accettato. Egli ci ha riscattati a prezzo del Suo sangue, come le Scritture avevano predetto, riportando la vittoria sulla morte e sul peccato. “Ora se siamo morti con Cristo, noi crediamo pure che vivremo con lui, sapendo che Cristo, essendo risuscitato dai morti, non muore più; la morte non ha più alcun potere su di lui. Perché, in quanto egli è morto, è morto al peccato una volta per sempre; ma in quanto egli vive, vive a Dio”*.
Vuoi sapere perché Dio non interviene? Perché il prezzo che ha pagato per ognuno di noi è altissimo. Egli “Èpaziente verso di noi, non volendo che alcuno perisca, ma che tutti vengano a ravvedimento”*. Dio ha pagato questo prezzo anche per te, perché anche tu meriti la condanna, ma hai la possibilità di avere perdono. “Dio ha rinchiuso tutti nella disubbidienza, per far misericordia a tutti”*.
Ora tocca a te, perché Dio “Comanda a tutti gli uomini, in ogni luogo, che si ravvedano. Poiché egli ha stabilito un giorno in cui giudicherà il mondo con giustizia, per mezzo di quell’uomo che egli ha stabilito; e ne ha dato prova a tutti, risuscitandolo dai morti”*. Tutto ciò che ti è richiesto, come detto prima, è la fede nel Suo sangue, perché, chi più, chi meno, siamo tutti colpevoli, sotto l’ira di Dio, meritevoli della Sua condanna, e per questo abbiamo tutti ugualmente accesso alla Sua grazia mediante la fede nell’opera compiuta da Gesù Cristo. E se Lui ha già pagato a noi non spetta pagare altro, perché Lui ce la offre in dono. Infatti Gesù disse: “In verità, in verità vi dico: Chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna, e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita”*. Ma sta’ attento: “Chi crede nel Figlio ha vita eterna, ma chi non ubbidisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio dimora su di lui”*; “Dio ci ha dato la vita eterna, e questa vita è nel suo Figlio. Chi ha il Figlio, ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita. Ho scritto queste cose a voi che credete nel nome del Figlio di Dio, affinché sappiate che avete la vita eterna e affinché crediate nel nome del Figlio di Dio”*. “Credi nel Signore Gesù Cristo, e sarai salvato“*.
* Citazioni tratte dalla Bibbia Nuova Diodati (Edizione LA BUONA NOVELLA).
(In ordine di comparsa: Ro 3:10,23; Ga 5:19-21; Gm 2:10; 1 Gv 3:4; Ro 6:23; 1:18; Gv 3:16; Ro 5:8; 1 Gv 4:10; Cl 2:14; Ro 3:21-27; 1 Co 15:3-4; Ro 6:8-10; 2 P 3:9; Ro 11:32; At 17:30-31; Gv 5:24; 3:36; 1 Gv 5:11-13; At 16:31)

